Che cosa dicono i sondaggi a tre mesi dalle elezioni

Fratelli d’Italia continua a crescere, così come il Movimento 5 stelle, che ha scavalcato al secondo posto il Partito democratico 
ANSA
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Sono passati ormai più di tre mesi dal 25 settembre, quando si sono tenute le elezioni politiche che hanno portato alla nascita del governo guidato da Giorgia Meloni. L’esecutivo di centrodestra ha prestato giuramento appena nove giorni dopo l’insediamento del Parlamento e 27 giorni dopo le elezioni, una delle formazioni più veloci della storia repubblicana. 

A tre mesi dal voto, che cosa dicono i sondaggi?

I sondaggi, tre mesi dopo il voto

Al momento, secondo la media aggiornata dei sondaggi sulle intenzioni di voto condotte da vari istituti sondaggistici, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni è al 29,6 per cento, tre punti e mezzo in più di quanto ha ottenuto alle elezioni. La media si basa su tutti i sondaggi resi pubblici sul sito della Presidenza del Consiglio: le rilevazioni sono pesate per la dimensione del campione e la data in cui sono state condotte. 

Al secondo posto c’è il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, con il 18 per cento dei consensi, in crescita rispetto al 15,4 per cento ottenuto il 25 settembre. Il Partito democratico, secondo alle elezioni, è passato al terzo posto, scendendo dal 19,1 per cento all’attuale 15,7 per cento. Il partito, guidato dal segretario uscente Enrico Letta, è in continuo calo nei sondaggi dal giorno delle elezioni.

Dopo i primi tre partiti, abbastanza distaccata, troviamo la Lega di Matteo Salvini, che è passata dall’8,8 per cento delle elezioni al 9,2 per cento nei sondaggi, con una leggera crescita registrata nella seconda metà di dicembre.

Dopo la Lega, ci sono Azione e Italia viva, dati insieme al 7,8 per cento, poco davanti a Forza Italia, data invece al 7,2 per cento. Considerando il margine di errore dei sondaggi, i due schieramenti, rimasti piuttosto stabili rispetto al voto, sono sostanzialmente alla pari a livello statistico. 

Infine, sopra al 3 per cento, c’è anche Alleanza Verdi-Sinistra, i cui consensi sono rimasti stabili dopo la formazione del nuovo governo, una dinamica già rilevata nei sondaggi condotti durante la campagna elettorale. Al momento, Europa verde e Sinistra italiana non sembrano essere stati particolarmente danneggiati dall’indagine che sta riguardando la famiglia del deputato Aboubakar Soumahoro.

Ricapitolando: in tre mesi, il partito di Meloni è riuscito a passare da un vantaggio di sette punti sul secondo partito a uno di undici e mezzo, mentre i suoi alleati di governo non sembrano essere riusciti a beneficiare dell’azione dell’esecutivo in termini di consensi, almeno per ora.
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Che cosa è successo in passato

Confrontare le dinamiche attuali con quelle del passato è complesso per via delle differenze sui tempi di formazione del governo. Nel 2018, per esempio, si votò a inizio marzo, ma solo il 1° giugno entrò in carica l’esecutivo di Giuseppe Conte formato da Movimento 5 Stelle e Lega. 

Due mesi dopo la formazione del nuovo governo, e cinque mesi dopo il voto, la Lega era passata dall’essere il terzo partito a essere il primo, crescendo nei sondaggi dal 17,4 per cento al 30,5 per cento, mentre il Movimento 5 Stelle, suo alleato di governo, era sceso dal 32,7 per cento al 30,4 per cento. 

Nel 2018 si assistette fin da subito dopo il voto a una crescita dei consensi della Lega, ma questa accelerò a giugno quando Salvini entrò a far parte del governo come ministro dell’Interno, ruolo che gli garantì un’elevata visibilità mediatica. Anche il M5s, al tempo guidato da Luigi Di Maio, aveva beneficiato della formazione del governo e a luglio aveva recuperato alcuni consensi persi nei mesi precedenti. 

Quattro anni fa il Partito Democratico rimase abbastanza costante nei sondaggi, passando dal 18,8 per cento al 17,5 per cento, mentre Forza Italia registrò un calo significativo, scendendo dal 14 per cento all’8,7 per cento. Un’importante parte di voti si spostò da Berlusconi alla Lega, rimanendo all’interno della coalizione di centrodestra.
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Nel 2013, invece, si votò il 24 e 25 febbraio, ma il governo di Enrico Letta formato da Partito democratico, Popolo della libertà, Scelta civica e Unione di centro prestò giuramento il 28 aprile

In questo caso, i sondaggi pubblicati a quattro mesi dal voto e a due mesi dal giuramento del nuovo governo avevano mostrato dinamiche meno chiare rispetto al 2018. Dopo le elezioni, il Partito democratico stava calando nei sondaggi, ma dopo la formazione del governo il trend si era invertito, riuscendo a tornare primo partito, a scapito del Popolo della libertà. 

Dopo il voto del 2013, il calo maggiore era stato registrato dal Movimento 5 Stelle, che passò dal 25 al 17 per cento con una discesa particolarmente pronunciata dopo il giuramento dell’esecutivo di cui decise di non far parte.
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In conclusione, i sondaggi condotti dopo le ultime tre elezioni mostrano che i partiti di governo tendono a registrare un aumento dei consensi dopo il giuramento dell’esecutivo, molto probabilmente grazie anche alla maggiore attenzione mediatica che riescono a ottenere. 

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