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Vero: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia erano contro le trivelle

| 29 agosto 2022
La dichiarazione
«Forza Italia, Meloni, Lega erano contro le trivelle. Oggi chiedono più produzione nazionale»
Fonte: Corriere della Sera | 28 agosto 2022
ANSA
ANSA
Verdetto sintetico
Il leader di Azione ha sostanzialmente ragione.
In breve
  • Il programma della coalizione di centrodestra propone la «riattivazione» e la «nuova realizzazione di pozzi di gas naturale». TWEET
  • Nel 2016 la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni hanno fatto campagna elettorale per il sì al referendum contro le trivelle. TWEET
  • Forza Italia era più divisa, ma a livello locale hanno prevalso i sì, con il sostegno di esponenti di primo piano, come Giovanni Toti. TWEET
Il 28 agosto, in un’intervista con il Corriere della Sera, il leader di Azione Carlo Calenda ha criticato la coalizione di centrodestra sulla crisi energetica, dicendo che in passato Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia «erano contro le trivelle» per l’estrazione del gas naturale in Italia, mentre «oggi chiedono più produzione nazionale».

In effetti, il programma della coalizione di centrodestra in vista delle elezioni del 25 settembre propone il «pieno utilizzo delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e nuova realizzazione di pozzi di gas naturale in un’ottica di utilizzo sostenibile delle fonti».

In passato, come correttamente sottolineato da Calenda, Lega e Fratelli d’Italia la pensavamo diversamente, così come Forza Italia, che però è stata più divisa.

Il referendum del 2016

Oltre sei anni fa, il 17 aprile 2016, in Italia i cittadini sono stati chiamati alle urne per il referendum abrogativo sulle trivellazioni, per decidere se vietare, votando sì, il rinnovo delle concessioni per l’estrazione di gas e petrolio nei giacimenti esistenti entro le 12 miglia (circa 19,3 chilometri) dalla costa italiana. I sì, ossia i favorevoli al divieto, raggiunsero quasi l’86 per cento dei voti, ma il referendum non fu considerato valido perché non raggiunse il quorum. Al voto partecipò il 31,2 per cento degli aventi diritto, circa il 20 per cento in meno rispetto alla soglia del quorum, fissata al 50 per cento.

In quell’occasione, i tre partiti di centrodestra si schierarono per il sì, dunque contro le trivelle. Il giorno prima del voto, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni aveva scritto sui social: «Domani andrò a votare al referendum sulle trivelle e voterò sì». «Rivolgo un appello ai cittadini: non fate passare sottotraccia un referendum molto importante per la qualità del nostro ambiente e la difesa del nostro mare», aveva sottolineato Meloni. «Non andare a votare, come invita a fare Renzi [all’epoca presidente del Consiglio, ndr], sarebbe un aiuto ad alcune grandi lobby che sono legate a questo governo».

Sulla stessa linea era anche Matteo Salvini, leader della Lega (che a quel tempo si chiamava ancora Lega Nord). Pochi giorni prima del voto, Salvini aveva dichiarato: «Io domenica 17 vado a votare sì e spero che siano in tanti a farlo, perché il nostro petrolio è la nostra ricchezza, è il nostro paesaggio, l’agricoltura, il turismo, il mare, la pesca, e non qualche buco nell’acqua». Per sostenere la sua posizione, il leader della Lega era comparso in pubblico anche con una felpa, con su scritto: “Stop trivelle, vota sì”. 

Infine, veniamo a Forza Italia. Secondo l’agenzia stampa Ansa, il leader Silvio Berlusconi non era andato a votare, mentre a livello locale in diverse regioni la linea del partito era stata quella di votare per il sì. All’epoca, tra gli esponenti di primo piano di Forza Italia ad aver votato sì al referendum, c’era anche Giovanni Toti, il presidente della Regione Liguria. Oggi Toti è il leader di Italia al centro, che fa parte dei quattro partiti della lista Noi moderati, che ha sottoscritto il programma della coalizione di centrodestra.

Il verdetto

Secondo Carlo Calenda, in passato Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia «erano contro le trivelle» per l’estrazione del gas naturale in Italia, mentre «oggi chiedono più produzione nazionale». Abbiamo verificato e il leader di Azione ha sostanzialmente ragione. 

Il programma della coalizione di centrodestra propone la «riattivazione» e la «nuova realizzazione di pozzi di gas naturale». Nel 2016 la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni hanno fatto campagna elettorale per il sì al referendum contro le trivelle. Forza Italia era più divisa, ma a livello locale hanno prevalso i sì, con il sostegno di esponenti di primo piano, come Giovanni Toti.
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