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È vero che il bonus cultura è stato copiato da Francia, Spagna e Germania?

| 12 dicembre 2022
La dichiarazione
«Francia, Spagna e Germania hanno introdotto un “bonus cultura” esplicitamente ispirato dal nostro»
Fonte: Twitter | 9 dicembre 2022
ANSA
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Verdetto sintetico
L’ex ministro della Cultura ha ragione, anche se ci sono differenze tra i bonus.
In breve
  • Il bonus cultura italiano ha un valore di 500 euro: possono averlo tutti i neodiciottenni, senza soglie di reddito, e può essere speso senza limiti. TWEET
  • In Francia il Pass culture vale 300 euro, con una singola spesa massima di 100 euro per i beni digitali, mentre in Spagna il Bono cultural joven vale 400 euro. In Germania, il KulturPass da 200 euro sarà introdotto nel 2023, ma non potrà essere usato sulle grandi piattaforme digitali. TWEET
Il 9 dicembre l’ex ministro della Cultura Dario Franceschini (Partito democratico) ha criticato la proposta del governo Meloni, poi ritrattata, di cancellare il cosiddetto “bonus cultura”, un buono da 500 euro che i neodiciottenni possono spendere per l’acquisto di libri o per partecipare ad attività culturali. Secondo Franceschini, azzerare questo bonus è una «cosa assurda», visto che ha «esplicitamente ispirato» iniziative dello stesso tipo in Francia, Spagna e Germania. 

È davvero così? Abbiamo verificato se negli altri tre grandi Paesi dell’Unione europea esistono buoni simili al bonus cultura italiano. In breve la risposta è sì, anche se il bonus italiano è il più generoso e con meno vincoli.

Che cos’è il bonus cultura

In Italia il bonus cultura, chiamato anche “18app”, è stato introdotto dal governo Renzi con la legge di Bilancio per il 2016. All’inizio questo bonus, dal valore di 500 euro, era destinato solo a chi avrebbe compiuto 18 anni in quell’anno. Poi la misura è stata rinnovata di anno in anno con nuove risorse e dal 2022 è stata resa strutturale, ossia non più temporanea, dall’ultima legge di Bilancio del governo Draghi, con una spesa massima annua di 230 milioni di euro.

Come spiega il suo sito ufficiale, il bonus cultura è «un buono di 500 euro da spendere in cinema, musica e concerti, eventi culturali, libri, musei, visite a monumenti e parchi archeologici, teatro e danza, prodotti dell’editoria audiovisiva, corsi di musica, corsi di teatro e corsi di lingua straniera, nonché abbonamenti a quotidiani anche in formato digitale». Per un singolo acquisto non ci sono limiti di spesa e i nati nel 2003, che hanno compiuto 18 anni nel 2021, possono usare i soldi del bonus al massimo entro la fine di febbraio 2023. A oggi, non ci sono limiti di reddito per poter ottenere il buono, ma l’attuale ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha dichiarato che andrebbe introdotta «una soglia Isee che escluda persone appartenenti a famiglie con redditi elevati».

Secondo i dati ufficiali, dal 2016 al 2022 si sono iscritti all’iniziativa quasi 2,5 milioni di neodiciottenni, per un controvalore economico complessivo del bonus pari a quasi 1,1 miliardi di euro in sette anni.

Tornando alla dichiarazione di Franceschini, l’ex ministro della Cultura ha sostanzialmente ragione quando scrive che il bonus cultura italiano ha di fatto «esplicitamente ispirato» iniziative simili in Francia, Spagna e Germania. Esistono comunque differenze tra i vari bonus: in breve, in tutti e tre i Paesi non ci sono limiti di reddito per accedere al buono, ma quello italiano ha il valore più alto di tutti e con meno vincoli.

Il Pass culture in Francia

Nel 2019 la Francia ha introdotto, in via sperimentale in alcune aree del Paese, il cosiddetto Pass culture, promesso l’anno prima in campagna elettorale dal futuro presidente Emmanuel Macron. Il bonus è stato poi esteso su tutto il territorio nazionale nel 2021 e, sebbene sia simile nel principio al bonus cultura italiano, ha caratteristiche peculiari.

Innanzitutto, l’importo è più basso: i neodiciottenni in Francia hanno un buono da 300 euro, non da 500 euro, che può essere utilizzato nell’arco di due anni. Per i beni o i servizi digitali, è prevista una spesa massima di 100 euro. In più, in Francia possono usufruire del “Pass culture” gli adolescenti che hanno compiuto 15 anni (20 euro l’anno), 16 e 17 anni di età (30 euro l’anno), con le cifre accumulabili fino al diciottesimo anno di età. Anche le scolaresche possono avere risorse per partecipare ad attività artistiche e culturali. 

Lo scorso 19 ottobre, in un’audizione in Parlamento, la ministra della Cultura francese Rima Abdul-Malak ha difeso il Pass culture, criticato da alcuni parlamentari perché ci sarebbe poca trasparenza sui dati dell’iniziativa e perché spingerebbe verso una «politica culturale passiva», basata sui bonus e non su un’offerta culturale più attiva.

Il Bono cultural joven in Spagna

Con la legge di Bilancio per il 2022, il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez ha introdotto il cosiddetto Bono cultural joven, un bonus con un valore di 400 euro destinato a chi è nato nel 2004 e ha compiuto 18 anni nel 2022, per l’acquisto di beni e servizi culturali, dai libri ai videogiochi. I soldi vanno spesi entro un anno. 

Il 3 novembre il quotidiano spagnolo El País ha spiegato che nei primi dieci mesi del 2022 meno del 60 per cento dei diciottenni aveva fatto richiesta del bonus, a causa di alcuni problemi nella procedura per l’iscrizione all’iniziativa.

Il KulturPass in Germania

Infine, c’è la Germania, dove un “bonus cultura” non è ancora in vigore. Lo scorso 11 novembre la ministra della Cultura del governo federale Claudia Roth ha però annunciato che nel 2023 il Paese introdurrà il cosiddetto KulturPass, un buono da 200 euro per i neodiciottenni, da spendere in libri, concerti ed eventi a teatro. 

Questi soldi non potranno essere utilizzati sulle grandi piattaforme online, come Amazon o Spotify, e saranno introdotti limiti di spesa per i singoli acquisti. L’obiettivo è quello di favorire il commercio e gli eventi a livello locale.

Il verdetto

Secondo l’ex ministro della Cultura Dario Franceschini, eliminare il bonus cultura sarebbe una «cosa assurda» visto che «Francia, Spagna e Germania hanno introdotto un bonus cultura esplicitamente ispirato dal nostro». Abbiamo verificato se negli altri tre grandi Paesi dell’Unione europea esistono buoni simili al bonus cultura italiano: la risposta è sì, anche se quello italiano è il più generoso e con meno vincoli.

Il bonus cultura italiano ha un valore di 500 euro: possono averlo tutti i neodiciottenni, senza soglie di reddito, e può essere speso senza limiti. In Francia il Pass culture vale 300 euro, con una singola spesa massima di 100 euro, mentre in Spagna il Bono cultural joven vale 400 euro. In Germania, il KulturPass da 200 euro sarà introdotto nel 2023, ma non potrà essere usato sulle grandi piattaforme digitali.

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