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Vero: in Italia i Neet sono due milioni e un ragazzo su due non legge libri

| 01 dicembre 2021
La dichiarazione
«In Italia due milioni di giovani non studiano, non lavorano e un ragazzo su due non legge un libro»
Fonte: Twitter | 1 dicembre 2021
Ansa
Ansa
Verdetto sintetico
Vero
Il 1° dicembre il leader di Azione Carlo Calenda ha scritto sui social che in Italia – definita la «culla della cultura occidentale» – due milioni di giovani né studiano né lavorano. L’ex ministro dello Sviluppo economico ha anche aggiunto che «un ragazzo su due non legge un libro».

Abbiamo verificato e le due statistiche sono sostanzialmente corrette.

Quanti Neet ci sono in Italia

La categoria delle persone che non studiano e non lavorano è comunemente indicata con l’etichetta “Neet” (acronimo dall’inglese “neither in employment or in education or training”), ossia da chi che né è occupato né è iscritto a un corso di studi o di formazione professionale.

Nella sua dichiarazione Calenda non ha specificato che cosa intenda per «giovani». Ma in base i dati Istat più aggiornati, alla fine del 2020 in Italia i residenti tra 15 e 29 anni che non lavoravano erano effettivamente poco più di 2 milioni, la cifra indicata dal leader di Azione. Il dato sale addirittura a oltre 3 milioni, se si guarda alla fascia di età tra i 15 e i 34 anni.

Per quanto riguarda i Neet, il nostro Paese è quello con i dati peggiori di tutta l’Unione europea. Secondo le rilevazioni Eurostat più recenti, nel 2020 il 29,4 per cento della popolazione italiana tra i 20 e 34 anni non studiava né lavorava, una percentuale quasi doppia rispetto alla media Ue (Grafico 1).
Grafico 1. Percentuale di popolazione Neet nella fascia 20-34 anni nei Paesi Ue – Fonte: Eurostat
Grafico 1. Percentuale di popolazione Neet nella fascia 20-34 anni nei Paesi Ue – Fonte: Eurostat
Veniamo adesso alla seconda parte della dichiarazione di Calenda, quella secondo cui nel nostro Paese «un ragazzo su due non legge un libro». I dati più aggiornati sulla lettura sono quelli pubblicati da Istat a gennaio scorso e fanno riferimento al 2019.

Due anni fa i lettori erano circa il 40 per cento della popolazione italiana dai 6 anni in su, una percentuale in calo negli ultimi anni (Grafico 2). Nelle sue rilevazioni, con il termine “lettori” Istat fa riferimento ai cittadini che dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi «non strettamente scolastici o professionali».
Grafico 2. Percentuale di lettori nella popolazione dai 6 anni in su – Fonte: Istat
Grafico 2. Percentuale di lettori nella popolazione dai 6 anni in su – Fonte: Istat
Calenda ha sostanzialmente ragione quando dice che un ragazzo su due non legge libri (se non per motivi scolastici), ma la fascia dei giovani è comunque quella che legge di più nel nostro Paese.

«La quota più alta di lettori continua a essere quella dei giovani – ha sottolineato infatti Istat nel suo report – 54,1 per cento nel 2019 tra i 15 e i 17 anni, e 56,6 per cento tra gli 11 e i 14 anni». «In assoluto – ha aggiunto Istat – il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 e i 19 anni (oltre il 60 per cento ha letto almeno un libro nell’anno). La quota di lettrici scende sotto il 45 per cento dopo i 55 anni, mentre per i maschi è sempre inferiore al 50 per cento a partire dai 20 anni».

Il verdetto

Secondo Carlo Calenda, in Italia due milioni di giovani non studiano e non lavorano, mentre «un ragazzo su due non legge un libro». Abbiamo verificato che cosa dicono le statistiche ufficiali e il leader di Azione ha sostanzialmente ragione.

Nel 2020 i Neet nel nostro Paese erano poco più di 2 milioni, nella fascia 15-29 anni, mentre la percentuale di Neet nella popolazione tra i 20 e i 34 anni era la più alta di tutta l’Ue, pari al 29,4 per cento.

Nel 2019 il 54,1 per cento dei giovani tra 15 e 17 anni e il 56,6 per cento tra gli 11 e i 14 anni avevano dichiarato all’Istat di aver letto almeno un libro, non per motivi scolastici, nei 12 mesi precedenti l’intervista.

In conclusione, Calenda si merita un “Vero”.
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