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No, il green pass non è stato prorogato fino al «2025»

| 14 marzo 2022
La dichiarazione
«Il governo vara un Dpcm […] per prorogare il green pass di 18 mesi, ulteriormente prorogabili di altri 18» (min. 0:30)
Fonte: Facebook | 9 marzo 2022
ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
Verdetto sintetico
La proroga riguarda la validità del documento digitale, non il suo effettivo utilizzo
In breve
  • Il green pass, come documento digitale, rinnova automaticamente la propria validità ogni 18 mesi (540 giorni) TWEET
  • Questo non significa che la misura resterà in vigore a vita: il governo potrà comunque decidere di eliminarne l’obbligo quando lo riterrà opportuno TWEET
Il 9 marzo, in un video pubblicato su Facebook, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha criticato (min. 0:30) il governo guidato da Mario Draghi per aver prorogato ulteriormente il green pass in mezzo a una crisi internazionale ed economica.

Secondo Meloni, infatti, l’esecutivo ha approvato un decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) per prorogare di «18 mesi» la durata del green pass, «ulteriormente prorogabili di altri 18». La presidente di Fdi ha anche aggiunto che «secondo il governo italiano il green pass potrebbe rimanere in vigore fino a gennaio 2025», chiedendosi inoltre se «noi dobbiamo fare anche una quarta, quinta, sesta, settima e ottava dose», visto che l’efficacia del vaccino contro la Covid-19 cala nel tempo. Fratelli d’Italia ha quindi avviato una petizione online per chiedere al governo di «abolire il green pass».  

Abbiamo verificato, e Meloni interpreta in modo fuorviante il contenuto del decreto: la validità del green pass come documento digitale, infatti, non è necessariamente legata alle decisioni del governo in merito all’eventuale eliminazione di questa misura. 

Che cosa c’è nel Dpcm

Il 2 marzo il Consiglio dei ministri ha varato un nuovo Dpcm, pubblicato due giorni dopo in Gazzetta ufficiale. Il documento contiene un aggiornamento delle modalità di verifica dell’obbligo vaccinale e del green pass.

Più nel dettaglio, il Dpcm ha modificato quanto previsto in un precedente decreto del presidente del Consiglio di giugno 2021, stabilendo che il green pass di chi ha fatto una terza dose «ha una validità tecnica, collegata alla scadenza del sigillo elettronico qualificato, al massimo di 540 giorni». Prima di questa scadenza, si legge ancora nel Dpcm, «senza necessità di ulteriori dosi di richiamo» il sistema di generazione dei green pass ne emette uno nuovo «con validità tecnica di ulteriori 540 giorni, dandone comunicazione all’intestatario».

Innanzitutto, va chiarito che cosa si intende per “sigillo elettronico qualificato”. Quest’ultimo, insieme al codice Qr code, è uno dei due elementi che compongono il green pass, che viene emesso dalla piattaforma nazionale del Ministero della Salute. La sua funzione è quella di garantire «l’autenticità e l’integrità» del certificato, verificata durante i controlli fatti con la app VerificaC19.

Dunque, il Dpcm del 2 marzo ha stabilito che il green pass delle persone che hanno fatto la terza dose sarà valido per i 540 giorni successivi all’inoculazione, cioè finché resterà valido il sigillo elettronico associato al certificato. Alla scadenza dei 540 giorni verrà emesso automaticamente un nuovo certificato associato a un nuovo sigillo, anche questo valido per altri 540 giorni. 

Ma attenzione: la validità tecnica del green pass non è necessariamente legata alle decisioni del governo in merito. 

Una distinzione necessaria

Anche se con l’infrastruttura attuale il certificato ottenuto in seguito alla terza dose potrebbe potenzialmente restare valido all’infinito, nulla vieta che in futuro il governo decida di eliminare, totalmente o parzialmente, il suo uso. 

In quel caso il documento digitale potrà pure restare valido da un punto di vista tecnico (per esempio, risulterà valido se scannerizzato con l’app VerificaC19) ma questo non sarà più considerato un requisito necessario e quindi non verrà più richiesto per accedere per esempio a uffici, bar, ristoranti o mezzi di trasporto. 

L’ufficio stampa di Sogei – la società pubblica per la digitalizzazione della pubblica amministrazione che si occupa, tra le altre cose, di gestire l’infrastruttura informatica alla base del green pass  – ha confermato a Pagella Politica che la possibilità di prorogare continuamente la validità del green pass è una «cautela puramente tecnica» che serve a «garantire la validità illimitata delle esenzioni dal punto di vista sanitario». 

La validità effettiva del green pass, inteso come misura di contenimento della pandemia utilizzata nella vita di tutti i giorni, dipenderà quindi dalle decisioni che prenderà il governo nei prossimi mesi, e non dalla durata tecnica del documento digitale utilizzato per effettuare i controlli. 

Il verdetto

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha detto che «secondo il governo italiano il green pass potrebbe rimanere in vigore fino a gennaio 2025». 

L’affermazione rappresenta una lettura fuorviante delle norme oggi in vigore: è vero che il green pass, come documento digitale, rinnova automaticamente la sua validità ogni 18 mesi, ma questo non toglie che in futuro il governo possa decidere di eliminare la misura, del tutto o in parte. Il certificato potrebbe quindi rimanere tecnicamente valido, ma non sarà più richiesto nella vita di tutti i giorni.
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