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Meloni e Berlusconi sono contro lo stop del gas russo, ma al Parlamento Ue i loro deputati hanno votato sì

| 11 aprile 2022
La dichiarazione
«Giorgia Meloni sostiene che l’embargo sul gas russo sarebbe una follia. Silvio Berlusconi lo ritiene impossibile. I deputati europei di entrambi i partiti hanno votato per il totale e immediato stop al gas russo»
Fonte: Facebook | 11 aprile 2022
ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Verdetto sintetico
Il leader di Azione ha sostanzialmente ragione.
In breve
  • Pur essendo favorevoli in linea di principio a un embargo del gas russo, secondo Meloni lo stop delle forniture sarebbe un «suicidio», mentre secondo Berlusconi non è fattibile nell’immediato. TWEET
  • Al Parlamento europeo, il 7 aprile i deputati di Fdi e Fi hanno votato a favore di uno specifico punto di una risoluzione, che chiedeva proprio l’embargo immediato del gas russo. TWEET
L’11 aprile, il segretario di Azione ed europarlamentare di Renew Europe Carlo Calenda ha criticato su Facebook la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi per le loro posizioni su un possibile embargo europeo del gas russo. 

Secondo Calenda, Meloni ha definito l’embargo una «follia», mentre Berlusconi lo ritiene «impossibile». Ma al Parlamento europeo, ha aggiunto il leader di Azione, «i deputati di entrambi i partiti hanno votato per il totale e immediato stop al gas russo», mostrando dunque una posizione contraddittoria.

È davvero così? Abbiamo verificato e, al di là della posizione politica sull’embargo, Calenda ha sostanzialmente ragione.

Le posizioni di Meloni e Berlusconi

Di recente, Meloni ha riassunto la sua posizione su un embargo europeo del gas russo, parlando con i giornalisti fuori dal Senato. Il 6 aprile la leader di Fdi ha infatti dichiarato che l’embargo sarebbe una «misura efficace», sebbene «molto, molto, molto aggressiva» nei confronti dell’Italia, sottolineando di non avere «gli elementi per valutare tutti i pro e tutti i contro». «Se noi fermiamo le forniture di gas, fra due o tre mesi chiudono le industrie: quello non è un sacrificio, è un suicidio», ha poi aggiunto Meloni. Secondo lei, bisogna capire «quali sono le forniture alternative a quelle della Russia, quanto gas abbiamo di riserva che possiamo prendere da altre nazioni e in quanto tempo, e lì si fa una valutazione costi-benefici».

Berlusconi è invece intervenuto (min. 24:20) sulla questione il 10 aprile, durante un discorso pubblico tenuto all’assemblea di Forza Italia a Roma. «Non siamo in grado di rinunciare, almeno nell’immediato, alle forniture di gas dalla Russia, anche se questo dovrebbe essere il nostro obiettivo, ma nei tempi giusti, quelli necessari per arrivare a poterne fare a meno», ha dichiarato Berlusconi.

Ricapitolando: è vero, come sottolineato da Calenda, che per Meloni e Berlusconi lo stop delle importazioni di gas russo è una misura non percorribile nell’immediato, anche se va sottolineato che entrambi non sono contrari in linea di principio a questo provvedimento.

Che cosa ha votato il Parlamento Ue

Il 7 aprile i membri del Parlamento europeo hanno votato una proposta di risoluzione comune sulle conclusioni del Consiglio europeo, tenutosi il 24 e 25 marzo. Tra le altre cose, la proposta – che non ha un valore vincolante – chiedeva all’Ue una serie di misure, tra cui (punto 15) «un embargo totale e immediato sulle importazioni russe di petrolio, carbone e combustibile nucleare e uno per il gas il prima possibile». Questo passaggio è stato poi modificato e approvato nella richiesta (punto 17) di «un embargo totale e immediato sulle importazioni russe di petrolio, carbone, combustibile nucleare e gas».

Il punto sull’embargo nella risoluzione ha ricevuto 413 voti a favore, 46 astensioni e 93 voti contrari, tra cui quello di Calenda, che l’8 aprile, ospite a Tagadà su La7, ha motivato la sua scelta dicendo: «È una presa in giro: tutti sanno che questo embargo immediato e totale non si può fare». «Io quello che deploro è, in un momento in cui c’è la guerra, l’idea di un Parlamento europeo che fa delle risoluzioni, sapendo che non succederà niente», ha aggiunto il leader di Azione. 

Tra i voti favorevoli, ci sono stati quelli di sei europarlamentari di Fdi: Sergio Berlato, Carlo Fidanza, Pietro Fiocchi, Raffaele Fitto, Nicola Procaccini e Raffaele Stancanelli (Giuseppe Milazzo e Vincenzo Sofo erano assenti). E quelli di sette europarlamentari di Fi: Isabella Adinolfi, Andrea Caroppo, Salvatore De Meo, Fulvio Martusciello, Luisa Regimenti, Massimiliano Salini e Lucia Vuolo (Aldo Patriciello non ha votato, così come lo stesso Silvio Berlusconi e Antonio Tajani, vicepresidente di Fi).

Il verdetto

Sui social, Calenda ha scritto che mentre per Meloni l’embargo sul gas russo «sarebbe una follia» e per Berlusconi «impossibile», gli europarlamentari di Fratelli d’Italia e Forza Italia «hanno votato per il totale e immediato stop al gas russo». Abbiamo verificato e il leader di Azione ha sostanzialmente ragione.

Pur riconoscendo che l’embargo al gas russo è una misura a cui tendere nel lungo periodo, Meloni ha definito questa misura un «suicidio», mentre Berlusconi ha detto che «nell’immediato» non è percorribile.

Il 7 aprile i parlamentari europei di entrambi i partiti hanno votato a favore di uno specifico punto di una risoluzione del Parlamento europeo che chiedeva all’Ue «un embargo totale e immediato sulle importazioni russe di petrolio, carbone, combustibile nucleare e gas».
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