Ignazio La Russa è il nuovo presidente del Senato

Il co-fondatore di Fratelli d’Italia è stato eletto come seconda carica più alta dello Stato: abbiamo raccontato qual è stata la sua storia politica finora
ANSA/FABIO FRUSTACI
ANSA/FABIO FRUSTACI
Il 13 ottobre il Senato, riunito per la prima volta dopo le elezioni del 25 settembre, ha eletto come suo presidente il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa, che ha ricevuto 116 voti favorevoli.

La soglia per essere eletti presidente era fissata a 104 voti e la coalizione di centrodestra, composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati, può contare in Senato su 115 senatori. Ma 16 senatori di Forza Italia su 18 non hanno però partecipato al voto, quindi La Russa è stato eletto anche grazie al voto, avvenuto a scrutinio segreto, di alcuni senatori dei partiti di opposizione (quelli che, nel gergo politico, sono chiamati “franchi tiratori”). «Ringrazio chi mi ha votato, chi non mi ha votato ma chi soprattutto chi mi ha votato da fuori la coalizione», ha detto La Russa all’inizio del suo primo discorso da presidente.

Come da tradizione, la prima seduta al Senato è stata presieduta dal senatore più anziano presente in aula: data l’assenza per motivi di salute del senatore a vita ed ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, 97 anni di età, il compito è toccato alla senatrice a vita Liliana Segre, 92 anni di età. «Non c’è stata una parola della senatrice Segre che non ha meritato il mio applauso», ha commentato La Russa nel suo discorso di insediamento.

Le reazioni

L’elezione di La Russa, nonostante fosse stata ampiamente pronosticata nelle scorse ore, non è stata priva di problemi: diverse fonti stampa hanno riportato come nei momenti precedenti al voto tra il neopresidente del Senato e l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ci siano stati alcuni attriti. 

Gli unici senatori di Forza Italia che hanno votato sono stati la presidente uscente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e lo stesso Berlusconi, che pochi minuti dopo l’elezione di La Russa ha commentato su Twitter: «Sono lieto per l’elezione di Ignazio La Russa. Non solo non ho mai avuto alcuno scontro con lui, ma stiamo collaborando lealmente e in pieno accordo per dare al Paese un governo forte e coeso».

Anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha affidato ai social il suo commento sull’elezione di un esponente del suo partito: «Un uomo che ha sempre saputo mettere il senso delle istituzioni al servizio di tutti gli incarichi ricoperti. Siamo certi farà altrettanto bene alla Presidenza del Senato».

Passando all’opposizione, sia il leader di Italia viva Matteo Renzi sia il leader di Azione Carlo Calenda hanno dichiarato che i loro senatori non hanno votato La Russa, optando per la scheda bianca: «Non esiste per noi votare un nostalgico del fascismo», ha dichiarato Calenda.

Il segretario del Partito democratico Enrico Letta invece ha giudicato «irresponsabile oltre ogni limite il comportamento di quei senatori che hanno scelto di aiutare dall’esterno una maggioranza già divisa e in difficoltà. Una parte dell’opposizione non aspetta altro che entrare in maggioranza».

Chi è Ignazio La Russa

Ignazio Benito Maria La Russa è nato in Sicilia nel 1947 ed è stato eletto per la prima volta in Parlamento come deputato nel 1992 con il Movimento sociale italiano, partito d’ispirazione postfascista fondato nel 1946, ma i suoi primi incarichi politici risalgono al 1971, quando fu nominato responsabile del Fronte della gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano.

Il padre di Ignazio, Antonino, fu segretario del Partito fascista a Paternò, in Sicilia, e senatore con il Movimento sociale italiano dagli anni Settanta al 1992, anno in cui il figlio entrò in Parlamento.

Oltre al padre, anche i fratelli di Ignazio La Russa sono e sono stati attivi politicamente: il fratello Vincenzo, morto lo scorso novembre, è stato senatore con la Democrazia cristiana e per questo era considerato la “pecora bianca” della famiglia, mentre il fratello Romano è l’attuale assessore alla sicurezza della Regione Lombardia. Di recente, lo stesso Romano La Russa è stato al centro di una polemica nata da un video che lo ritraeva fare più volte il saluto romano al funerale del cognato. Il Partito democratico ha richiesto la rimozione dell’assessore, ma la mozione non è passata.

Avvocato penalista cresciuto politicamente a Milano, come raccontato da lui stesso al Corriere della sera durante gli anni Settanta La Russa ha partecipato a diversi scontri, sia contro l’estrema sinistra, sia contro la polizia. 

Nel 1995 ebbe luogo la cosiddetta “svolta di Fiuggi”, ossia la serie di congressi che portarono l’allora segretario del Movimento sociale italiano Gianfranco Fini ad abbandonare i riferimenti al fascismo e fondare il partito Alleanza Nazionale, di cui La Russa fu uno degli esponenti principali, oltre che reggente fino all’ingresso del partito nel 2009 nel Popolo delle libertà. 

La Russa è stato nominato nel 2008 ministro della Difesa del quarto governo guidato da Silvio Berlusconi, carica che manterrà fino alla caduta del governo nel novembre 2011. L’anno dopo ha lasciato il Popolo delle libertà per fondare Fratelli d’Italia insieme a Giorgia Meloni e Guido Crosetto. Nella scorsa legislatura è stato nominato vicepresidente del Senato.

Il rapporto con il fascismo

Secondo vari commentatori, una delle posizioni più controverse di La Russa è il suo rapporto con il fascismo, di cui il nuovo presidente del Senato è stato più volte definito «nostalgico».

Il 15 settembre, ospite a L’aria che tira su La7, La Russa, polemizzando con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (Pd), ha affermato che «siamo tutti eredi del Duce». Inoltre, La Russa ha sempre difeso l’uso del saluto romano, non considerandolo mai apologia di fascismo e anzi ironizzando sul tema. Nel 2020, nei primi giorni della pandemia da Covid-19, il senatore propose con un post su Facebook di adottare il saluto fascista invece della classica stretta di mano, che poteva provocare il contagio.

Un’altra posizione che ha destato non poche polemiche è quella sul 25 aprile, giorno in cui in Italia si festeggia la liberazione dal nazifascismo. La Russa ha sempre dichiarato di non festeggiare la ricorrenza, che ha sempre considerato «divisiva», e che nel 2020 ha proposto di sostituirla con una «giornata di concordia nazionale nella quale ricordare i caduti di tutte le guerre e anche le vittime del Covid-19».

Che cosa fa il presidente del Senato

Secondo l’ordinamento della Repubblica, il presidente del Senato rappresenta la seconda carica dello Stato, e in caso di impedimento del Presidente della Repubblica è lui che ne esercita le funzioni. All’interno del sistema della separazione dei poteri previsto dalla Costituzione, i presidenti delle due assemblee rappresentano il potere legislativo, attribuito al Parlamento.

Come il suo omologo alla Camera, chi presiede il Senato ha il compito di regolare tutti i lavori dell’aula e di tutti i suoi organi, come le commissioni parlamentari e il Consiglio di presidenza. Nello specifico, secondo il regolamento del Senato, il presidente «dirige la discussione e mantiene l’ordine, giudica della ricevibilità dei testi, concede la facoltà di parlare, pone le questioni, stabilisce l’ordine delle votazioni e ne proclama i risultati».

Inoltre, secondo l’articolo 88 della Costituzione, il presidente del Senato viene sentito, al pari del presidente della Camera dei deputati, dal presidente della Repubblica prima di sciogliere le camere, o anche una sola di esse.

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