È la prima volta che in un governo ci sono due parenti

Il ministro Francesco Lollobrigida è il cognato della presidente Giorgia Meloni: non era mai successo nella storia repubblicana che in un esecutivo ci fossero due membri imparentati tra loro
ANSA
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Negli ultimi giorni ha fatto discutere la scelta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di affidare l’incarico di ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare a Francesco Lollobrigida, deputato di Fratelli d’Italia e, tra le altre cose, cognato della stessa Meloni. Lollobrigida è infatti il marito di Arianna Meloni, sorella della presidente del Consiglio. 

In base alle verifiche di Pagella Politica, è la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana che un presidente del Consiglio nomina un proprio parente nel suo governo. Per la precisione, è la prima volta dal 1946 in poi che due persone imparentate tra loro fanno parte dello stesso governo. L’ultimo caso di due parenti presenti contemporaneamente nello stesso esecutivo risale infatti al Regno d’Italia, al governo guidato da Benito Mussolini, durante la dittatura fascista.

Il primato di Lollobrigida

Lollobrigida ha iniziato la sua carriera politica nel Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano. Laureato in Giurisprudenza, è stato consigliere comunale a Subiaco, nel Lazio, e poi consigliere provinciale a Roma. Nel suo ultimo libro, Io sono Giorgia (Rizzoli, 2021), Meloni ha raccontato di aver conosciuto Lollobrigida proprio durante il loro mandato da consiglieri provinciali. «Con Francesco Lollobrigida, Lollo, oggi presidente dei deputati di Fratelli d’Italia. Carattere difficile, intelligenza veloce, lealtà. All’inizio ci detestavamo, oggi siamo come fratelli. Anche quando litighiamo, e lo facciamo spesso», ha scritto Meloni nel suo libro.

Dal 2006 al 2010 Lollobrigida ha ricoperto l’incarico di consigliere regionale nel Lazio nel gruppo di Alleanza nazionale, e dal 2010 al 2013 è stato assessore alla Mobilità e ai Trasporti della Regione Lazio, nella giunta di centrodestra guidata dall’allora presidente Renata Polverini. Nel 2018 è stato eletto alla Camera dei deputati nelle fila di Fratelli d’Italia, ed è stato rieletto alle elezioni politiche del 2022. Il 23 ottobre 2022, il presidente della Repubblica Matterella lo ha nominato ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, su proposta della presidente del Consiglio Meloni. 

Sposato con Arianna Meloni, sorella della presidente del Consiglio, Lollobrigida è dunque il cognato di Meloni. Quest’ultima ha raccontato nel suo libro che la sorella e l’attuale ministro dell’Agricoltura si sono conosciuti quando Lollobrigida era già stato eletto consigliere provinciale. «Oggi mi fa sorridere quando qualche giornalista tira fuori lo scoop di due esponenti politici di Fratelli d’Italia che hanno tra loro rapporti di parentela, come se la parentela fosse arrivata prima dell’impegno politico, e non invece il contrario», ha scritto Meloni nel suo libro.

In base alle verifiche di Pagella Politica quello di Lollobrigida e Meloni è il primo caso di parentela tra i membri di uno stesso governo nella storia dell’Italia repubblicana, ossia dal 1946. Prima di Lollobrigida, il caso più recente di un legame di parentela in un governo risale al Regno d’Italia, quando nel 1934, durante la dittatura fascista, Mussolini nominò come sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, con delega alla stampa e alla propaganda, il genero Galeazzo Ciano, che nell’aprile del 1930 aveva sposato sua figlia Edda. Nel 1935, Mussolini nominerà Ciano ministro per la Stampa e la propaganda, incarico che manterrà fino all’anno seguente, nel 1936, quando divenne ministro degli Esteri.
Immagine 1. Articolo del quotidiano La Stampa del 10 settembre 1934 dedicato alla nomina di Galeazzo Ciano nel governo Mussolini. Fonte: Archivio storico La Stampa
Immagine 1. Articolo del quotidiano La Stampa del 10 settembre 1934 dedicato alla nomina di Galeazzo Ciano nel governo Mussolini. Fonte: Archivio storico La Stampa

Le dinastie politiche repubblicane

La storia dell’Italia repubblicana è comunque ricca di ministri e sottosegretari imparentati gli uni con gli altri, seppur a distanza di anni e in governi diversi. Per esempio, nello stesso governo Meloni, la ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini è figlia dell’avvocato Giorgio Bernini, ministro del Commercio estero tra il 1994 e il 1995 nel primo governo Berlusconi. 

Più indietro nel tempo, tra il 1946 e il 1992, durante la cosiddetta “prima repubblica”, tra gli esponenti della Democrazia cristiana c’è stato il caso della famiglia Jervolino: Angelo Raffaele è stato più volte ministro tra il 1948 e il 1966; la moglie Maria De Unterrichter, sottosegretaria alla Pubblica Istruzione tra il 1954 e il 1958; e la figlia Rosa Russo, più volte ministra per la Democrazia cristiana e per il Partito popolare italiano tra il 1987 e il 1999. Nella Democrazia cristiana, poi, ci sono stati i casi di Antonio e Mariotto Segni, l’uno più volte ministro e presidente della Repubblica dal 1962 al 1964, l’altro sottosegretario all’Agricoltura tra il 1986 e il 1987; e quello di Bernardo e Sergio Mattarella, il primo più volte ministro, il secondo già ministro e attuale presidente della Repubblica. Piersanti Mattarella, fratello di Sergio, fu invece assassinato mentre era presidente della Regione Sicilia. 

I casi di parentela tra ministri di governi diversi non mancano anche  dopo il 1992, durante la cosiddetta “seconda repubblica”: Antonio Martino, figlio del ministro liberale Gaetano; Stefano Caldoro, figlio del sottosegretario socialista Antonio; e Bobo e Stefania Craxi, eredi politici del padre Bettino, già presidente del Consiglio dal 1983 al 1987.

Più recente è il caso di Gianni ed Enrico Letta, rispettivamente zio e nipote: il primo è stato più volte sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nei governi Berlusconi, il secondo è l’attuale segretario del Partito democratico, già presidente del Consiglio tra il 2013 e il 2014. Da segnalare anche il caso dei coniugi Nunzia De Girolamo e Francesco Boccia, l’una ministro delle Politiche agricole del governo Letta, l’altro ministro degli Affari regionali del secondo governo Conte.

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