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Calenda esagera i risultati di Azione alle elezioni comunali

| 14 giugno 2022
La dichiarazione
«Abbiamo un’affermazione che va dal 10 al 25 per cento, se si considerano L’Aquila, Palermo, Catanzaro e Parma»
Fonte: Corriere della Sera | 14 giugno 2022
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Verdetto sintetico
Il leader di Azione esagera.
In breve
  • I candidati sindaco supportati da Azione e Più Europa hanno preso dal 13,2 per cento a Catanzaro al 23,8 per cento a L’Aquila. TWEET
  • Ma i due partiti hanno presentato una loro lista solo a L’Aquila e a Palermo, restando sotto il 10 per cento. A Catanzaro e Parma non hanno presentato una lista, a supporto del candidato sostenuto. TWEET
Il 14 giugno, in un’intervista a Il Messaggero, il leader di Azione Carlo Calenda ha commentato le elezioni comunali tenutesi due giorni prima, dicendo che nelle città in cui Azione e Più Europa hanno corso «da soli» hanno raccolto tra il 10 e il 23 per cento dei voti. Lo stesso giorno, in un’intervista con il Corriere della Sera, lo stesso Calenda ha dichiarato: «Abbiamo un’affermazione che va dal 10 al 25 per cento, se si considerano L’Aquila, Palermo, Catanzaro e Parma, i quattro capoluoghi in cui noi abbiamo fatto la scelta molto radicale di andare da soli».

È davvero così? Abbiamo verificato che cosa dicono i numeri e Calenda esagera, come ha sottolineato su Twitter anche il giornalista di Domani Davide Maria De Luca.

I risultati di Azione alle elezioni comunali

Analizziamo i quattro capoluoghi indicati da Calenda, partendo da quello abruzzese. A L’Aquila Azione e Più Europa hanno sostenuto Americo Di Benedetto (nel 2017 sostenuto anche dal Partito democratico), arrivato al secondo posto con il 23,8 per cento dei voti. Al primo posto, eletto al primo turno, troviamo il sindaco uscente Pierluigi Biondi, appoggiato da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia e altre liste civiche. Alle comunali, Di Benedetto è stato appoggiato da tre liste: “Il Passo Possibile” ha preso il 6,5 per cento dei voti, “L’Aquila e frazioni” il 5,7 per cento, mentre la lista di “Azione con Calenda e Più Europa” il 4,8 per cento, dunque la più bassa tra le tre liste.

A Parma, Azione e Più Europa hanno appoggiato il candidato Dario Costi, arrivato terzo con il 13,5 per cento dei voti. Costi è stato appoggiato da quattro liste civiche, ma nessuna aveva il simbolo di Azione o di Più Europa. Discorso simile vale anche per Catanzaro, dove Calenda ha supportato la candidatura di Antonello Talerico, arrivato terzo con il 13,2 per cento dei voti. Talerico aveva il sostegno di quattro liste civiche e della lista di Noi con l’Italia, il partito di centrodestra guidato dall’ex ministro Maurizio Lupi. In nessuna delle cinque liste compariva il simbolo di Azione o di Più Europa.

Infine, a Palermo Azione e Più Europa hanno presentato una lista, una delle tre a sostegno della candidatura di Fabrizio Ferrandelli (consigliere comunale uscente, eletto nel 2017 con il supporto anche di Forza Italia), arrivato terzo con il 14,2 per cento dei voti. Alle ore 12 del 14 giugno, sul sito ufficiale delle elezioni in Sicilia non sono ancora disponibili le percentuali ufficiali di voto prese dalle singole liste a Palermo. Secondo Calenda, nel capoluogo siciliano la sua lista si sarebbe attestata comunque sotto il 10 per cento, prendendo intorno all’8,5 per cento dei voti, mentre fonti stampa locali parlano dell’8 per cento. Curiosità: secondo il Giornale di Sicilia, la lista di Azione e Più Europa eleggerà quattro consiglieri comunali, tra cui Ugo Forello e Giulia Argiroffi, due ex del Movimento 5 stelle.

Ricapitolando: i quattro candidati supportati da Azione e Più Europa nei quattro capoluoghi di provincia indicati da Calenda hanno preso in media il 16 per cento circa dei voti. Ma a L’Aquila la lista di Azione e Più Europa è stata la meno votata tra quelle a supporto di Di Benedetto, a Catanzaro e Parma Azione e Più Europa non hanno presentato una lista, mentre a Palermo sì, dove però mancano ancora i risultati ufficiali delle liste. 

Secondo le elaborazioni di YouTrend, un sito che si occupa di sondaggi e di analisi dei risultati elettorali, nei comuni con più di 15 mila abitanti Azione e Più Europa hanno preso lo 0,4 per cento dei voti totali. Come ha sottolineato la stessa YouTrend, «le liste di Azione hanno ottenuto risultati molto buoni in comuni come L’Aquila, Parma e Palermo, ma il partito di Calenda si è presentato in molti meno comuni rispetto ai partiti maggiori: solo 23 sui 142 comuni» con più di 15 mila abitanti al voto. 

Il verdetto

Secondo Carlo Calenda, se si considerano le elezioni comunali a L’Aquila, Palermo, Catanzaro e Parma, Azione, insieme a Più Europa, ha «un’affermazione tra il 10 e il 25 per cento». 

I candidati supportati da Calenda in queste quattro città hanno preso in media il 16 per cento dei voti, ma Azione e Più Europa hanno presentato una lista solo a L’Aquila, prendendo il 4,8 per cento, e a Palermo, dove è rimasto sotto il 10 per cento. A Catanzaro e Parma i due partiti non hanno presentato una loro lista.
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