Dal Mite al Mase: cambia il nome, ma i dossier restano quelli di prima

Il ministro Pichetto Fratin, come il suo predecessore Cingolani, dovrà occuparsi non solo della tutela dell’ambiente, ma anche delle questioni energetiche, dal gas alle rinnovabili
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Con la conversione in legge del decreto “Ministeri”, arrivata lo scorso 15 dicembre, il Ministero della Transizione ecologica (Mite) ha ufficialmente cambiato nome in Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, abbreviato con la sigla “Mase”. Come spiega un dossier della Camera, oltre alla tutela dell’ambiente, questo ministero, guidato da Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia), si occuperà anche delle «competenze in materia di politica energetica e mineraria nazionale», con la «significativa integrazione relativa alla sicurezza energetica». Quest’ultima fa riferimento all’individuazione e all’attuazione delle «misure atte a garantire la sicurezza, la flessibilità e la continuità» degli approvvigionamenti energetici. Secondo una ricostruzione di inizio dicembre del Foglio, nelle scorse settimane il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso avrebbe tentato di riportare le competenze sull’energia sotto il suo ministero, visto che un tempo spettavano al Ministero dello Sviluppo economico.  

Il nuovo Mase è uno dei ministeri principali del governo Meloni: dall’energia all’ambiente, vediamo quali sono i dossier più importanti sul tavolo del ministro Pichetto Fratin.

Le trattative sul gas

Lo scorso 19 dicembre, dopo mesi di trattative, i ministri dell’Energia dei Paesi membri dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo per introdurre a livello europeo una sorta di tetto al prezzo del gas (in inglese price cap). Si tratta di uno dei dossier più delicati degli ultimi mesi, gestito anche dal governo Draghi e dal precedente ministro Roberto Cingolani, oggi consulente di Pichetto Fratin proprio sui temi energetici. In base all’accordo, il tetto potrà scattare a partire dal 15 febbraio se i prezzi del gas scambiato sul Title transfer facility (Ttf) di Amsterdam, cioè l’indice di riferimento per il mercato del gas, supereranno i 180 euro per megawattora per tre giorni consecutivi, con particolari condizioni legate anche al prezzo del gas naturale liquefatto. Nel corso di un’audizione alla Camera, Pichetto Fratin ha spiegato che l’Italia «ha portato un numero considerevole di altri Stati membri a chiedere una soluzione condivisa sul prezzo del gas». Secondo il ministro, quanto deciso in sede europea rappresenta una «misura anti-speculazione». 

Al tema del prezzo del gas si affianca quello dell’approvvigionamento energetico. Il governo Meloni ha inserito nel decreto “Aiuti quater”, approvato dal Senato e ora all’esame della Camera, una norma per favorire la ricerca e l’estrazione di gas naturale. Lo scorso 7 dicembre, al Mase si è svolto un tavolo di confronto su questo tema, durante il quale si è discusso dei rischi sul tipo di attività segnalati dalle comunità locali e dai sindaci e della necessità di ottenere garanzie tecnico-scientifiche a tutela dell’ambiente sull’estrazione del gas.

Il rigassificatore di Piombino

Il 22 dicembre il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio ha rigettato il ricorso presentato dal Comune di Piombino contro l’ordinanza commissariale che ha autorizzato la realizzazione di un rigassificatore nel porto della cittadina toscana. L’ordinanza commissariale ha autorizzato l’ormeggio permanente di una nave rigassificatrice nel porto di Piombino, che ha il compito di convertire il gas naturale liquefatto (Lng) dallo stato liquido a quello gassoso, per poi immetterlo in rete.                                      

«Le sentenze non si commentano ma si rispettano», ha spiegato Pichetto Fratin, evidenziando come «grazie ai rigassificatori» l’Italia potrà contare su «una quota consistente di gas, fondamentale per garantire la sicurezza energetica delle famiglie e delle imprese italiane». In audizione alla Camera, il ministro ha garantito che sul rigassificatore di Piombino c’è l’impegno del governo «per un uso temporaneo» della struttura, «non oltre i tre anni». Durante la campagna elettorale, le sezioni locali di vari partiti si sono opposte alla realizzazione del rigassificatore, mentre a livello nazionale i partiti hanno raramente preso posizioni nette sul tema.

La strategia sui rigassificatori è stata messa a punto dal precedente governo con l’obiettivo di ridurre la dipendenza italiana dal gas russo, aumentando le importazioni di gas naturale liquefatto dall’estero. Oltre alla nave rigassificatrice di Piombino, il piano ne prevede un’altra a Ravenna, in Emilia-Romagna, che dovrebbe diventare operativa nel 2024.

La corsa per le energie rinnovabili

Lo sviluppo delle energie rinnovabili è, secondo lo stesso Pichetto Fratin, «una priorità nazionale che mette assieme tutela dell’ambiente e interessi energetici nazionali». Per il ministro, una delle necessità principali è quella di «snellire le procedure burocratiche» per l’autorizzazione di nuovi impianti. L’obiettivo del governo è arrivare al 2030 con i due terzi di energia «prodotta da rinnovabili e un terzo da fossili», che Pichetto Fratin non spera essere «più carbone e petrolio» ma solo «più gas, che tra i fossili, è il meno inquinante». 

In Parlamento, Pichetto Fratin ha riferito che è «in fase di finalizzazione sia il decreto attuativo sull’individuazione delle aree idonee alla realizzazione di impianti di energia rinnovabile» sia il cosiddetto “decreto Fer2”, provvedimento che sostiene, attraverso incentivi dedicati, la produzione elettrica di impianti rinnovabili innovativi o con costi di generazione elevati, come la geotermia, il solare termodinamico e il biogas. La sua attuazione «consentirà di incentivare complessivamente 4.590 megawatt di impianti», ha spiegato il ministro.

La tutela dell’ambiente

Come anticipato, il Mase non si occupa solo di energia: tra i suoi compiti vi sono anche la tutela dell’ambiente e della biodiversità, e le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Queste attività, prima della nascita del Ministero della Transizione ecologica con il governo Draghi, erano gestite da un apposito dicastero, il ministero dell’Ambiente.

Lo scorso 29 novembre, al Senato, Pichetto Fratin ha spiegato che tra gli interventi in programma vi sono l’adozione dei «decreti della legge Salvamare», approvata a maggio 2022 dopo un lungo percorso in Parlamento. Il governo punta inoltre ad adeguare il cosiddetto “Codice ambientale”, un testo con le norme principali sulla gestione dei rifiuti e la tutela dell’ambiente, ai «nuovi principi costituzionali». Nella scorsa legislatura, infatti, proprio la tutela dell’ambiente e della biodiversità è stata inserita nell’articolo 9 della Costituzione.  

Di recente, i partiti di opposizione hanno duramente criticato il governo per aver approvato un emendamento che ha introdotto nel disegno di legge di Bilancio per il 2023, approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato, la possibilità di uccidere, anche con l’aiuto di cacciatori locali, animali selvatici, come i cinghiali, in città e aree protette.

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