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Il Pd non è il primo partito «ovunque», come dice Letta

| 14 giugno 2022
La dichiarazione
«Il Partito democratico è il primo partito d’Italia: da Sud al Nord, ovunque, nelle città più grandi, nelle città più piccole»
Fonte: Facebook | 13 giugno
ANSA/GIANLUIGI BASILIETTI
ANSA/GIANLUIGI BASILIETTI
Verdetto sintetico
Il segretario del Pd esagera i risultati del suo partito.
In breve
  • Nei 26 capoluoghi al voto, il Pd è stato superato da Fratelli d’Italia in sette città e dalla Lega in tre. TWEET
  • Nei comuni con più di 15 mila abitanti, il Pd è stato il partito che ha preso più voti. TWEET
Il 13 giugno, commentando in un video su Facebook le elezioni comunali del giorno prima, il segretario del Partito democratico Enrico Letta ha dichiarato (min. 2:15) che il suo partito è il «primo» d’Italia, «ovunque»: dal Nord al Sud, dalle grandi alle piccole città. 

Abbiamo verificato che cosa dicono i numeri: nei 26 capoluoghi al voto, il Pd è stato superato in sette città da Fratelli d’Italia e in tre città dalla Lega, se non si contano le singole liste civiche dei candidati sindaco.

I risultati del Pd alle elezioni comunali

Domenica 12 giugno sono andati al voto 26 capoluoghi di provincia, tra cui quattro capoluoghi di regione, e in oltre 140 comuni con più di 15 mila abitanti. Sommando tutti i voti in queste città, secondo le elaborazioni di YouTrend, sito che si occupa di sondaggi e di analisi dei risultati elettorali, il Partito democratico ha raccolto il 15,7 per cento dei voti, la percentuale più alta tra i partiti, ma dietro al 21,8 per cento raccolto dalle liste civiche di centrodestra e al 20,9 per cento delle liste civiche di centrosinistra.

Più nel dettaglio, se si guardano i numeri relativi ai 26 capoluoghi di provincia, non è vero che il Pd è il primo partito «ovunque», come sostenuto da Letta. 

Nelle otto città (Genova, L’Aquila, Palermo, La Spezia, Pistoia, Asti, Rieti e Belluno) in cui i candidati di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno vinto al primo turno, il Pd non è stato il partito più votato a L’Aquila e Rieti, in entrambi i casi superato da Fratelli d’Italia e dalla Lega, e a Belluno, superato da Fratelli d’Italia. A La Spezia e ad Asti il Pd è arrivato secondo, prendendo meno voti delle due liste civiche a supporto dei candidati vincenti. 

A Oristano, dove ha vinto il candidato sostenuto da Fratelli d’Italia e Forza Italia, ma non dalla Lega, la lista del Pd è stata la seconda più votata, dietro Fratelli d’Italia. A Messina, dove ha vinto al primo turno il candidato civico sostenuto dalla Lega, il Pd è arrivato dietro a Fratelli d’Italia e quattro liste civiche, mentre a Palermo non sono ancora disponibili i dati ufficiali sulle liste.

Nelle tre città (Padova, Taranto e Lodi) dove i candidati del centrosinistra hanno vinto al primo turno, la lista del Pd è stata la più votata.

Veniamo infine ai 13 capoluoghi di provincia che andranno al ballottaggio. In sette città (Cuneo, Lucca, Alessandria, Piacenza, Parma, Verona e Como) al primo turno è arrivata davanti la coalizione di centrosinistra, con la lista del Pd come più votata tra quelle dei partiti, superata comunque a Piacenza, Verona e Como dalle liste di tre candidati sindaci. Nei cinque capoluoghi (Catanzaro, Barletta, Gorizia, Frosinone e Monza) dove parte in vantaggio il centrodestra al ballottaggio, la lista del Pd è arrivata dietro a quella della Lega, “Prima l’Italia”, a Catanzaro, e di poco dietro quella di Fratelli d’Italia a Gorizia. A Viterbo, dove al ballottaggio parte in vantaggio una candidata civica contro quella del centrosinistra, la lista del Pd è stata la seconda più votata, dietro quella di Fratelli d’Italia.

Il verdetto

Secondo Enrico Letta, alle elezioni comunali del 12 giugno «il Partito democratico è il primo partito d’Italia: da Sud al Nord, ovunque, nelle città più grandi, nelle città più piccole». Abbiamo verificato e Letta esagera. 

Nel complesso, il Pd è stato il partito più votato nei comuni con oltre 15 mila abitanti. Ma nei 26 capoluoghi al voto, è stato superato da Fratelli d’Italia in sette città e dalla Lega in tre.
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