Il fact-checking delle comunicazioni di Draghi in vista del Consiglio europeo

Dall’accoglienza all’economia, abbiamo controllato sei dichiarazioni fatte dal presidente del Consiglio alla Camera
Pagella Politica
Il 23 marzo il presidente del Consiglio Mario Draghi ha tenuto un intervento alla Camera dei deputati in vista del Consiglio europeo che si terrà a Bruxelles, in Belgio, tra il 24 e il 25 marzo. 

Abbiamo verificato sei dichiarazioni di Draghi, dai dati sull’accoglienza a quelli sul prezzo della benzina, passando per il possibile ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea.

Il numero dei morti in Ucraina

«Secondo l’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani, sono state registrate 2.510 vittime civili, con 953 persone uccise, tra cui 78 bambini, e oltre 1.500 feriti. Sono purtroppo numeri provvisori, che sottostimano fortemente i morti e i feriti, e che continuano a crescere»

Draghi ha citato correttamente i dati dell’Ohchr, consultabili qui.

Il percorso dell’Ucraina nell’Ue

È vero: secondo i trattati europei, l’ingresso di un nuovo Paese nell’Ue può avvenire dopo un processo lungo e articolato, con procedure complesse e rigorose. Prima di poter ricevere lo status di “Paese candidato”, bisogna infatti rispettare una serie di criteri politici, economici e sociali. In ordine temporale, l’ultimo Stato a entrare nell’Ue è stata la Croazia nel 2013, dieci anni dopo la sua richiesta di ingresso. 

Al momento sono cinque i Paesi “candidati” che aspettano sviluppi sul proprio ingresso nell’Ue: Albania, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Turchia. Dallo scoppio della guerra in Ucraina, si sono aggiunte le richieste avanzate non solo dall’Ucraina, ma anche da Georgia e Moldavia.

Quanti sono i rifugiati ucraini

«La crisi in Ucraina ha generato un massiccio flusso di profughi, che attualmente conta oltre tre milioni e 850mila persone»

I dati citati da Draghi sono in linea con quelli aggiornati al 22 marzo dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Secondo l’Unhchr, dal 24 febbraio oltre 3,6 milioni di persone in Ucraina sono state costrette a lasciare il loro Paese, per rifugiarsi nei Paesi vicini e in altri Stati europei. A questi, vanno aggiunti oltre 113 mila persone, che tra il 21 e il 23 febbraio si sono trasferite in Russia, spostandosi dalle regioni di Donetsk e Lugansk.

Secondo i dati più aggiornati del Ministero dell’Interno, al momento l’Italia ha accolto circa 61.500 profughi dall’Ucraina, di cui quasi 25.600 sono minori.

Gli stanziamenti del governo per i profughi

«Nel Consiglio dei Ministri della settimana scorsa abbiamo approvato nuovi fondi per l’accoglienza, per un totale di 428 milioni di euro»

La cifra indicata da Draghi compare nel comunicato stampa del governo del 18 marzo, che ha annunciato le misure contenute nel nuovo decreto-legge per ridurre, tra le altre cose, i rialzi dei prezzi energetici. Per l’accoglienza umanitaria, si legge nel comunicato, nel nuovo decreto «sono stanziati a tal fine 428 milioni di euro per il 2022».

Il 21 marzo il provvedimento è stato poi pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, dove compare però una cifra più bassa. L’articolo 31, dedicato al «coordinamento delle attività di assistenza e accoglienza a seguito della crisi ucraina», stanzia infatti complessivamente 355 milioni di euro, cifra contenuta anche nella relazione tecnica allegata al decreto, che ora ha iniziato il suo percorso di conversione in legge al Senato. L’articolo 33 ha poi stanziato ulteriori 20 milioni di euro circa per rafforzare le procedure di riconoscimento della protezione data ai profughi ucraini.

Nel complesso, sembra che le risorse stanziate dall’ultimo decreto del governo per l’accoglienza dei rifugiati si attestino intorno ai 375 milioni di euro, e non ai «428 milioni» indicati da Draghi.

Quanto costa il gasolio in Germania, Francia e Italia

«Secondo la Commissione europea, l’andamento dei prezzi italiani è in linea con quelli del resto dell’Europa. Lunedì 14 marzo, il diesel costava 2,31 euro in Germania, 2,14 euro in Francia e 2,15 euro in Italia»

Qui Draghi ha citato correttamente i dati del Weekly oil bulletin della Commissione Ue, un rapporto aggiornato al 14 marzo, prima che entrasse in vigore il taglio del costo dei carburanti introdotto dal governo. Rispetto all’inizio del 2022, il prezzo del gasolio in Germania è salito del 47 per cento, in Francia del 40 per cento e in Italia del 35 per cento.

La crescita dell’inflazione

«Secondo i dati Eurostat, a febbraio i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 5,2 per cento rispetto all’anno scorso. In particolare, il prezzo della pasta è cresciuto di circa l’11 per cento, quello dello zucchero e del pane di circa il 5 per cento, quello della carne di quasi il 4 per cento»

I dati citati da Draghi trovano conferma, con alcuni arrotondamenti, nell’ultimo aggiornamento Eurostat, pubblicato il 17 marzo.
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