Nel 2022 il numero di suicidi in carcere è stato il più alto dal 1990

In media c’è stato un suicidio ogni quattro giorni e mezzo, con un’incidenza 20 volte più alta rispetto alla popolazione generale
ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
Nel 2022 negli istituti penitenziari italiani si sono suicidati 84 detenuti: è il numero più alto dal 1990, l’anno in cui è iniziata la raccolta dei dati. In media, l’anno scorso in Italia si è suicidato un detenuto ogni quattro giorni e mezzo, secondo l’associazione Ristretti orizzonti, che si occupa di raccogliere, elaborare e divulgare notizie sulle carceri.

Se si rapportano questi numeri con i circa 55 mila detenuti della popolazione carceraria, monitorata dal Ministero della Giustizia, si scopre che nel 2022 ci sono stati 15,2 suicidi ogni 10 mila detenuti. Fuori dal carcere, nel 2019 (ultimo anno per cui ci sono statistiche) in Italia i suicidi sono stati 0,71 ogni 10 mila abitanti: in altre parole, i suicidi sono circa 20 volte più diffusi in carcere rispetto alla popolazione generale.
Gli 84 detenuti che si sono suicidati nel 2022 avevano 37,7 anni: in 22 avevano tra 20 e 30 anni, in 31 tra 30 e 40 anni, in 19 tra 40 e 50 anni e 12 più di 50 anni.

Secondo un’analisi del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, pubblicata a inizio dicembre, quando i suicidi erano 79, il 6 per cento dei suicidi riguarda le donne, che sono circa il 4 per cento della popolazione carceraria. Il 60 per cento dei suicidi in carcere ha riguardato persone con nazionalità italiana e nel 40 per cento di nazionalità straniera (gli stranieri sono circa il 40 per cento dei detenuti). 

I suicidi sono avvenuti in 55 carceri su un totale di circa 190 istituti. Il numero maggiore, cinque, lo si è registrato a Foggia, seguita dal carcere di Torino, Milano San Vittore e Firenze Sollicciano, con quattro suicidi. Diversi carceri, tra cui Roma Rebibbia e Roma Regina Coeli, hanno avuto tre suicidi. Sono in totale 15 le carceri che hanno registrato almeno due suicidi.

I suicidi negli ultimi vent’anni

Come anticipato, il dato del 2022 è il più alto da quando vengono raccolti i dati dal Centro Studi di Ristretti Orizzonti (qui i dati fino al 2000 e qui dal 2000). Nel 2021 i suicidi erano stati 58, nel 2020 61. Il secondo dato più alto negli ultimi 20 anni risale al 2009, quando i suicidi furono 72. 

Rispetto alla popolazione carceraria media annuale, nel 2022 ci sono stati 15,2 suicidi ogni 10 mila persone, mentre nel 2021 erano stati 10,8 ogni 10 mila. Il massimo che si è registrato dal 1990 in poi era stato di 12,5 suicidi ogni 10 mila detenuti nel 2001. Nei 32 anni per cui ci sono i dati, i suicidi in carcere sono stati complessivamente 1.775.

Il confronto con il resto d’Europa

Il Consiglio d’Europa, un’organizzazione che si occupa di tutelare e promuovere i diritti umani, ha rilevato che nel 2020 sono state 480 le persone che si sono suicidate negli istituti penitenziari degli Stati membri dell’Unione europea. Di questi, 172 erano in carcere senza una condanna definitiva. 

Secondo i dati del Consiglio d’Europa, estratti da Civio, un’organizzazione spagnola che promuove la trasparenza, nel 2020 si sono suicidate 10,43 persone ogni 10 mila detenuti nell’Ue. Secondo le elaborazioni di Pagella Politica, il tasso tra i detenuti con una condanna non definitiva sale a 17,5 ogni 10 mila, mentre tra chi ha una condanna definitiva scende a 8,5 ogni 10 mila. 

Nel 2020 il Paese con il maggior numero di suicidi rispetto alla popolazione era la Francia con 27,9 suicidi ogni 10 mila detenuti, seguita da Malta con 25,22 ogni 10 mila. C’erano poi la Lettonia, il Portogallo e il Lussemburgo con tassi compresi da 18 e 20 ogni 10 mila abitanti. La Spagna, con 11,3 suicidi ogni 10 mila detenuti, era a un livello molto simile a quello dell’Italia, mentre la Germania si fermava a 5,3 e la Polonia a 4,1 ogni 10 mila detenuti.

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