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Valditara esagera i posti di lavoro disponibili in Italia

| 09 dicembre 2022
La dichiarazione
«Un milione e 200 mila posti di lavoro sono andati disattesi perché le imprese non trovano qualifiche. Il 46 per cento delle imprese non trova professionalità adeguate»
Fonte: Porta a Porta – Rai 1 | 6 dicembre 2022
ANSA/GIUSEPPE LAMI
ANSA/GIUSEPPE LAMI
Verdetto sintetico
Il ministro dell’Istruzione e del Merito esagera.
In breve
  • Gli 1,2 milioni di posti di lavoro di cui parla il ministro fanno riferimento alle assunzioni che le imprese in Italia intendono fare tra dicembre 2022 e febbraio 2023. Il 46 per cento è invece la percentuale di «difficile reperimento» degli assunti, secondo le imprese. TWEET
  • Secondo Istat, nel terzo trimestre del 2022 il tasso dei posti vacanti in Italia era del 2 per cento, ossia circa 450 mila posti di lavoro. TWEET
Il 6 dicembre, ospite a Porta a Porta su Rai1, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato (min. -1:35:35) che la scuola non riesce a preparare adeguatamente gli studenti al mondo del lavoro. A sostegno di questa sua tesi, Valditara ha detto che 1,2 milioni di posti di lavoro «sono andati disattesi» in Italia perché le aziende non trovano lavoratori qualificati. Più nello specifico, secondo il ministro, il «46 per cento delle imprese» non sarebbe in grado di trovare «professionalità adeguate».

Abbiamo cercato di capire da dove provengano questi dati e il ministro Valditara esagera.

Le intenzioni delle imprese

In tv, Valditara non ha indicato qual è la fonte dei suoi dati, che con tutta probabilità provengono dal bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato dall’Agenzia nazionale politiche attive lavoro (Anpal) e dall’Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (Unioncamere). In breve, sulla base di interviste fatte a quasi 87 mila imprese con dipendenti, questo bollettino calcola quali sono le intenzioni delle aziende per quanto riguarda le assunzioni di nuovi lavoratori. 

Secondo l’ultimo bollettino Excelsior disponibile al 6 dicembre, il giorno dell’intervista di Valditara, le assunzioni previste nel mese di novembre dalle imprese erano circa 382.500, numero che saliva a oltre 1,2 milioni nel periodo tra novembre 2022 e gennaio 2023. Secondo le imprese, il 46,4 per cento delle assunzioni previste per il solo mese di novembre era di «difficile reperimento», espressione in cui rientrano la mancanza di candidati, la preparazione inadeguata o altri motivi. Le informazioni contenute nel bollettino sono state acquisite nel periodo tra il 26 settembre e l’11 ottobre 2022. 

Il 7 dicembre, il giorno successivo l’intervista di Valditara, è uscito un nuovo bollettino, relativo al mese di dicembre, con dati raccolti tra il 20 ottobre e il 4 novembre 2022, simili a quelli appena visti. Secondo l’aggiornamento, infatti, a dicembre le imprese in Italia erano intenzionate ad assumere più di 329 mila lavoratori e oltre 1,2 milioni nel periodo tra dicembre 2022 e febbraio 2023, con una percentuale di difficoltà di reperimento pari al 45 per cento. 

Dunque, nel leggere questi dati, il ministro Valditara ha commesso almeno due errori. Il primo errore: il dato di «1,2 milioni di posti di lavoro» non fa riferimento a quelli «andati disattesi perché le imprese non trovano qualifiche», ma al numero delle assunzioni che le imprese italiane sono intenzionate a fare nei prossimi tre mesi. Il secondo errore: è esagerato dire che «il 46 per cento delle imprese non trova professionalità adeguate». Questa percentuale fa riferimento alle assunzioni in cui è difficile, ma non impossibile, trovare lavoratori formati o preparati.

Che cosa dice Istat

Come ha spiegato l’economista Andrea Garnero in un approfondimento su lavoce.info di novembre 2021, il bollettino Excelsior riflette però le «percezioni delle imprese» ed è da considerare come il «margine superiore» nelle stime in questo ambito, vista la «possibile sovrastima da parte dei datori di lavoro».

Secondo Garnero, il «margine inferiore», e dunque più prudente, delle stime sui posti di lavoro disponibili nel nostro Paese, è rappresentato dai dati Istat sui cosiddetti “posti vacanti”. Questa statistica registra le ricerche di personale formalmente iniziate e non ancora concluse dalle imprese con dipendenti nei settori dell’industria e dei servizi. Secondo le stime preliminari Istat più aggiornate, nel terzo trimestre 2022, ossia tra luglio e settembre, il tasso di posti vacanti in Italia si è aggirato intorno al 2 per cento. Questa percentuale corrisponde, a grandi linee, a circa 450 mila posti di lavoro effettivamente aperti.

Il verdetto

Secondo Giuseppe Valditara, «un milione e 200 mila posti di lavoro sono andati disattesi perché le imprese non trovano qualifiche». Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha aggiunto che «il 46 per cento delle imprese non trova professionalità adeguate». Abbiamo verificato e Valditara esagera.

Gli 1,2 milioni di posti di lavoro di cui parla il ministro fanno riferimento alle assunzioni che le imprese in Italia intendono fare tra dicembre 2022 e febbraio 2023. Il 46 per cento è invece la percentuale di «difficile reperimento» degli assunti, secondo le imprese.

Secondo Istat, nel terzo trimestre del 2022 il tasso dei posti vacanti in Italia era del 2 per cento, ossia circa 450 mila posti di lavoro.

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