Pubblicato: martedì 22 dicembre 2020
Photo: Ansa
A Natale in Europa c’è poco da festeggiare: le regole nei vari Stati

A pochi giorni dalle festività invernali il governo Conte II ha ulteriormente ristretto le possibilità – già limitate – per gli italiani di festeggiare il Natale, come vedremo meglio tra poco. Dall’opposizione non sono mancate le critiche, anche molto dure.

L’Italia non è però l’unico Paese che si trova a dover affrontare il problema di come garantire la tutela della salute collettiva, a fronte della pandemia in corso, durante il periodo festivo. Abbiamo messo a confronto le decisioni prese in Italia con quelle prese negli altri grandi Paesi europei.

La situazione epidemiologica

Prima di vedere la situazione normativa, ricordiamo che quella epidemiologica non è uguale in tutti gli Stati. Se guardiamo ai contagi giornalieri registrati, l’Italia è al 21 dicembre in una situazione simile a quella di Germania, Francia e Spagna, e migliore rispetto al Regno Unito.

Grafico 1: nuovi casi giornalieri di Covid-19 per milione di abitanti (media mobile su 7 giorni) nei principali Paesi europei. Fonte: Our World in Data

Se però guardiamo ai decessi – un indicatore non esente da problemi ma che risente meno della differente capacità di tracciamento dei diversi sistemi nazionali – l’Italia risulta il Paese con i numeri giornalieri più alti (ma con un trend calante negli ultimi giorni).

Grafico 2: nuovi decessi giornalieri da Covid-19 per milione di abitanti (media mobile su 7 giorni) nei principali Paesi europei. Fonte: Our World in Data

Andiamo ora a vedere le limitazioni previste all’interno dei vari Stati, partendo proprio dall’Italia.

Italia

Il Dpcm del 3 novembre ha imposto una serie di misure restrittive a livello nazionale, ad esempio il coprifuoco tra le 22 e le 5 del mattino, e ha poi suddiviso l’Italia in regioni gialle, arancioni e rosse a seconda dell’andamento dell’indice Rt e di altri 21 indicatori di monitoraggio. A seconda del colore sono associate misure restrittive più o meno severe, come abbiamo spiegato in una nostra recente analisi.

Su questa base il Dpcm del 3 dicembre ha poi aggiunto una serie di altre misure, alcune delle quali previste specificamente per il periodo delle festività natalizie. In particolare è stato previsto il divieto di uscire dalla propria regione (anche se in fascia gialla) tra il 21 dicembre e il 6 gennaio e – per i giorni 25, 26 dicembre e 1° gennaio – il divieto di uscire dal proprio comune di residenza.

Queste misure tuttavia non sono state ritenute ancora sufficienti, a fronte di una situazione epidemiologica preoccupante a livello europeo e nazionale, e il 18 dicembre è stato approvato un decreto legge (il n.172, cosiddetto “decreto Natale”) che impone nuove maggiori restrizioni.

Nello specifico è stato deciso che tra il 24 dicembre e il 6 gennaio varranno in tutta Italia le regole fissate per le regioni rosse (divieto di spostamento anche all’interno del proprio comune, negozi generalmente chiusi, didattica a distanza dalla prima media in poi e via dicendo), tranne i giorni 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio, quando varranno le regole per le regioni arancioni (divieto di spostamento al di fuori del proprio comune, chiusure parziali dei negozi e via dicendo).

Sono previste però due eccezioni. La prima è che nei giorni 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio sarà possibile uscire dal proprio comune – anche per turismo – se questo ha una popolazione inferiore ai 5 mila abitanti, e per recarsi in un altro comune nel raggio di 30 chilometri (purché non capoluogo di provincia). La seconda è che in tutto il periodo che va dal 24 dicembre al 6 gennaio sarà consentito recarsi in altra casa privata (una volta al giorno, e tra le ore 5 e le ore 22) nel limite di massimo due persone ulteriori rispetto a quelle lì conviventi (non si contano gli under 14, i disabili o le persone non autosufficienti conviventi).

Vediamo ora la situazione negli altri Stati.

Germania

Per fronteggiare una situazione epidemiologica in peggioramento, il governo tedesco ha deciso di imporre un vero e proprio lockdown nazionale (in precedenza era in vigore un lockdown “light”, che già vietava i pernottamenti per turismo nel Paese) a partire dal 16 dicembre e almeno fino al 10 gennaio. Sono quindi chiuse le scuole, i negozi non essenziali e la maggior parte delle attività sono vietate. I singoli Länder possono poi imporre misure ancora più restrittive (ad esempio orari di coprifuoco o limiti agli spostamenti, che in via generale sono solamente sconsigliati).

Per quanto riguarda il periodo festivo, come ci hanno segnalato i nostri colleghi fact-checker di Correctiv, le principali regole sono: gli incontri in famiglia e amici sono normalmente limitati a due nuclei familiari di massimo cinque persone; tra il 24 e il 26 dicembre ogni nucleo familiare può incontrare fino a quattro altre persone (non si contano gli under 14), indipendentemente dal numero di nuclei familiari che queste rappresentano; sono vietati i raduni per Capodanno, i fuochi d’artificio e il consumo di alcolici in luogo pubblico.

Francia

In Francia il governo ha mantenuto il Paese in lockdown fino al 15 dicembre ma da quella data in poi le principali misure restrittive sono state eliminate: è possibile spostarsi liberamente sul territorio nazionale ed è possibile incontrarsi anche nelle case private senza limiti di numero (anche se il governo raccomanda di non superare le sei persone adulte, ma si tratta appunto di una semplice raccomandazione).

È possibile alloggiare in albergo o in case vacanze. I negozi sono generalmente aperti mentre sono chiusi ristoranti, bar, discoteche, cinema e musei, così come gli impianti sciistici del Paese. È poi in vigore il coprifuoco – almeno fino al 20 gennaio – tra le 8 della sera e le 6 del mattino, che verrà sospeso per la vigilia di Natale (quando comunque non saranno consentiti assembramenti) ma non per Capodanno.

Regno Unito

In Inghilterra il governo ha optato per la soluzione delle “bolle di Natale” per consentire un minimo di socialità durante il periodo festivo. La “bolla” può essere costituita al massimo da tre nuclei familiari non conviventi (ma è consigliato ridurre il più possibile i contatti e per gli over 70 è sconsigliato in generale vedere persone non conviventi in casa), che devono vedersi solo tra di loro il giorno di Natale e devono limitare il più possibile qualsiasi contatto con altri soggetti nei cinque giorni precedenti.

Non ci si può fermare a dormire fuori casa e in generale è consigliato ridurre il più possibile il tempo di permanenza a casa altrui. Disposizioni simili, anche se leggermente diverse, valgono anche in Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Queste concessioni circa le “bolle di Natale” non valgono però nelle aree di massimo rischio (Tier 4). Il 19 dicembre importanti e popolose aree del Paese – inclusa Londra – sono state collocate in questa fascia di rischio a causa dell’intensa circolazione di una nuova variante del virus, che in base alle evidenze scientifiche note finora sembra più contagiosa ma ugualmente pericolosa rispetto a quelle note finora.

Qui vale – anche per il periodo natalizio – la politica dello “stare a casa”: non è cioè possibile uscire da casa propria se non per comprovate ragioni (lavoro, necessità, salute e via dicendo) e non è possibile entrare o uscire da aree di massimo rischio verso altre aree, salvo eccezioni. Quindi anche il giorno della Vigilia o di Capodanno non saranno consentite feste o cenoni che coinvolgano persone non conviventi e non sarà possibile creare “bolle di Natale”.

In zona Tier 4 i negozi, i pub, i ristoranti e in generale la maggior parte delle attività devono poi restare chiuse. Le scuole, al netto delle chiusure per le feste, rimangono invece aperte, così come i luoghi di culto.

Spagna

In Spagna il governo ha stabilito il 2 dicembre alcune limitazioni per il periodo natalizio. Il primo ministro Pedro Sánchez aveva dichiarato il 16 dicembre di essere pronto a inasprire le misure se fosse stato necessario, ma non risulta questo sia poi stato fatto.

Come ci hanno confermato i nostri colleghi fact-checker di Maldita, tra il 23 dicembre e il 6 gennaio le persone possono generalmente spostarsi tra le regioni per incontrare i propri “congiunti” (allegados), anche se è possibile che le comunità autonome – le regioni spagnole – impongano limitazioni. Non è possibile invece spostarsi per ragioni di turismo.

Il 23, il 24 il 31 dicembre e il 1° gennaio è possibile incontrarsi anche nelle case private fino a un numero massimo di 10 persone non conviventi, bambini inclusi. Gli altri giorni il limite scende a 6 persone. Il coprifuoco attualmente in vigore, tra le 23 e le 6 del mattino, il 24 e il 31 dicembre sarà poi allentato e si potrà stare fuori casa fino all’1.30 del mattino.

In conclusione

In tutti i principali Paesi europei la pandemia di nuovo coronavirus in corso ha spinto i governi ad adottare misure restrittive per il periodo delle festività natalizie.

Le regole più restrittive sembrano essere quelle in vigore nel Regno Unito nelle zone a rischio, dove non sarà possibile celebrare il Natale al di fuori del proprio nucleo di conviventi. Quelle meno restrittive in Francia, dove non ci sono limiti ma solo raccomandazioni sul numero di persone che si possono ospitare, non c’è restrizione agli spostamenti e la notte della Vigilia non è previsto il coprifuoco (normalmente in vigore). Germania, Spagna e Italia – con diverse sfumature – sono in una sorta di via di mezzo tra i casi francese e britannico, con coprifuochi, restrizioni e limiti, ma anche eccezioni consentite.

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