Roberto Fico

"In parlamento c'è una calma piatta, non accade nulla: l'ultimo esempio è l'emendamento appena presentato dal Movimento 5 stelle contro la legge Salva-Previti: Pd e Pdl hanno votato entrambi no e questo è incredibile. Lo scontro di cui leggiamo non c'è".

Pubblicato: 18 mar 2014
Data origine: 05 ago 2013
Macroarea istituzioni

Da segnalare la delusione del Presidente della Commissione di vigilanza Rai, Roberto Fico, dopo il mancato accoglimento dell'emendamento presentato da Andrea Colletti, deputato del M5S, al decreto legge n. 78/2013, recante disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena (cosiddetto decreto 'Svuota-Carceri'). In questa occasione, le forze di maggioranza avrebbero, a suo dire, votato compatte in senso contrario. Proprio così?

Prima di valutare il dato del voto, è utile accennare all'argomento di cui si sta trattando. Il decreto legge citato muoveva dall'urgente necessità di ridurre la popolazione detenuta, in considerazione anche della scadenza del termine di un anno, imposto dalla sentenza 'Torreggiani' della Corte europea dei diritti dell'uomo - su cui avevamo fatto il punto in questa precedente dichiarazione - per impedire le ripetute violazioni dell'art. 3 della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo, dovute alla situazione di sovraffollamento delle carceri italiane.

Durante l'assemblea del 5 agosto 2013, il deputato Andrea Colletti presentava, con riferimento al suddetto testo normativo, l'emendamento n. 2.13. Si trattava di una proposta di modifica finalizzata a cancellare il primo comma dell’articolo 47-ter dell’ordinamento penitenziario, aggiunto a suo tempo dalla legge n. 251/2005 (quella che, qui, Fico chiama “legge Salva-Previti”). Precisamente, la modifica mirava a cancellare la parte dell'articolo che prevedeva la possibilità, in assenza di particolari ipotesi inerenti determinati reati commessi o condizioni personali, di espiare la pena "nella propria abitazione o in altro luogo pubblico di cura, assistenza ed accoglienza, quando trattasi di persona che, al momento dell’inizio dell’esecuzione della pena, o dopo l’inizio della stessa, abbia compiuto i settanta anni di età".

La proposta veniva tuttavia bocciata dall’assemblea di Montecitorio con 321 'no' e 94 'sì', portando gli eletti M5S ad applaudire polemicamente verso i banchi del Pd, convinti che da lì fossero arrivati i voti contrari. Effettivamente, scorrendo la lista dei voti espressi, si nota che nessun voto favorevole proveniva dai banchi del Pd o del Pdl; al contrario, essi provenivano dalle fila del M5S (79), Lega Nord (13) e Gruppo Misto (2). Dunque, il resoconto compiuto da Roberto Fico in questa occasione è corretto!

Per completezza, si ricorda che il decreto legge in questione sarebbe stato successivamente convertito, nella seduta del giovedì 8 agosto 2013, nella legge 9 agosto 2013, n. 94, sui cui tratti fondamentali si può utilmente rinviare a questo commento.

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