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Quello che Renzi non dice sulle frodi del “bonus cultura”

| 22 dicembre 2022
La dichiarazione
«Quanto alle presunte frodi, i 17 milioni di euro su cui sono in corso indagini della Guardia di finanza negli ultimi cinque anni corrispondono a meno del 2 per cento dei casi»
Fonte: Twitter | 21 dicembre 2022
ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
Verdetto sintetico
Il leader di Italia viva è impreciso.
In breve
  • Secondo la Guardia di finanza, le indagini condotte tra il 2018 e il 2020 hanno portato a segnalare alla magistratura frodi sul bonus cultura per un valore pari a 17,2 milioni di euro, il 4,9 per cento di quanto speso per il buono in quei tre anni. TWEET
  • È vero che i 17 milioni di cui parla Renzi corrispondono a circa il 2 per cento di quanto erogato per il bonus tra il 2018 e il 2022, ma non abbiamo i dati completi sulle frodi stimate per questo arco di tempo, e nemmeno per il 2016 e 2017. TWEET
Il 21 dicembre il leader di Italia viva Matteo Renzi ha criticato, con un comunicato stampa, la scelta del governo Meloni di cancellare il “bonus cultura” (chiamato anche “18app”), un buono da 500 euro che tutti i neodiciottenni possono usare per comprare libri e partecipare a eventi culturali. Al suo posto, il governo ha proposto di introdurre due bonus, entrambi da 500 euro e cumulabili, da dare ai neodiciottenni che vivono in famiglie con un Isee inferiore ai 35 mila euro o che hanno preso 100 come voto all’esame di maturità.

Nelle scorse settimane, vari politici del governo hanno criticato il bonus cultura, dicendo che ha favorito le frodi. Secondo Renzi, però, la Guardia di finanza sta indagando su «17 milioni di euro» di truffe, che «negli ultimi cinque anni corrispondono a meno del 2 per cento dei casi».

Abbiamo verificato e il leader di Italia viva è impreciso.

I dati sulle frodi del bonus cultura

La fonte dei dati di Renzi è con tutta probabilità un rapporto non pubblicamente disponibile della Guardia di finanza, il cui contenuto è stato però divulgato, tra gli altri, dall’agenzia stampa Agi e dal quotidiano La Stampa lo scorso 13 dicembre. 

Questo rapporto sintetizza le indagini condotte dalla Guardia di finanza tra il 2018 e il 2020, che hanno portato a segnalare alla magistratura e alle prefetture frodi sul bonus cultura per un valore pari a 17,2 milioni di euro, cifra arrotondata per difetto da Renzi a «17 milioni». Più nel dettaglio, oltre 13,6 milioni di euro riguardano importi indebitamente percepiti, mentre quasi 3,6 milioni fanno riferimento a operazioni sospette, segnalate dall’autorità al Ministero della Cultura. Queste truffe hanno riguardato, per esempio, la cessione del bonus su piattaforme online e il furto dell’identità digitale Spid per generare il buono, con controlli mirati sugli esercenti con volumi di affari anomali. 

A quanto ammontano questi soldi sul totale della spesa per il bonus cultura? «Dal rapporto della Guardia di finanza, risulta che tra il 2018 e il 2020 sono stati spesi bonus cultura per un totale di 354.181.519 milioni di euro», spiega Agi. Se si prendono i 13,6 milioni di euro di importi indebitamente percepiti, stiamo parlando del 3,9 per cento sul totale, ma la percentuale sale al 4,9 per cento se si guarda ai 17 milioni di euro complessivi oggetto di indagine (e citati da Renzi).

Il leader di Italia viva ha però parlato di frodi pari al «2 per cento» e in un periodo di tempo relativo agli «ultimi cinque anni». In effetti, secondo i dati del sito ufficiale della 18app, tra il 2018 e il 2022 il valore economico dei bonus cultura erogati ha raggiunto una cifra superiore ai 920 milioni di euro: i 17 milioni, rapportati a questo numero, corrispondono più o meno all’1,9 per cento. Ma c’è un però. 

Come abbiamo visto, i dati della Guardia di finanza sono parziali: fanno riferimento solo alle indagini condotte tra il 2018 e il 2020. Ma il bonus cultura è stato infatti introdotto per la prima volta con la legge di Bilancio per il 2016, approvata alla fine del 2015. A settembre 2016 i primi beneficiari dell’iniziativa, poi prorogata negli anni successivi, sono stati i ragazzi neodiciottenni, nati nel 1998. Al momento, dunque, non è possibile sapere a quanto ammonta il totale delle frodi scoperte da quando è in vigore il bonus cultura. Di recente, a maggio 2022, la Guardia di finanza ha per esempio denunciato una truffa a Napoli, in Campania, per un danno stimato nei confronti del Ministero della Cultura pari 1,5 milioni in euro.

In ogni caso, è vero che il valore delle frodi legate alla 18app è una piccola parte rispetto al totale erogato con il bonus. Un’ultima curiosità: da tempo, lo stesso Renzi sostiene che il reddito di cittadinanza vada abolito, tra le altre cose, perché avrebbe dato la possibilità di truffare lo Stato. Anche in questo caso, i numeri dicono che le frodi del reddito di cittadinanza riguardano una piccola parte dei beneficiari del sussidio.

Il verdetto

Secondo Matteo Renzi, le indagini della Guardia di finanza sulle frodi del bonus cultura riguardano «17 milioni» di euro, che «negli ultimi cinque anni corrispondono a meno del 2 per cento dei casi». Abbiamo verificato e il leader di Italia viva è impreciso.

Secondo la Guardia di finanza, le indagini condotte tra il 2018 e il 2020 hanno portato a segnalare alla magistratura frodi sul bonus cultura per un valore pari a 17,2 milioni di euro, il 4,9 per cento di quanto speso per il buono in quei tre anni. È vero che i 17 milioni di cui parla Renzi corrispondono a circa il 2 per cento di quanto erogato per il bonus tra il 2018 e il 2022, ma non abbiamo i dati completi sulle frodi stimate per questo arco di tempo, e nemmeno per il 2016 e 2017.

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