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Berlusconi sbaglia due volte nel criticare la legge Severino

| 07 settembre 2022
La dichiarazione
«Sulla Severino è inammissibile – lo dice l’articolo 27 della Costituzione – che vi siano conseguenze sanzionatorie, come la decadenza per gli eletti, a fronte di sentenze non definitive»
Fonte: Avvenire | 7 settembre 2022
ANSA/CIRO FUSCO
ANSA/CIRO FUSCO
Verdetto sintetico
La critica di Berlusconi è sbagliata per due motivi.
In breve
  • In primo luogo, la legge Severino non prevede la decadenza per gli eletti condannati con sentenza non definitiva, ma la sospensione temporanea, al massimo per un anno e mezzo. TWEET
  • In secondo luogo, la Corte Costituzionale si è espressa proprio su questa norma, stabilendo che non viola la Costituzione, e più precisamente l’articolo 27. TWEET
Il 7 settembre, in un’intervista con Avvenire, il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha criticato la cosiddetta “legge Severino”, approvata nel 2012, che stabilisce l’incandidabilità e la decadenza dalle cariche pubbliche dei politici che hanno commesso alcune tipologie di reato. 

Secondo Berlusconi, «è inammissibile che vi siano conseguenze sanzionatorie, come la decadenza per gli eletti, a fronte di sentenze non definitive». A sostegno della sua tesi, l’ex presidente del Consiglio ha citato l’articolo 27 della Costituzione, in base al quale un «imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva».

La critica di Berlusconi è però sbagliata, per almeno due motivi.

Che cosa prevede la legge Severino

In base alla legge Severino, non possono essere candidati o decadono dalla carica di deputato, di senatore o di parlamentare europeo le persone condannate in via definitiva per reati particolarmente gravi, come mafia o terrorismo; per reati contro la pubblica amministrazione, come peculato, corruzione o concussione; e per delitti non colposi per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore a quattro anni.

Soltanto per gli amministratori locali, la legge Severino prevede la sospensione temporanea del mandato anche in caso di condanna non definitiva. La sospensione dall’incarico può durare al massimo un anno e mezzo. Da anni quest’ultimo aspetto è uno dei più criticati ed è stato usato dai promotori dei referendum della giustizia per abrogare la legge Severino, ma a giugno scorso il quesito referendario non ha raggiunto il quorum. 

Dunque, Berlusconi sbaglia quando dice che in base alla legge Severino ci può essere una «decadenza per gli eletti, a fronte di sentenze non definitive». In questo caso, può avvenire una sospensione dal proprio ruolo, e non una decadenza.

La questione costituzionale

Il presidente di Forza Italia ha citato anche la Costituzione per dire che la legge Severino è, a detta sua, «inammissibile». La Corte Costituzionale, ossia il principale organismo di garanzia costituzionale, ha però stabilito in una sentenza che le cose non stanno così. 

A ottobre 2021, la Corte ha dichiarato che non sono fondate le «questioni di legittimità costituzionale» sollevate dal Tribunale di Genova proprio sulla parte della legge Severino che stabilisce la sospensione temporanea degli amministratori locali condannati con sentenza non definitiva. Tra le altre cose, il Tribunale di Genova aveva citato proprio l’articolo 27 della Costituzione, quello indicato anche da Berlusconi, come giustificazione per poter ritenere incostituzionale le disposizioni della legge Severino. 

Secondo i giudici costituzionali, la sospensione prevista dalla legge Severino «non ha natura sanzionatoria, ma è una misura cautelare diretta a evitare che coloro che sono stati condannati anche in via non definitiva per determinati reati gravi o comunque offensivi della pubblica amministrazione rivestano cariche elettive, mettendo così in pericolo il buon andamento dell’amministrazione stessa e la sua onorabilità».

Il verdetto

Secondo Silvio Berlusconi, in base all’articolo 27 della Costituzione, è  «inammissibile» che la legge Severino preveda «conseguenze sanzionatorie, come la decadenza per gli eletti, a fronte di sentenze non definitive». In questa dichiarazione il presidente di Forza Italia commette almeno due errori.

In primo luogo, la legge Severino non prevede la decadenza per gli eletti condannati con sentenza non definitiva, ma la sospensione temporanea, al massimo per un anno e mezzo. In secondo luogo, la Corte Costituzionale si è espressa proprio su questa norma, stabilendo che non viola la Costituzione, e più precisamente l’articolo 27.
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