I rapporti tra Italia e Qatar in cinque grafici

Dalle armi al gas, passando per il commercio e i residenti: quali sono i numeri da conoscere sulle relazioni tra i due Paesi
ANSA
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Negli ultimi giorni la politica europea è stata colpita dal grave scandalo sulla presunta corruzione di alcuni europarlamentari da parte del Qatar, un piccolo Stato mediorientale che quest’anno ha ospitato i mondiali di calcio maschile.

Le indagini e l’attenzione sul caso hanno portato a riconsiderare le relazioni dell’Unione europea e degli Stati membri con il Paese arabo. Numeri alla mano, quali sono i rapporti commerciali, e non solo, tra l’Italia e il Qatar?

Gli italiani in Qatar, e viceversa

Secondo l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), alla fine del 2021 erano residenti in Qatar 1.854 cittadini italiani, divisi in circa 1.100 famiglie. Si tratta dello 0,016 per cento di tutti i cittadini italiani che sono residenti fuori dall’Italia. 

Il numero dei residenti italiani in Qatar è rimasto piuttosto costante negli ultimi tre anni: si è passati dai 1.545 residenti del 2016 ai 1.873 del 2019. In sei anni (il periodo più ampio su cui si hanno a disposizione i dati dell’Aire), c’è stato un incremento del 20 per cento dei cittadini italiani in Qatar. Va comunque considerato che chi vive fuori dall’Italia non necessariamente è registrato all’Aire, nonostante l’iscrizione sia un obbligo per chi va a vivere in un altro Paese per oltre un anno. 

Secondo Istat, sono invece molto pochi i cittadini del Qatar residenti in Italia: all’inizio di gennaio 2022 erano 37 in totale, di cui 35 uomini e due donne. Nel 2021 erano 101, nel 2020 64 e nel 2019 otto.

Il commercio tra Italia e Qatar

Secondo l’Osservatorio economico infoMercatiEsteri, gestito dal Ministero degli Esteri, nel 2021 l’Italia ha esportato in Qatar beni per 2 miliardi di euro, dato in forte crescita rispetto al miliardo di euro del 2020 e agli 1,4 miliardi del 2019. I dati preliminari dei primi nove mesi del 2022 mostrano che quest’anno le esportazioni verso il Paese arabo hanno già superato i 2,1 miliardi di euro.

Nel 2021, l’Italia ha invece importato dal Qatar beni per 2 miliardi di euro nel 2021, per circa un miliardo nel 2020 e per 1,3 miliardi nel 2019. Nei primi nove mesi del 2022 le importazioni sono salite a 3,7 miliardi di euro, il 230 per cento in più dello stesso periodo del 2021. 

I beni più esportati dall’Italia sono stati i mezzi di trasporto, per 520 milioni di euro, i prodotti in metallo per 331 milioni, i macchinari e le attrezzature per 206 milioni, le apparecchiature elettriche per 132 milioni e i computer e i prodotti di elettronica per 131 milioni.
Dal Qatar, l’Italia ha invece importato prevalentemente prodotti delle miniere e delle cave, per 1,8 miliardi di euro, prodotti chimici per 131 milioni, e petrolio e carbone per 64 milioni. 

La vendita di armi

Lo scorso anno il Qatar è stato il principale destinatario della vendita di armi dell’Italia. Su un totale di 4,7 miliardi di euro di esportazioni di armamenti, 814 milioni sono andati in Qatar, più del doppio di quanto venduto alla Francia e più del triplo di quanto esportato in Germania. 

La vendita italiana di armi verso il Qatar è stata molto altalenante negli ultimi anni. Nel 2021 erano stati venduti armamenti per 212 milioni di euro, nel 2019 per 17,4 milioni, nel 2018 per 1,92 miliardi, nel 2017 per 4,2 miliardi e nel 2016 per 341 milioni. Nel 2017 e nel 2018 il Qatar era stato il principale compratore di armi italiane. 

In Italia, per esportare armi e tecnologie militari, serve un’autorizzazione governativa: questa può essere concessa se le armi vengono vendute a nazioni che non hanno attaccato o invaso altri Paesi, o a nazioni non sottoposte a embargo dalle organizzazioni internazionali. Le autorizzazioni concesse alle aziende italiane per il Qatar comprendevano, tra le altre cose, armi, automatiche e non, sistemi di arma, munizioni, bombe, siluri, razzi, missili, navi da guerra e aeromobili.

Il peso del Qatar sull’energia

Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, gli Stati europei si sono attivati per ridurre la propria dipendenza dal gas russo. Negli scorsi mesi l’Italia ha fatto significativi progressi per ridurre le importazioni dalla Russia, riuscendo quasi a dimezzarle tra maggio e agosto, per poi ridurle ulteriormente tra settembre e novembre. Il gas russo è stato sostituito principalmente con quello proveniente dall’Azerbaijan e con quello in arrivo dal Nord Europa.

Negli ultimi mesi è aumentato anche l’affidamento sul cosiddetto “gas naturale liquefatto” (Gnl), quello che arriva allo stato liquido a bordo delle navi e viene riportato allo stato gassoso nei rigassificatori. Il Qatar è uno degli Stati che fornisce Gnl all’Italia, ma i dati del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica non consentono di sapere quanto del gas liquefatto che stiamo usando in questi mesi sia arrivato dal Qatar. Negli ultimi anni, comunque, circa il 10 per cento del gas usato in Italia era di origine qatarina. Con l’aumento delle importazioni di gas liquefatto, è ragionevole assumere che il peso del Qatar sull’energia italiana sia ulteriormente aumentato.

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