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Draghi esagera la crescita degli impianti rinnovabili in Italia

| 01 luglio 2022
La dichiarazione
«Nei primi sei mesi di quest’anno sono stati già collegati alla rete, quindi producono energia elettrica, impianti di energia rinnovabile per circa tre volte e mezzo quello che è stato fatto negli ultimi quattro anni»
Fonte: Governo | 30 giugno 2022
Palazzo Chigi
Palazzo Chigi
Verdetto sintetico
Il presidente del Consiglio ha fatto confusione.
In breve
  • Secondo i dati di Terna pubblicamente disponibili, nei primi mesi del 2022 l’energia prodotta da nuovi impianti rinnovabili è già di per sé inferiore a quella del 2021. TWEET
  • È vero però che secondo le stime di Terna, nel 2022 sono attesi oltre 5 gigawattora da nuovi impianti di energia rinnovabile in esercizio, una cifra superiore a quella degli ultimi anni messa insieme. TWEET
Il 30 giugno, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato, tra le altre cose, delle questioni energetiche. Secondo Draghi, nella prima metà del 2022 in Italia sono stati «già collegati alla rete» nuovi impianti di energia rinnovabile, che «producono energia elettrica», in una quantità pari a «circa tre volte e mezzo quello che è stato fatto negli ultimi quattro anni». 

Il giorno precedente, in un’intervista al Corriere della Sera, anche il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani aveva fatto una dichiarazione simile. «Nei primi 6 mesi del 2022 – ha detto Cingolani – Terna ha registrato 5,3 gigawattora di nuovi allacciamenti (più altri 3 già richiesti per il 2023 e il 2024) contro i circa 2,3 gigawattora complessivi installati nel 2020 e nel 2021». Terna è la società che si occupa della gestione delle reti per la trasmissione dell’energia elettrica nel nostro Paese.

Abbiamo verificato che cosa dicono i numeri pubblicamente disponibili e la dichiarazione fatta da Draghi è esagerata, così come quella di Cingolani.

I dati sulle rinnovabili nel 2022

Le statistiche più aggiornate sui nuovi impianti di energia rinnovabile in Italia sono state pubblicate a inizio giugno dal Ministero della Transizione ecologica (Mite) e riguardano alcune stime di Terna aggiornate al mese di maggio. 

I dati pubblicamente disponibili mostrano in ogni caso dove sta l’esagerazione nella dichiarazione di Draghi. Secondo Terna, da gennaio ad aprile 2022 in Italia sono stati completati e attivati nuovi impianti di energia rinnovabile per 0,64 gigawattora, un dato già di per sé inferiore agli 1,36 gigawattora degli impianti entrati in esercizio soltanto nel 2021, come mostra il Grafico 1.
Grafico 1. Impianti rinnovabili in esercizio, autorizzati e vincitori d’aste per stato d’attivazione e data di esercizio (presunta) – Fonte: Mite, Terna
Grafico 1. Impianti rinnovabili in esercizio, autorizzati e vincitori d’aste per stato d’attivazione e data di esercizio (presunta) – Fonte: Mite, Terna
L’errore di Draghi è stato quello di confondere i nuovi impianti «già collegati alla rete» e operativi con le proiezioni di Terna sui nuovi impianti rinnovabili autorizzati, che si stima saranno collegati nei prossimi mesi di quest’anno. Secondo Terna, «nel 2022 sono già attesi oltre 5 gigawattora» da nuovi impianti di energia rinnovabile in esercizio. Questa cifra è in effetti un grande passo in avanti rispetto a quanto fatto negli anni precedenti: «In particolare, le entrate in esercizio di nuovi impianti rinnovabili attese entro il 2022 ammontano complessivamente a circa 2,5 volte il totale connesso nei due anni precedenti», ha sottolineato il Mite.

Ma a differenza di quanto detto da Draghi, questo non significa che i nuovi impianti siano già tutti operativi o lo saranno con certezza in un futuro prossimo, visto che ci sono diversi passaggi tra l’autorizzazione della richiesta di collegamento e l’allacciamento vero e proprio alla rete, come ha confermato a Pagella Politica l’ufficio stampa di Terna.

Nelle scorse settimane, lo stesso ministro Cingolani era stato più preciso, parlando in audizione alla Camera di nuove richieste di allacciamento alla rete per 5,1 gigawattora da impianti rinnovabili, e non di impianti già funzionanti e collegati. 

Il verdetto

Secondo Mario Draghi, nei primi sei mesi del 2022 «sono stati già collegati alla rete, quindi producono energia elettrica» nuovi impianti di energia rinnovabile «per circa tre volte e mezzo quello che è stato fatto negli ultimi quattro anni». Abbiamo verificato e il presidente del Consiglio esagera.

I dati a cui fa molto probabilmente riferimento Draghi non riguardano l’energia prodotta da impianti già in funzione, ma l’energia che secondo le stime di Terna sarà prodotta nel 2022 dagli impianti per cui è stata concessa l’autorizzazione, ma che non sono ancora tutti operativi.
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