Come i leader di partito (non) hanno celebrato il 25 aprile

Alcuni hanno partecipato a manifestazioni, altri hanno scritto un messaggio sui social. I più defilati sono stati Salvini e Berlusconi
ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
Il 25 aprile si è celebrata in Italia la festa della liberazione dal nazifascismo, avvenuta nel 1945. Non tutti i leader dei principali partiti in Parlamento hanno però deciso di partecipare alle manifestazioni in ricordo dell’occorrenza o di pubblicare post sui social a riguardo. In particolare, nei partiti di centrodestra la festa ha ricevuto minore attenzione.

Chi è andato in manifestazione

Tra chi ha scelto di manifestare ci sono il segretario del Partito democratico Enrico Letta, il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni e il segretario di Azione Carlo Calenda. Letta e Fratoianni hanno partecipato al corteo di Milano, partito nel pomeriggio, che ha visto la presenza di numerose associazioni. 
Entrambi i due segretari hanno celebrato l’occorrenza anche con messaggi sui propri profili social, così come fatto da Calenda, che ha partecipato a una manifestazione a Roma, organizzata tra gli altri dalla Federazione italiana associazioni partigiane (Faip).

Chi ha scelto i social

Altri leader di partito, pur non essendo andati in manifestazioni, hanno ricordato la liberazione del nazifascismo, con messaggi sui social o con una visita simbolica.

Il leader di Italia viva Matteo Renzi ha per esempio scritto su Facebook: «Oggi è la festa della liberazione, oggi è la festa della libertà, oggi è la festa dell’Italia. Buon 25 aprile a tutte e tutti», mentre il leader di Articolo 1 Roberto Speranza ha augurato sui social un «Buon 25 aprile a tutti», aggiungendo: «Viva la resistenza. Viva l’Italia». 

Il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte ha invece scelto di visitare, a Roma, il monumento dedicato alle vittime del rastrellamento del Quadraro, un quartiere della capitale dove il 17 aprile 1944 quasi mille persone furono deportate nei campi di concentramento. «La liberazione non è solo la pagina fondante della nostra storia repubblicana, ma soprattutto un esercizio di memoria quotidiano al quale nessuno deve sottrarsi, perché non può creare divisioni. È un sentiero che segna ancora oggi la via della democrazia», ha scritto Conte sui social. «Per questo motivo, nel 77esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, ho omaggiato il monumento che ricorda i rastrellati del Quadraro».

Il 25 aprile per il centrodestra

Parere opposto rispetto a Conte è stato espresso dalla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, che in un post sui social – l’unico per il 25 aprile – ha scritto: «La libertà non è un ricordo, è una battaglia quotidiana. Difendere la libertà significa battersi, oggi, affinché nessuno venga tenuto ai margini della società per delle restrizioni illogiche. Significa difendere, oggi, la sovranità delle nazioni e dei popoli. Viva la libertà, ora».
Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi non ha scritto nulla sui social per celebrare la festa della liberazione, mentre il suo vice Antonio Tajani ha rilanciato una citazione di Salvo d’Acquisto, un carabiniere che nel 1943 si sacrificò per salvare la vita a 22 persone, ricevendo poi la medaglia d’oro al valore militare alla memoria.

Tra i leader di partito, il più defilato nel ricordare il 25 aprile è stato Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega. Sui social, Salvini ha augurato una «Buona festa della Liberazione da guerra, violenza e cretini», criticando il consigliere della Regione Marche Maurizio Mangialardi (Partito democratico), per avere pubblicato su Instagram una foto a testa in giù di Salvini insieme alla candidata di destra alle presidenziali francesi Marine Le Pen, sconfitta al ballottaggio del 24 aprile da Emmanuel Macron.
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