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Nei mari italiani c’è meno gas di quanto dice Bonelli

| 07 novembre 2022
La dichiarazione
«Nei nostri mari abbiamo solo 37 miliardi di metri cubi di gas, la metà del nostro fabbisogno annuale»
Fonte: Twitter | 5 novembre 2022
ANSA
ANSA
Verdetto sintetico
Il co-portavoce di Europa verde è un po’ impreciso.
In breve
  • In base alle stime più aggiornate, le riserve certe di gas naturale nei mari italiani corrispondono a 17,7 miliardi di standard metri cubi di gas, una cifra che sale a 34,5 miliardi se si considerano le riserve probabili e possibili, il cui sfruttamento ha un grado di probabilità più basso. TWEET
  • L’ordine di grandezza è comunque corretto: nel 2021 l’Italia ha consumato oltre 76 miliardi di standard metri cubi di gas. TWEET
Il 5 novembre il co-portavoce di Europa verde Angelo Bonelli ha criticato su Twitter l’annuncio del governo guidato da Giorgia Meloni di voler aumentare l’estrazione di gas naturale in Italia. Secondo Bonelli, nei mari italiani ci sarebbero «solo 37 miliardi di metri cubi di gas», una quantità pari alla metà del fabbisogno annuale italiano.

Come ha spiegato il 4 novembre in una conferenza stampa il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il governo vuole autorizzare l’estrazione di gas dai giacimenti nazionali che hanno una capacità superiore ai 500 milioni di metri cubi. «Potenzialmente si stima una quantità di 15 miliardi di metri cubi, sfruttabile nell’arco di 10 anni», ha sottolineato il ministro, specificando che le estrazioni saranno concesse sotto il quarantacinquesimo parallelo, per tutelare la laguna di Venezia.

Al di là del piano del governo, abbiamo verificato se il dato citato da Bonelli è corretto oppure no.

Quanto gas c’è nei mari italiani

I dati più aggiornati sulle riserve di gas disponibili in Italia sono pubblicati sul sito del Ministero della Transizione ecologica (rinominato Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dal governo Meloni) e sono aggiornati alla fine del 2021. Tra l’altro, questi dati sono quelli linkati da Bonelli su Twitter a sostegno della sua dichiarazione.

Il ministero individua tre tipologie di riserve di gas, sulla base dei dati geologici e di ingegneria dei giacimenti disponibili. Innanzitutto, ci sono le cosiddette “riserve certe”, ossia quelle che con «ragionevole certezza», ossia con una probabilità maggiore del 90 per cento, possono essere «commercialmente prodotte nelle condizioni tecniche, contrattuali, economiche ed operative esistenti al momento considerato». In secondo luogo ci sono le “riserve probabili”, che potranno essere recuperate con «ragionevole probabilità», ossia quella «maggiore del 50 per cento». Qui gli elementi di incertezza riguardano, tra le altre cose, l’estensione del giacimento e l’adeguatezza del sistema di trasporto del gas. Infine, ci sono le “riserve possibili”, che «si stima di poter recuperare con un grado di probabilità decisamente più contenuto (molto minore del 50 per cento) rispetto a quello delle riserve probabili».

Secondo i dati più aggiornati, a fine 2021 l’Italia aveva riserve certe di gas naturale pari a quasi 39,9 miliardi di standard metri cubi. Lo standard metro cubo è la quantità di gas contenuta in un metro cubo a condizioni standard di temperatura (15 °C) e di pressione (1.013,25 millibar, cioè la pressione atmosferica). Le riserve probabili erano pari a 44,5 miliardi di standard metri cubi e quelle possibili a 26,7 miliardi. Come abbiamo detto sopra, la possibilità di estrarre queste riserve è via via più bassa. Inoltre, va aggiunto che da gennaio a settembre 2022 sono stati già estratti 2,5 miliardi di standard metri cubi di gas, dato che fa abbassare ulteriormente la quantità di gas ancora disponibile.

In ogni caso, non tutto il gas presente nelle riserve italiane si trova in mare. Secondo i dati ministeriali, le riserve certe di gas nei mari italiani sono pari a 17,7 miliardi di standard metri cubi, una cifra più bassa dei «37 miliardi» citati da Bonelli. Aggiungendo i 14,5 miliardi di standard metri cubi di gas di riserve probabili in mare e i 2,3 miliardi di quelle possibili, la cifra complessiva arriva al massimo a 34,5 miliardi di standard metri cubi, un dato non lontano dai «37 miliardi» indicati dal co-portavoce di Europa verde.

Qual è invece il fabbisogno annuale di gas del nostro Paese? Secondo i dati del ministero, nel 2021 l’Italia ha consumato 76,1 miliardi di standard metri cubi di gas, di cui 72,7 miliardi importati dall’estero e 3,4 miliardi estratti sul territorio nazionale. A grandi linee, i 34,5 miliardi di metri cubi di gas, considerando le riserve certe, probabili e possibili, equivalgono a poco meno della metà del gas consumato complessivamente in Italia in un anno.

Il verdetto

Secondo Angelo Bonelli, «nei nostri mari abbiamo solo 37 miliardi di metri cubi di gas, la metà del nostro fabbisogno annuale». Abbiamo verificato e il co-portavoce di Europa verde è un po’ impreciso. 

In base alle stime più aggiornate, le riserve certe di gas naturale nei mari italiani corrispondono a 17,7 miliardi di standard metri cubi di gas, una cifra che sale a 34,5 miliardi se si considerano le riserve probabili e possibili, il cui sfruttamento ha un grado di probabilità più basso.

L’ordine di grandezza è comunque corretto: nel 2021 l’Italia ha consumato oltre 76 miliardi di standard metri cubi di gas.

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