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Non è vero che chi guadagna 60 mila euro avrà mille euro in più ogni anno

| 05 maggio 2022
La dichiarazione
«Chi guadagna 60 mila euro l’anno avrà mille euro in tasca in più ogni anno, non una tantum»
Fonte: Facebook | 3 maggio 2022
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Verdetto sintetico
Il segretario di Sinistra italiana esagera.
In breve
  • La riforma dell’Irpef, introdotta con l’ultima legge di Bilancio, ha ridotto il numero delle aliquote e rivisto il sistema delle detrazioni. TWEET
  • Secondo i calcoli dell’Ufficio parlamentare di bilancio, i redditi tra 54 mila e 78 mila euro beneficeranno in media di circa 490 euro. TWEET
  • Fratoianni ha probabilmente citato le stime che circolavano sui giornali a novembre, prima dell’approvazione della riforma. TWEET
Il 3 maggio il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni ha criticato sui social il decreto “Aiuti”, approvato il giorno prima dal governo, che tra le altre cose ha introdotto un bonus da 200 euro, erogato una sola volta in via eccezionale, per i lavoratori e i pensionati con un reddito inferiore ai 35 mila euro.

Secondo Fratoianni, questo bonus è «poca cosa» in confronto ai benefici ottenuti da chi ha un reddito più alto grazie alla riforma dell’Irpef, introdotta con l’ultima legge di Bilancio. Questa revisione, ha scritto il segretario di Si, ha fatto sì che «chi guadagna 60 mila euro l’anno avrà mille euro in tasca in più ogni anno, non una tantum».

Abbiamo verificato e Fratoianni esagera.

La revisione dell’Irpef

Uno dei provvedimenti più dibattuti della legge di Bilancio per il 2022, approvata a fine dicembre scorso, ha riguardato la revisione dell’Irpef, ossia l’imposta sui redditi delle persone fisiche. Il governo ha infatti deciso di ridurre da cinque a quattro il numero delle aliquote dell’imposta.

Da quest’anno i redditi annui fino a 15 mila euro lordi continuano a pagare un’aliquota del 23 per cento, mentre quelli tra i 15 mila e i 28 mila euro hanno visto ridursi l’aliquota dal 27 al 25 per cento. Le due precedenti aliquote del 38 per cento (per i redditi tra 28 mila e 55 mila euro) e del 41 per cento (per i redditi tra 55 mila e 75 mila euro) sono state unificate in un’unica aliquota del 35 per cento, da applicare ai redditi tra 28 mila e 50 mila euro. Per i redditi sopra i 50 mila euro, da quest’anno vale invece un’unica aliquota del 43 per cento (prima in vigore per i redditi sopra i 75 mila euro).

Sono state riviste anche le soglie delle detrazioni fiscali, che permettono di ridurre la base di reddito su cui è calcolata l’Irpef, e il “bonus Renzi”, confermato in parte per i redditi fino a 28 mila euro.

Chi beneficia di più dalla revisione dell’Irpef

Secondo Fratoianni, grazie a questa revisione i redditi superiori ai 60 mila euro risparmieranno mille euro l’anno nel pagamento dell’Irpef. È davvero così?

Lo scorso 20 dicembre, l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), un organismo indipendente che vigila sulle politiche di bilancio del Paese, ha pubblicato un’analisi, dove ha quantificato il beneficio per le varie fasce di reddito derivante della revisione dell’Irpef.

Secondo le simulazioni dell’Upb, circa 27,8 milioni di contribuenti italiani avranno in media a testa un taglio dell’Irpef pari a 264 euro, una cifra pari a circa l’1 per cento del reddito disponibile. In valore assoluto, il beneficio maggiore riguarda le «classi di reddito medio-alte, con un beneficio medio di circa 765 euro per i contribuenti con reddito imponibile tra i 42 mila e i 54 mila euro». Nella fascia tra i 54 mila e i 78 mila euro di reddito – dove cadono i «60 mila» citati da Fratoianni – il beneficio medio per contribuente è di 490 euro, la metà circa di quanto indicato dal segretario di Si (Grafico 1).
Grafico 1. Impatto della revisione dell’Irpef per classi di reddito – Fonte: Upb
Grafico 1. Impatto della revisione dell’Irpef per classi di reddito – Fonte: Upb
Non è chiara quale sia la fonte usata da Fratoianni, ma è probabile che il segretario di Si abbia usato le stime circolate sui giornali a novembre scorso, quindi prima dell’ufficializzazione della revisione sull’Irpef, secondo cui un reddito da 60 mila euro avrebbe beneficiato di 970 euro con la riforma.

Il verdetto

Secondo Nicola Fratoianni, grazie alle revisione dell’Irpef «chi guadagna 60 mila euro l’anno avrà mille euro in tasca in più ogni anno, non una tantum». Il segretario di Sinistra italiana esagera.

In base alle simulazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, chi ha un reddito tra i 42 e i 54 mila euro beneficierà in media di circa 765 euro l’anno, mentre chi ha un reddito tra i 54 e i 78 mila euro beneficerà in media di circa 490 euro.
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