I partiti “antisistema” che hanno presentato le liste per le elezioni

Italexit, Italia sovrana e popolare e Alternativa per l’Italia sembrano avercela fatta, mentre altri saranno esclusi
ANSA/TINO ROMANO
ANSA/TINO ROMANO
Il 22 agosto è scaduto il termine per la presentazione delle liste elettorali per i partiti che intendono presentarsi alle prossime elezioni del 25 settembre. Nelle scorse settimane, all’inizio della campagna elettorale si sono presentati anche diversi schieramenti “antisistema”, una galassia di partiti e movimenti che si collocano fuori dal sistema della politica nazionale, contro il «mainstream» e il «pensiero unico», come li chiamano loro, più o meno strutturati e diffusi sul territorio italiano.

Li abbiamo raccontati più nel dettaglio in una guida divisa in quattro parti (qui la prima parte, qui la seconda, qui la terza, qui la quarta). Quanti di loro hanno rispettato i termini e riusciranno a essere sulle schede elettorali il 25 settembre?

Italexit di Paragone

Secondo quanto riportato da fonti stampa, il partito “Italexit-per l’Italia con Paragone”, fondato nel 2020 dal senatore ed ex conduttore televisivo Gianluigi Paragone, sembra essere riuscito a raccogliere le firme necessarie per presentarsi alle elezioni. Tra le altre cose, Italexit propone l’uscita dell’Italia dall’Unione europea (come suggerisce il nome del partito) e dalla Nato, la contrarietà all’obbligo vaccinale e al green pass, lo stop all’invio di armi all’Ucraina e il blocco dell’immigrazione clandestina.

Come spiega l’agenzia stampa Ansa, nel Lazio Italexit candiderà Carlotta Chiaraluce, militante del movimento di estrema destra Casapound. Tra i candidati di Italexit annunciati da Paragone ci saranno anche Stefano Puzzer, uno dei leader delle proteste no vax e no green pass in Italia e fondatore del Comitato “La gente come noi”; Nunzia Alessandra Schilirò, la vicequestora di Roma sospesa per aver partecipato alle manifestazioni contro il green pass; e Giovanni Frajese, l’endocrinologo scettico sui vaccini.

Italia sovrana e popolare

Anche Italia sovrana e popolare sembra aver centrato l’obiettivo della raccolta delle firme, presentando nella mattinata del 22 agosto le liste dei suoi candidati. Italia sovrana e popolare è un’alleanza politica sovranista, euroscettica, populista e no vax che racchiude al suo interno partiti provenienti da esperienze e posizioni ideologiche molto diverse tra loro. Il suo esponente di spicco è Marco Rizzo, segretario del Partito comunista, che guida un movimento composto da 15 organizzazioni che si sono riunite sotto un unico simbolo. 

Di Italia sovrana e popolare fanno parte, tra gli altri, il partito Ancora Italia, di cui faceva parte il filosofo e opinionista Diego Fusaro, e il movimento populista di sinistra Azione civile dell’ex magistrato Antonio Ingroia.

Il movimento ha pubblicato su Facebook un programma di «otto punti per l’Italia», il primo dei quali è l’uscita del Paese dall’Unione europea e dalla Nato, mentre tra le altre proposte ci sono lo stop all’obbligo vaccinale, la fine delle sanzioni alla Russia e all’invio di armi in Ucraina, un salario minimo a 1.200 euro al mese, un ambientalismo definito «di sostanza» e una «lotta serrata alla mafia e alla corruzione».

Alternativa per l’Italia di Adinolfi e Di Stefano

Il 20 agosto anche Alternativa per l’Italia ha annunciato di essere riuscita a raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali. Questa lista antisistema – il cui nome ricalca in parte quello del partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland – è nata il 10 luglio 2022 dall’accordo di due partiti: l’ultracattolico Popolo della famiglia di Mario Adinolfi ed Exit, il partito fondato da Simone Di Stefano, già esponente di punta di Casapound.

Tra le altre cose, il programma di Alternativa per l’Italia prevede un reddito di maternità, incentivi alle piccole e medie imprese, sostegno alle famiglie tramite «riforma del fisco» e un innalzamento per le pensioni minime a mille euro mensili.

Chi non ce l’ha fatta

Poco dopo la mezzanotte del 22 agosto, sulla chat Telegram di Forza del Popolo, l’avvocato siciliano Lillo Massimiliano Musso, leader del movimento, ha annunciato di non essere riuscito a raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni. «Chiedo perdono a tutti voi, che avete creduto in me. Mi vergogno per la mia fallimentare conduzione dei lavori preparatori. La responsabilità è mia e solo mia», ha scritto Musso, annunciando le sue dimissioni da segretario generale di Forza del Popolo, per poi chiedere subito la sua rielezione. 

Tra le altre cose, Forza del Popolo punta a istituire una «ri-Costituente democratica» per «la ricostruzione dalle fondamenta della Repubblica italiana», trasformando l’Italia in una «Repubblica federale di regioni autonome» .

La Corte di Appello di Roma ha invece respinto le liste presentate dall’ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo, leader dei Gilet arancioni. Tra i punti principali del loro programma ci sono un «accertamento scientifico» sulla Covid-19, per «verificarne la pericolosità pandemica e la sua letalità, tali da bloccare «l’intera economia mondiale», e le «dimissioni immediate di Sergio Mattarella, governanti e parlamentari in quanto tutti abusivi e illegittimi».

Gli altri

Al momento non è chiaro quale sarà il destino di altri tre movimenti antisistema.

L’Unione per le cure, i diritti e le libertà (Ucdl) ha diramato un comunicato in cui si dicono esonerati dalla raccolta delle firme, perché correranno insieme a un partito, “10 volte meglio”, che dopo le elezioni del 2018 era riuscito a formare una componente alla Camera. Ucdl ha presentato la lista dei candidati, per esempio, a Milano, così come fatto anche da Vita, il movimento politico presentato il 1° agosto 2022 e presieduto dalla deputata ex Movimento 5 stelle Sara Cunial, nota per le sue posizioni complottiste e antivacciniste.  

Infine, sui social di Rivoluzione sanitaria, il movimento di Adriano Panzironi, l’ultimo post è di alcuni giorni fa e non c’è stato un annuncio della riuscita della raccolta delle firme.
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