Matteo Salvini

Salvini esagera sugli sbarchi tornati ai livelli dei «tempi di Alfano»

«Abbiamo un numero di sbarchi che non si vedeva dai tempi di Alfano»

Pubblicato: 02 ago 2021
Data origine: 01 ago 2021
Macroarea questioni sociali

Secondo quanto riportato da diverse fonti di stampa (Corriere della Sera e Repubblica, ad esempio), il leader della Lega Matteo Salvini il 1° agosto, alla festa della Lega a Cervia, ha dichiarato che o il governo risolve «il problema degli sbarchi» oppure per il suo partito «sarebbe un problema» continuare a sostenere l’esecutivo guidato da Mario Draghi.

In particolare Salvini ha sostenuto che l’attuale numero di sbarchi «non si vedeva dai tempi di Alfano». Il riferimento è al mandato di Angelino Alfano (Pdl e poi Nuovo centro destra) come ministro degli Interni, in particolare durante il periodo 2014-2016 quando gli sbarchi raggiunsero livelli record.

Abbiamo verificato e Salvini esagera.

Gli sbarchi durante il governo Draghi

Da quando si è insediato il governo Draghi, il 13 febbraio 2021, il dato mensile più alto per quanto riguarda gli sbarchi è relativo a luglio, quando in Italia sono arrivate via mare 8.606 persone.

Si tratta del dato più alto degli ultimi quattro anni: né nel 2020, né nel 2019, né nel 2018 era mai stata superata la soglia di 8 mila arrivi in un mese (il precedente record di questo periodo era stato del luglio 2020, con poco più di 7 mila sbarchi).

Per trovare un numero di sbarchi superiore bisogna andare a luglio 2017, quando era ministro dell’Interno Marco Minniti del Pd (nel governo Gentiloni) e gli sbarchi erano stati 11.461.

Ma come andavano le cose quando era ministro dell’Interno Angelino Alfano?

Gli sbarchi ai «tempi di Alfano»

Angelino Alfano è stato ministro dell’Interno in due governo consecutivi, quello guidato da Enrico Letta (in carica dal 28 aprile 2013 al 21 febbraio 2014) e quello guidato da Matteo Renzi (dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016).

In particolare durante il governo Renzi gli sbarchi hanno raggiunto livelli senza precedenti: più di 170 mila arrivi nel 2014, più di 150 mila nel 2015 e oltre 180 mila nel 2016 (nel 2013 erano stati poco più di 40 mila).

Nei 33 mesi interi in cui Alfano è stato ministro dell’Interno durante il governo Renzi – da marzo 2014 a novembre 2016, inclusi – sono sbarcati in italia 492.409 migranti, cioè circa 15 mila al mese: un dato quasi doppio rispetto a quello di luglio 2021.

Inoltre in questi 33 mesi solo otto volte gli sbarchi mensili sono rimasti sotto l’asticella dei 8.606 arrivi di luglio 2021, per 25 volte invece quel livello è stato superato. Le otto volte sono poi concentrare in inverno e autunno, in estate gli arrivi sono sempre stati nettamente superiori. A luglio 2014 arrivarono via mare più di 24 mila persone, a luglio 2015 quasi 23 mila e a luglio 2016 oltre 23.500.

Possiamo insomma dire che se da un lato è vero che gli sbarchi siano aumentati negli ultimi mesi, raggiungendo livelli che non venivano toccati da quattro anni, dall’altro i numeri di sbarchi che caratterizzarono il mandato di Angelino Alfano al Viminale sono ancora molto lontani.

Il verdetto

Il 1° agosto il segretario della Lega Matteo Salvini ha detto che o il governo Draghi interviene sugli sbarchi oppure per il suo partito diverrà problematico sostenerlo. Secondo Salvini in particolare i numeri di arrivi via mare in Italia sarebbero tornati ai livelli dei «tempi di Alfano».

Questa è un’esagerazione. È vero che a luglio 2021 sia stato toccato il nuovo record di sbarchi degli ultimi quattro anni (nel luglio 2017 furono quasi 11.500, poi non si era più superata quota 8 mila fino al mese appena concluso) ma durante il secondo mandato di Alfano al Viminale durante il governo Renzi – tra fine febbraio 2014 e metà dicembre 2016 – i numeri erano nettamente superiori. In media quasi il doppio rispetto a luglio 2021, se poi guardiamo ai mesi estivi e in particolare al mese di luglio si arriva anche a circa il triplo.

Nel complesso per Salvini un “Nì”.

Logo
Logo