Meloni è fuorviante su migranti, sicurezza e Ue

Dagli sbarchi alle richieste d’asilo accettate, abbiamo verificato cinque frasi della presidente di Fratelli d’Italia sull’immigrazione
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
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Il 19 agosto, in un video pubblicato sui social, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha fatto una serie di affermazioni sull’immigrazione per difendere la proposta del suo partito di introdurre un «blocco navale» al largo del Nord Africa (sulla fattibilità di questa proposta abbiamo scritto più nel dettaglio qui). 

Dagli sbarchi alle richieste d’asilo accettate, passando per le politiche dell’Unione europea, abbiamo verificato cinque dichiarazioni di Meloni. Al netto di un paio di imprecisioni, la presidente di Fratelli d’Italia ha citato dati corretti sul numero degli arrivi di migranti, ma ha elencato una statistica sbagliata sulle richieste d’asilo e di protezione accettate dall’Italia. Secondo Meloni, poi, gli sbarchi hanno portato a una «situazione insostenibile in termini di sicurezza», ma i dati Istat mostrano che negli ultimi dieci anni i reati sono calati drasticamente. Infine, è fuorviante sostenere che nel 2017 anche l’Ue avesse proposto l’introduzione di un blocco navale.

Il numero degli sbarchi, dal 2011 a oggi

«Dal 2011 a oggi, ovvero da quando la sinistra è al governo, sono sbarcati sulle coste italiane più di 800 mila migranti»

Questa affermazione è sostanzialmente corretta, al netto di una imprecisione. Nel periodo preso in considerazione, il centrosinistra è infatti stato al governo per oltre nove anni, e non tutti e undici. Fino all’11 novembre 2011, è rimasto infatti in carica il quarto governo Berlusconi, di centrodestra. Poi il centrosinistra ha appoggiato tutti i governi successivi (Monti, Letta, Renzi e Gentiloni), fino al 1° giugno 2018, quando è entrato in carica il primo governo Conte, sostenuto da Lega e Movimento 5 stelle. Dal 4 settembre 2019, il centrosinistra è tornato al governo, prima nel secondo governo Conte, poi con quello guidato da Mario Draghi.

Al di là di questo, il dato di oltre «800 mila sbarchi» è giusto. Escludendo il 2011 come anno, dove ha governato per oltre 11 mesi il centrodestra, secondo i dati del Ministero dell’Interno, tra il 2012 e il 18 agosto 2022 sono sbarcati in Italia circa 866 mila migranti. La maggioranza degli arrivi si è concentrata tra il 2014 e il 2017, quando in quattro anni sono arrivati circa 625 mila migranti. Dal 2018 – anno successivo a quando il ministro dell’Interno Marco Minniti (Pd) siglò un criticato accordo con le fazioni libiche per bloccare le partenze di migranti – ad oggi, gli sbarchi sono drasticamente calati: in quattro anni e mezzo sono arrivate circa lo stesso numero di persone (185 mila) di quante ne arrivarono nel solo 2016 (181 mila). È vero però che negli ultimi tre anni gli sbarchi sono tornati ad aumentare.

Gli sbarchi negli ultimi due anni

«Quasi un quinto, oltre 140 mila persone, [sono sbarcati] solo negli ultimi due anni»

Il numero indicato da Meloni è leggermente impreciso. 

Innanzitutto, 140 mila sbarchi sono un sesto di 800 mila, più che un quinto, mentre su 866 mila (il dato corretto) rappresentano un sesto scarso. In secondo luogo, secondo i dati del Ministero dell’Interno, tra agosto 2020 e agosto 2022 sono sbarcate in Italia poco meno di 135 mila persone.

I dati sulle richieste d’asilo

«Solamente l’8 per cento di chi è sbarcato illegalmente ha ottenuto il diritto ad asilo o protezione»

La percentuale citata dalla presidente di Fratelli d’Italia è sbagliata.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, tra il 2012-2020 e nel 2021 l’Italia ha risposto a quasi 620 mila richieste d’asilo, garantendo lo status di rifugiato, la protezione sussidiaria o umanitaria – diventata “speciale” dal 2019 in poi – a oltre 240 mila migranti, ossia a quasi il 40 per cento sul totale. 

Inoltre, l’eventuale esito negativo della domanda di asilo può essere appellato: al numero appena citato di domande accettate bisognerebbe dunque sommare quelle accettate a seguito di un ricorso. Su questo punto, però, non sono disponibili i dati per gli ultimi dieci anni.

L’impatto sulla sicurezza

«Una situazione insostenibile in termini di sicurezza»

Secondo Meloni, le cifre elencate – da quelle corrette sugli sbarchi a quelle sbagliate sulle richieste d’asilo – mostrerebbero una «situazione insostenibile in termini di sicurezza». 

I dati Istat mostrano in realtà che i delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria sono calati negli ultimi dieci anni. Nel 2012 i delitti denunciati erano stati in totale oltre 2,8 milioni, calati a 2,3 milioni nel 2019, con una riduzione del 18 per cento. Nel 2020 c’è stato un calo ancora più marcato, dovuto alle restrizioni introdotte con la pandemia di Covid-19. Dalla seconda metà del 2021 alla prima metà del 2022, c’è stata una risalita, che tuttavia ha portato a numeri comunque inferiori a quelli registrati nel 2019, prima della pandemia e dei lockdown. 

Se si considerano i reati di maggiore allarme sociale, dal 2012 al 2019 i furti sono passati da circa 1,5 milioni a poco più di un milione (-30 per cento), le rapine da circa 42.600 a quasi 24.300 (-43 per cento), le violenze sessuali da meno di 4.700 a quasi 4.500 (-4 per cento) e gli omicidi da 528 a 318 (-40 per cento).

L’Ue e il blocco navale

«Nel 2017 l’Unione europea ipotizzava un blocco navale per fermare la partenza dei barconi»

La questione è più sfumata di come la presenta la leader di Fratelli d’Italia. 

In breve: nel 2017 la Commissione europea ha proposto una serie di misure, tra cui il rafforzamento della cooperazione con le autorità libiche, per ridurre i flussi migratori dal Nord Africa. Queste misure non prevedevano però un «blocco navale», né inteso come misura bellica né, per usare le parole di Fratelli d’Italia, come una «missione militare europea, realizzata in accordo con le autorità libiche, per impedire ai barconi di immigrati di partire in direzione dell’Italia».

Della proposta di Fratelli d’Italia di attuare un blocco navale e della sua fattibilità ne abbiamo scritto più nel dettaglio qui.
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