Tutti i numeri sulle elezioni dei presidenti di Camera e Senato

Abbiamo analizzato con quanti scrutini e con quanti voti sono stati eletti tutti i predecessori di La Russa e Fontana alla guida delle due camere
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Negli ultimi giorni, due delle principali notizie politiche in Italia hanno riguardato l’elezione di Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia) e di Lorenzo Fontana (Lega) alla presidenza, rispettivamente, del Senato e della Camera. L’elezione di La Russa ha fatto discutere, in particolare, perché è arrivata grazie ai voti di alcuni senatori che non fanno parte della maggioranza di centrodestra. Quella del deputato della Lega, invece, è stata criticata da più parti per le posizioni espresse in passato da Fontana contro l’aborto e le unioni civili, e in favore del presidente russo Vladimir Putin. 

Numeri alla mano, come sono andate queste due elezioni rispetto a quelle del passato? Per rispondere a questa domanda, abbiamo consultato i resoconti delle elezioni dei presidenti di Camera e Senato, dal 1948 in poi.

Le altre elezioni dei presidenti del Senato

Il 13 ottobre La Russa è stato eletto presidente del Senato al primo scrutinio, con 116 voti favorevoli, 112 in più rispetto alla soglia dei 104 voti necessaria per essere eletti.  

Dal 1948 all’elezione di La Russa compresa, su 28 elezioni di presidenti del Senato 21 si sono concluse al primo scrutinio. Di recente, è per esempio bastata solo una votazione per eleggere alla presidenza del Senato Renato Schifani nel 2008 e Marcello Pera nel 2001 (oggi Schifani è presidente della Regione Sicilia, mentre Pera è senatore di Fratelli d’Italia). 

In sette occasioni invece è servita più di una votazione per eleggere il presidente del Senato. Nel 2018, per esempio, sono stati necessari tre scrutini per eleggere Maria Elisabetta Alberti Casellati (Forza Italia) e nel 2013 quattro scrutini per eleggere Piero Grasso (Liberi e uguali). 

Curiosità: nel 2006 è stata annullata per la prima, e finora ultima volta, una votazione per la presidenza del Senato, perché alcuni senatori avevano scritto nelle schede “Francesco Marini”, invece di “Franco Marini”, il nome del candidato del centrosinistra (poi eletto al terzo scrutinio).
In media, i presidenti del Senato sono stati eletti con il 69 per cento dei voti. La Russa ha ottenuto il 56,3 per cento dei voti, la quinta percentuale più bassa sulle 28 elezioni. Per fare un confronto con presidenti recenti, nel 2018 Casellati aveva ottenuto il 75,2 per cento, mentre nel 2013 Grasso il 43,8 per cento (la percentuale più bassa con cui sia mai stato eletto un presidente del Senato). 

Il record di consensi si è avuto nel 1951, con l’elezione alla presidenza del Senato di Enrico De Nicola, che ottenne il 93,2 per cento dei consensi. Al secondo posto c’è l’elezione nel 1983 di Vittorino Colombo, con il 90 per cento. Oltre a Grasso, l’unico altro presidente del Senato a essere stato eletto con meno del 50 per cento dei voti è stato Carlo Scognamiglio nel 1994, fermatosi al 49,8 per cento al quarto scrutinio.

Le altre elezioni dei presidenti della Camera

Il 14 ottobre Fontana è stato eletto presidente della Camera al quarto scrutinio, ricevendo 222 voti, ossia quelli dei deputati dei partiti di centrodestra, salvo alcune defezioni. La soglia per essere eletti era fissata a 197 voti, ossia la metà più uno dei presenti alla votazione.

Rispetto all’elezione del presidente del Senato, quella del presidente della Camera mostra una dinamica piuttosto chiara nel tempo, se si guardano i dati sugli scrutini. Nelle 12 elezioni dal 1948 al 1987, tutti i presidenti della Camera sono stati eletti al primo scrutinio. Tutte le elezioni successive si sono concluse al quarto scrutinio, tranne la seconda elezione del 1992, quando si arrivò al quinto scrutinio per eleggere Giorgio Napolitano come successo di Oscar Luigi Scalfaro, eletto presidente della Repubblica.
Fontana ha ottenuto il 56,6 per cento dei voti, la nona percentuale più bassa sulle 22 elezioni dal 1948 a oggi, contro una media del 63,5 per cento. La percentuale ottenuta dal deputato della Lega è più bassa di quella ottenuta da Roberto Fico, eletto presidente nel 2018 con il 68,1 per cento dei voti, ma più alta di quella di Laura Boldrini nel 2013, Gianfranco Fini nel 2008 e Fausto Bertinotti nel 2006.

Il record per un’elezione del presidente della Camera è detenuto da Brunetto Bucciarelli-Ducci, che nel 1963 ottenne il 93 per cento dei voti. L’unico altro presidente ad aver ottenuto più dell’80 per cento dei voti è stato Sandro Pertini, con l’84,3 per cento nel 1972, mentre si sono avvicinati molto Nilde Iotti nel 1983 e Pietro Ingrao nel 1976. La persona che è stata eletta con il minor numero di voti è stato invece Scalfaro nel 1992, con solo il 50,6 per cento.

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