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Sì, nel decreto “Semplificazioni” c’è una «sanatoria» per gli immigrati

| 13 luglio 2022
La dichiarazione
«Il governo introduce una sanatoria nel decreto “Semplificazioni”»
Fonte: Facebook | 13 luglio 2022
ANSA/ QUOTIDIANO DEL SUD
ANSA/ QUOTIDIANO DEL SUD
Verdetto sintetico
L’affermazione di Montaruli è sostanzialmente corretta.
In breve
  • Il decreto “Semplificazioni” facilita le procedure per l’assunzione di lavoratori stranieri. TWEET
  • Il testo prevede che possano essere assunti anche gli stranieri irregolari presenti in Italia prima del 1° maggio 2022. TWEET
  • In questo caso, con l’ottenimento del permesso di soggiorno, i reati e gli illeciti legati all’ingresso e al soggiorno illegale nel territorio nazionale vengono estinti. TWEET
Il 13 luglio la deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli ha criticato su Facebook la gestione dell’immigrazione da parte del governo, scrivendo che il cosiddetto “decreto Semplificazioni” ha introdotto una «sanatoria» per i migranti che arrivano in Italia in modo irregolare. «Fratelli d’Italia chiede di cancellare la norma», ha scritto Montaruli.

Il decreto “Semplificazioni”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 giugno, è entrato in vigore lo scorso 22 giugno e si trova al momento all’esame delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera per la conversione in legge. 

Abbiamo verificato e la deputata di Fratelli d’Italia ha sostanzialmente ragione.

Le agevolazioni per i lavoratori stranieri

Tra le altre cose, il decreto “Semplificazioni” contiene alcune misure per facilitare l’assunzione di lavori stranieri in Italia, nei limiti indicati dai decreti “Flussi” per il 2021 e per il 2022. Si tratta di decreti del presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) che stabiliscono per ogni anno quante persone non comunitarie possono entrare legalmente nel nostro Paese per  lavorare in diversi settori, come l’edilizia o l’autotrasporto. L’ultimo decreto “Flussi”, dello scorso dicembre, ha fissato a 69.700 il numero massimo di lavoratori non comunitari ammissibili per il 2021. La quota per il 2022 non è ancora stata decisa. 
Al momento, i datori interessati ad assumere questi lavoratori devono richiedere un “nulla osta” allo sportello unico per l’immigrazione competente per il proprio comune. Una volta ottenuto questo documento, il lavoratore può fare richiesta per il visto di ingresso in Italia e, una volta arrivato, firmare un contratto di soggiorno e richiedere poi il permesso di soggiorno lavorativo. Solo una volta effettuata la richiesta del permesso di soggiorno, il cittadino extracomunitario può effettivamente sottoscrivere un contratto di lavoro. 

Il decreto “Semplificazioni” modifica alcuni passaggi di questa procedura. II testo infatti riduce da 60 a 30 giorni il tempo massimo entro il quale le prefetture devono emettere il nulla osta richiesto dal datore di lavoro interessato ad assumere persone straniere, precisando che il documento sarà emesso con un meccanismo di «silenzio assenso» – come si legge nel testo all’esame della Camera – anche se la prefettura non fosse ancora riuscita ad eseguire i controlli entro il termine massimo. 

Inoltre, l’ottenimento del nulla osta autorizza immediatamente il cittadino a lavorare, senza dover attendere di presentare la domanda per il permesso di soggiorno (che comunque dovrà richiedere). Il testo riduce anche da 30 a 20 giorni il termine massimo per il rilascio del visto lavorativo. 

Il decreto “Semplificazioni” aggiunge poi un altro elemento importante: una volta ottenuto il nulla osta, i datori di lavoro potranno assumere anche persone straniere che al 1° maggio 2022 erano già presenti sul territorio italiano, sia in modo regolare che irregolare. Per lavoratori assunti con questa modalità, l’ottenimento del permesso di soggiorno di fatto annulla i reati o gli illeciti relativi all’ingresso e al soggiorno illegale nel territorio nazionale.

È questa la «sanatoria» a cui fa riferimento Montaruli che, ricapitolando, permetterebbe a stranieri irregolari arrivati in Italia prima del 1° maggio 2022 di essere assunti da datori di lavoro italiani e, quindi, regolarizzati. La presenza in Italia dovrà essere provata tramite «rilievi fotodattiloscopici», quindi con il rilevamento delle impronte digitali, o tramite una qualsiasi documentazione rilasciata da un ente pubblico. In ogni caso, le nuove norme non si applicano agli stranieri segnalati come non ammissibili nel territorio italiano, ai condannati per alcuni reati, come quelli legati agli stupefacenti o alla prostituzione, e alle persone che sono considerate una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato. 

Il disegno di legge spiega che le misure in questione sono state introdotte per far fronte alla «carenza di manodopera», un problema particolarmente sentito nel settore meccanico, metalmeccanico o delle telecomunicazioni, ma anche alimentare, del lavoro domestico e dell’assistenza alla persona. Queste attività, si legge nel testo, richiedono «profili professionali al momento non reperibili in misura congrua nel mercato del lavoro interno e che, pertanto, sollecitano un tempestivo ricorso ai flussi di lavoratori stranieri». La speranza del governo quindi è che i datori di lavoro siano incentivati ad assumere anche persone straniere pur di riempire le mancanze nel personale. 

Il verdetto

Secondo Augusta Montaruli, il decreto “Semplificazioni” «introduce una sanatoria» per gli immigrati. Abbiamo verificato e la deputata di Fratelli d’Italia ha sostanzialmente ragione. 

Il decreto semplifica le procedure per i datori di lavoro italiani che assumono persone straniere, anche se queste erano presenti in modo irregolare in Italia prima del 1° maggio 2022. In questo caso, con l’ottenimento del permesso di soggiorno i reati e gli illeciti relativi alla condizione di irregolarità vengono annullati.
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