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No, in 10 milioni non hanno votato per cambiare la giustizia

| 13 giugno 2022
La dichiarazione
«Grazie ai 10 milioni di italiani che hanno scelto di votare per cambiare la giustizia»
Fonte: Twitter
ANSA/GIUSEPPE LAMI
ANSA/GIUSEPPE LAMI
Verdetto sintetico
Il leader della Lega esagera.
In breve
  • Secondo i dati del Ministero dell’Interno, la somma dei voti tra sì e no ha superato in media i 9,1 milioni di voti, ma non tutti sono stati favorevoli. TWEET
  • I sì sono stati in media circa 6 milioni per singolo quesito, arrivando al massimo a oltre 6,6 milioni per il terzo quesito. TWEET
Nella notte tra il 12 e il 13 giugno, il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato su Twitter i risultati dei referendum sulla giustizia, a cui ha partecipato il 21 per cento circa degli aventi diritto di voto, percentuale distante dal quorum che li avrebbe resi validi. Si tratta dell’affluenza al voto più bassa di sempre per un referendum abrogativo in Italia. 

Al di là del mancato raggiungimento del quorum, secondo Salvini, «10 milioni» di elettori sono comunque andati a votare «per cambiare la giustizia». Abbiamo verificato e il leader della Lega esagera.

I risultati dei referendum sulla giustizia

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, aggiornati alle ore 10 del 13 giugno, con quasi tutte le sezioni scrutinate, se si sommano i voti degli elettori in Italia e all’estero per i sì e quelli per i no, si ottengono intorno ai 9 milioni di voti per ognuno dei cinque quesiti referendari. Il quesito più votato è stato il primo, quello sull’abrogazione della cosiddetta “legge Severino”, con poco oltre 9,1 milioni di voti, mentre il quesito meno votato, con oltre 8,9 milioni di voti, è stato il quinto, quello dedicato all’abrogazione della raccolta delle 25 firme per candidarsi al Consiglio superiore della magistratura (Csm).  

L’insieme dei votanti, dunque, è di poco meno di un milione di voti inferiore rispetto ai «10 milioni» indicati da Salvini, il cui errore è quello di considerare tutti i votanti come votanti favorevoli alle richieste abrogative, ossia per cambiare le norme sul funzionamento della giustizia.

In realtà, gli elettori che hanno votato per i sì sono stati in media circa 5,9 milioni per ogni singolo quesito. Il terzo quesito, quello sulla separazione delle funzioni dei magistrati, ha ricevuto oltre 6,6 milioni di sì, il dato più alto, mentre il primo quesito, quello che puntava ad abolire la legge “Severino”, ne ha raccolti circa 4,9 milioni, il dato più basso. 

A livello percentuale, i sì sono stati il 53,7 per cento dei voti nel primo quesito, il 55,9 per cento nel secondo, il 73,8 per cento nel terzo, il 71,7 per cento nel quarto, il 72,2 per cento nel quinto.

Il verdetto

Secondo Matteo Salvini, «10 milioni» di elettori in Italia «hanno scelto di votare per cambiare la giustizia», partecipando ai cinque referendum sul funzionamento dell’ordinamento giudiziario. I dati ufficiali del Ministero dell’Interno dicono che il leader della Lega esagera.

La somma dei voti tra sì e no ha superato in media i 9,1 milioni di voti, ma non tutti sono stati favorevoli. In media, i sì sono stati circa 6 milioni per singolo quesito, arrivando al massimo a oltre 6,6 milioni per il terzo quesito. 
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