Mario Draghi ha ricevuto l’incarico

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato all’ex governatore della Bce Mario Draghi l’incarico di formare un nuovo governo.

Draghi ha accettato l’incarico con riserva, come prevede la formula rituale. Giovedì 4 febbario il premier incaricato dovrebbe iniziare le proprie consultazioni con i partiti per verificare se ci sia il sostegno di una maggioranza.

Al termine dell’incontro con il capo dello Stato Mattarella, Draghi si è detto «fiducioso che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e con essa la capacità di dare una risposta positiva all’appello del presidente della Repubblica».

Le forze politiche hanno riunito i propri parlamentari per stabilire la linea da tenere. Il Partito democratico sosterrà Draghi per «non sottrarsi alla responsabilità di fronte al paese», ha detto Dario Franceschini all’Huffington Post. L’ex ministro dei Beni culturali ha anche rivolto un appello al Movimento 5 stelle perché sostenga il nuovo esecutivo, tenendo in vita l’alleanza con i dem.

Proprio il M5s è il fronte più turbolento in questo momento. I vertici si sono già espressi per il no al governo Draghi. Ma il punto di vista non è uniformemente condiviso fra i parlamentari.

Il centrodestra ha continuato a chiedere il ritorno alle urne, ma ha anche mostrato segnali di apertura. «Draghi ci incontrerà e ascolterà. Andremo ad ascoltare, capire, proporre e valutare. A differenza della sinistra, non abbiamo pregiudizi», ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. Il no è invece categorico da parte di Fratelli d’Italia.

Pagella Politica ha seguito la giornata in diretta.




18:00 – La diretta di Pagella Politica per oggi finisce qui. A domani.

17:58 – Il no categorica di Giorgia Meloni

«Sarò chiara. Non c’è alcuna possibilità di una partecipazione o anche di un sostegno da parte di Fratelli d’Italia al Governo Draghi. Gli italiani hanno il diritto di votare. Continuiamo a lavorare per tenere il Centrodestra unito e portare gli italiani alle elezioni. Fatevene una ragione». Così la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni su Facebook.

Ore 17:00 – Verso le consultazioni domani

Dopo l’incontro con il presidente del Consiglio dimissionario a palazzo Chigi, Mario Draghi è tornato a Montecitorio per un sopralluogo con gli uffici della Camera in vista delle consultazioni che dovrebbero cominciare domani. Il colloquio fra il premier incaricato e Conte è durato più di un’ora e mezza.

Ore 16:10 – Incontro fra Conte e Draghi

Da circa mezz’ora, è in corso a Palazzo Chigi un incontro fra il presidente incaricato Mario Draghi e il presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Conte.

Ore 15:57 – Franceschini: Pd non si sottrae a responsabilità, appello al M5s

«Penso che le parole di Mattarella, che ha richiamato i doveri della politica di fronte all’emergenza che siamo chiamati a fronteggiare, siano assolutamente condivisibili. E il Pd non si è mai sottratto alla responsabilità di fronte al paese». Così l’ex ministro dei Beni culturali Dario Franceschini in un’intervista all’Huffington Post. Franceschini, ex capo delegazione Pd nel governo Conte bis, ha fatto un appello al Movimento 5 stelle: «Io oggi dico agli amici dei Cinque stelle: attenti, di fronte a problemi ancora più gravi a non rovesciare le parti; attenti, di fronte a un richiamo come quello di Mattarella e alla disponibilità di una personalità come Draghi a non produrre un esito paradossale: la maggioranza che si spacca e la destra disponibile per senso di responsabilità». L’ex ministro dem non ha trovato preoccupanti le perplessità di alcuni esponenti del suo stesso partito: «Discuteremo, ma c’è sempre stato un grande senso di responsabilità che, nei momenti cruciali, ci ha portato a scegliere per l’interesse dal paese».

Ore 15:37 – Salvini: andremo ad ascoltare Draghi, nessun pregiudizio

Il vertice del centrodestra è terminato. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha indicato le elezioni come «via maestra», ma non ha chiuso del tutto a un appoggio al premier incaricato Mario Draghi. «Siamo persone educate e realiste e sappiamo che il Paese ha bisogno di risposte immediate e il Parlamento non può stare fermo – ha detto il leader del Carroccio – Draghi ci incontrerà e ascolterà. Andremo ad ascoltare, capire, proporre e valutare. A differenza della sinistra, non abbiamo pregiudizi». Dalle risposte di Salvini è emersa una valutazione positiva sulla figura di Mario Draghi: «Non sono abituato a dire dei sì o dei no a priori, c’è una persona che in Europa ha lavorato bene che ci vuole ascoltare, e andremo ad ascoltare».

Ore 14:23 – Il Movimento 5 stelle al bivio

L’ex deputato Alessandro Di Battista ha pubblicato su Tpi.it un articolo dal titolo “Perché bisogna dire di no a Draghi”. «Quel che penso è che il governo Draghi lo debbano votare, semmai i rappresentanti dell’establishment», ha scritto Di Battista. «Un NO compatto da parte del Movimento all’ipotesi Draghi – ha concluso l’ex deputato – non solo sarebbe un gesto responsabile nei confronti degli italiani, ma aprirebbe praterie di dignità e, perché no, anche di governo».

Allo stesso tempo, c’è anche chi nel Movimento 5 stelle non chiude del tutto al neo-presidente incaricato. Fra questi, Stefano Buffagni, ex viceministro allo Sviluppo economico: «Mario Draghi ha un profilo inattaccabile, nulla da dire. Così come nessuno può dir nulla sulle competenze di Giuseppe Conte», ha detto all’agenzia di stampa Adnkronos.

Ore 13:47 – Draghi incontra Fico e Casellati

Mario Draghi ha lasciato il Quirinale dopo aver accettato con riserva l’incarico per la formazione di un nuovo governo. Come prevede il rituale, Draghi ora incontrerà il presidente della Camera Roberto Fico e la presidente del Senato Elisabetta Casellati.

Ore 13:34 – Il discorso di Mario Draghi

Al termine dell’incontro con il capo dello Stato Mattarella, il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi ha rilasciato una dichiarazione: «La consapevolezza dell’emergenza richiede risposte all’altezza della situazione. Ed è con questa speranza e con questo impegno che rispondo positivamente all’appello del presidente della Repubblica. Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani dei cittadini, rilanciare il Paese sono le sfide che ci confrontano. Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell’Unione europea, abbiamo l’opportunità di fare molto per il nostro Paese con uno sguardo attento al futuro delle nuove generazioni e alla coesione sociale. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e con essa la capacità di dare una risposta positiva all’appello del presidente della Repubblica».

Ore 13:15 – Incarico a Mario Draghi

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito l’incarico di presidente del Consiglio a Mario Draghi. Lo ha annunciato il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti. Draghi ha accettato con riserva. Si tratta di una formula di rito. Significa che il premier incaricato svolgerà un breve giro di consultazioni tra le forze politiche in Parlamento prima di tornare al Quirinale per “sciogliere la riserva” con una risposta definitiva, positiva o negativa. Il colloquio fra Draghi e Mattarella è durato più di un’ora. Il presidente incaricato parlerà a breve.

Ore 12:44 – Le posizioni dei partiti: Italia viva sostiene Draghi

Questa mattina il leader di Italia viva Matteo Renzi ha reso esplicito il proprio sostegno a un esecutivo guidato da Mario Draghi con un tweet: «Ora è il momento dei costruttori. Ora tutte le persone di buona volontà devono accogliere l’appello del PresidenteMattarella e sostenere il governo di Mario Draghi. Ora è il tempo della sobrietà». L’appoggio di Italia viva non era inaspettato. Da giorni Renzi faceva circolare il nome di Mario Draghi per la presidenza del Consiglio. In più, il leader non ha mai voluto un terzo governo presieduto da Giuseppe Conte.

Ore 12:23 – Le posizioni dei partiti: la coalizione di centrodestra

Alle 12.30 ci sarà un vertice del centrodestra alla Camera. L’obiettivo è trovare una posizione comune in caso di consultazioni dopo un eventuale incarico a Draghi. Gli alleati partono infatti da posizioni diverse. I due estremi vedono da una parte la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni per cui esiste solo la strada del ritorno alle urne. Dall’altra Forza Italia, che da settimane ha anticipato il proprio sostegno a un eventuale governo istituzionale (spesso chiamato «governo dei migliori» dal vicepresidente di Fi Tajani). La posizione della Lega è più ambigua. Il segretario Matteo Salvini, stamattina a Omnibus su La7 ha ribadito che «l’’intero centrodestra ha indicato le elezioni come via maestra». La figura di Mario Draghi non è però mai dispiaciuta alla Lega. L’appoggio all’ex governatore della Bce, nella Lega, è spinto in particolare dall’area che fa riferimento al vicesegretario ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, fra le voci più “europeiste” e moderate del Carroccio.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceve il professor Mario Draghi
Ore 11:58 – Draghi al Colle

Mario Draghi è arrivato al Quirinale dove incontrerà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ore 11:40 – Le posizioni dei partiti: il Pd fra delusione e senso di responsabilità

«Il presidente Mattarella, che ringraziamo, con la sua iniziativa ha posto rimedio al disastro provocato dalla irresponsabile scelta della crisi di Governo – ha scritto su Facebook il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti – saremo pronti al confronto per garantire l’affermazione del bene comune del Paese». Fra le fila dei democratici, si registra comunque una certa freddezza verso il nascente esecutivo. Il vicesegretario del partito Andrea Orlando, intervistato da Radio Immagina, ha messo in luce le difficoltà dell’operazione: «Il Pd in Senato pesa per l’11 per cento, in Parlamento le forze che sostennero Monti sono oggi molto più ridotte, il Pd dovrà ragionare su cosa fare anche in relazione a ciò che fanno gli altri, il nostro 11 per cento non basta a sostenere un governo».

Ore 11:04 – Le posizioni dei partiti: il Movimento 5 stelle a rischio spaccatura

Nonostante l’autorevolezza di Mario Draghi, non è scontato che un governo istituzionale da lui presieduto ottenga l’appoggio (indispensabile) delle forze politiche. Il Movimento 5 stelle, il partito di maggioranza relativa in Parlamento, ha già dichiarato il proprio no. Ieri sera, il reggente Vito Crimi ha scritto su Facebook che il Movimento «non voterà per la nascita di un governo tecnico presieduto da Mario Draghi», perché «una tale tipologia di esecutivi è già stata adottata in passato, con conseguenze estremamente negative per i cittadini italiani». Così pure l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro su Twitter: «Noi siamo sempre stati chiari con gli italiani dicendo apertamente che il M5S avrebbe sostenuto solo un esecutivo guidato da Giuseppe Conte». La scelta, in realtà, rischia di spaccare il Movimento perché al momento non è chiaro quanto la linea del no a Draghi sia condivisa dai parlamentari.

Ore 10:29 – L’agenda della giornata

Mattarella ha convocato Mario Draghi al Quirinale alle 12. Nelle ore successive, quasi tutti i partiti si riuniranno per decidere la linea da tenere davanti a un eventuale incarico all’ex presidente della Bce. Alle 14 ci sarà un’assemblea dei deputati e alle 14.30 dei senatori del Partito democratico. Alle 15 si terrà una riunione dei parlamentari del Movimento 5 stelle. Anche Matteo Salvini ha annunciato un vertice della coalizione di centrodestra in giornata, ma non se ne conosce ancora l’orario.
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