L’obbligo vaccinale per gli over 50 ha funzionato, ma per poco

Da domani, martedì 1° febbraio, in Italia chi ha più di 50 anni di età sarà multato con 100 euro se non ancora vaccinato contro la Covid-19. Dal 15 febbraio, sempre per gli over 50, scatterà invece l’obbligo sul posto di lavoro di essere in possesso del cosiddetto “super green pass”, che si ottiene con la vaccinazione o la guarigione dalla malattia. In questo caso, chi viola questo obbligo rischia una sanzione tra i 600 e i 1.500 euro.

A oltre un mese dall’introduzione dell’obbligo vaccinale per gli over 50, quali sono stati gli effetti sulle prime dosi in questa fascia d’età? Numeri alla mano, nel giro di pochi giorni le vaccinazioni sono inizialmente cresciute, per poi continuare a calare.

C’è stato un effetto, ma non forte

Dopo l’annuncio dell’obbligo vaccinale per gli over 50, arrivato lo scorso 5 gennaio, c’è stato un forte aumento delle prime dosi in questa fascia di età. Da quella data al 16 gennaio si è infatti passati da poco più di 5 mila prime dosi al giorno (media settimanale) a quasi 20 mila. In crescita sono state anche le nuove somministrazioni nella fascia di età 12-49 anni, passate da circa 14 mila a oltre 22 mila.

La crescita è però durata poco. Al 30 gennaio, le prime dosi tra gli over 50 sono scese intorno alle 11 mila circa al giorno, e quelle tra i 12-49 anni intorno alle 12 mila. Dopo il picco raggiunto tra il 16 e il 17 gennaio, il trend di risalita si è dunque arrestato.
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Per quantificare l’effetto dell’introduzione dell’obbligo vaccinale, si possono inoltre confrontare le somministrazioni fatte nei 25 giorni dopo l’introduzione del provvedimento (dal 6 al 30 gennaio) e quelle fatte nei primi 25 giorni di dicembre (dal 1 al 25 dicembre, per non avere un dato troppo influenzato dalle festività).

In questo secondo periodo di tempo erano state fatte 511 mila prime dosi tra i 12 e i 49 anni e 189 mila tra gli over 50, mentre nei 25 giorni dopo l’obbligo vaccinale sono state 424 mila tra i 12 e i 49 anni e 375 mila tra gli over 50. Dunque se a dicembre la differenza tra le prime dosi negli over 50 e nei 12-49 anni è stata di 322 mila dosi, a gennaio è stata di sole 49 mila. Ma se il rapporto tra le due fasce fosse rimasto come quello di dicembre, dunque senza l’introduzione dell’obbligo, la differenza sarebbe dovuta essere di 356 mila dosi.

Un effetto sulle vaccinazioni per gli over 50 sembra quindi innegabile, anche se non è semplice stabilirne con precisione l’ordine di grandezza, visto che non si hanno a disposizione i dati delle prenotazioni di chi ha deciso di vaccinarsi. Possiamo solo fare affidamento sui dati delle prime dosi.

La stessa dinamica si vede a livello regionale

In quasi tutte le regioni si è registrata una dinamica simile a quella nazionale: le somministrazioni giornaliere sono salite rapidamente dopo l’annuncio dell’introduzione dell’obbligo vaccinale, hanno avuto un picco nel giro di dieci giorni e poi sono calate.

Le regioni con il maggior aumento di prime dosi sono state Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Sicilia, e le province autonome di Trento e Bolzano. In tutte le regioni, dopo il picco di prime dosi tra gli over 50 e tra i 12-49 anni, le due curve si sono mosse in modo molto simile, tranne che in Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Valle d’Aosta e in misura minore il Piemonte, dove la popolazione over 50 ha tassi di vaccinazione giornalieri maggiore di quella tra i 12 e i 49 anni.
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Quanti over 50 non si sono ancora vaccinati

Ad oggi, in Italia i vaccinati over 50 con almeno una dose sono oltre 24 milioni di persone, pari al 94,7 per cento della popolazione totale in questa fascia di età, secondo i dati Istat. I non vaccinati sono almeno un milione e 450 mila persone, che non sembrano essere state convinte neppure dall’obbligo. Questa cifra salirebbe ulteriormente utilizzando come fonte di partenza i dati del sistema della tessera sanitaria, che però hanno diversi limiti.

In tutte le regioni la popolazione over 50 ha comunque tassi di vaccinazione superiori al 90 per cento, ma con differenze non secondarie. Se in Valle d’Aosta la copertura è al 90,9 per cento, in Puglia è al 97,4 per cento. Le regioni sopra il 95 per cento sono nove, quelle tra il 95 e il 93 per cento sono sei e quelle sotto il 93 sono sei.
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In conclusione

L’obbligo vaccinale ha fatto aumentare le somministrazioni di prime dosi nella popolazione over 50, in tutte le regioni italiane, ma la crescita è durata pochi giorni.

Complessivamente, i non vaccinati over 50 sono quasi 1,5 milioni, che dal 1° febbraio rischiano una multa da 100 euro, e dai 600 ai 1.500 euro se si recheranno al lavoro senza il super green pass.

A livello regionale, in tutte le regioni è vaccinato più del 90 per cento della popolazione over 50, ma con ampie differenze.
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