Pubblicato: mercoledì 16 ottobre 2019
Photo: Ansa
Salvini contro Renzi, il fact-checking: votare, votare, votare

Il 15 ottobre 2019 Matteo Salvini e Matteo Renzi sono stati ospiti di Bruno Vespa a Porta a Porta (Rai1).

Abbiamo verificato il loro confronto, qui trovate i fact-checking relativi alle elezioni.


Umbria: Pd e M5s nemiciamici

Matteo Salvini ha fatto l’esempio dell’Umbria come di un luogo in cui Pd e M5s sono stati avversari fino a poco fa, per poi diventare alleati: «In Umbria si vota il 27 ottobre, in anticipo [...] perché hanno arrestato l’assessore alla Sanità del Pd, il segretario regionale del Pd e indagato il governatore del Pd, su denuncia dei 5 Stelle. [...] Con chi si alleano i 5 Stelle in Umbria? Col Pd» (-1:01:45).

Il caso dell’Umbria è già stato citato di recente da Salvini, che sui fatti citati ha ragione. Al voto del prossimo 27 ottobre M5s e Pd sostengono un candidato comune, l’imprenditore Vincenzo Bianconi. Il voto è anticipato perché ad aprile scorso sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità l’assessore regionale alla Salute Luca Barberini (Pd) e il segretario del locale Partito Democratico Giampiero Bocci, mentre la presidente della Regione Catiuscia Marini, anche lei del Pd, è indagata. Il M5s locale ha rivendicato i suoi meriti nell’aver fatto partire l’inchiesta con una denuncia risalente a tre anni prima.

Le prossime regionali

Matteo Salvini ha ricordato una serie di dati sulle prossime elezioni regionali: «Votano gli umbri il 27 ottobre, votano in Emilia-Romagna il 26 gennaio, probabilmente anche in Calabria, votano in Toscana, nelle Marche, in Puglia, in Campania, in Liguria, in Veneto… Quindi la metà degli italiani potrà scegliere di cambiare, perché sono quasi tutte, tranne Liguria e Veneto, amministrate dal Pd e dalla sinistra» (-50:43).

Salvini elenca correttamente le regioni in cui si voterà nei prossimi mesi: in Umbria le elezioni sono fissate per il 27 ottobre, in Emilia-Romagna per il 26 gennaio. Per le altre regioni, a partire dalla Calabria, la data del voto non è stata ancora fissata, ma tutte dovrebbero tenersi nel corso del 2020. La somma della popolazione di quelle regioni, secondo le stime Istat al 1° gennaio 2019, è di 28,8 milioni di persone: visto che il totale italiano alla stessa data è di 60,3 milioni, è corretto in prima approssimazione dire che andrà a votare più o meno «la metà degli italiani», come dice Salvini.

Chi vota in autunno

«La Spagna vota a novembre, la Polonia ha appena votato, l’Austria ha appena votato, la Gran Bretagna voterà» (-1:21:10), ha detto Salvini. L’ex ministro dell’Interno ha insistito su questo punto per dire che era possibile andare al voto anche subito dopo la crisi politica estiva. Ed è vero in effetti che ci sono Paesi europei, come Austria e Polonia, in cui si è votato in autunno.

L’Austria è andata alle urne in anticipo il 29 settembre 2019, dopo che a maggio scorso il vicecancelliere Heinz-Christian Strache (del Fpö, estrema destra austriaca) si era dovuto dimettere a causa di uno scandalo, aprendo la crisi di governo. Alle ultime elezioni ha vinto Sebastian Kurz del Partito popolare austriaco (Övp): il termine naturale del precedente mandato sarebbe stato nel 2022.

Anche la Polonia ha votato il 13 ottobre scorso: in questo caso si tratta della scadenza naturale del mandato, cominciato nel 2015. Ne è uscito vincitore, con il 45,8 per cento dei voti, Jaroslaw Kaczynski, storico leader dei sovranisti polacchi, a capo del Pis.

In Spagna invece si tornerà alle urne il prossimo 10 novembre: il Psoe di Pedro Sánchez infatti, dopo essere uscito vincitore dalle elezioni dell’aprile 2019 (ma senza però i seggi sufficienti per formare un governo da solo) ha tentato senza successo un accordo con Podemos. A pochi mesi dalla tornata elettorale precedente bisognerà quindi tornare alle urne.

Nel Regno Unito è possibile, anche se non certo, il ritorno alle urne anzitempo: infatti, il 4 e il 9 settembre 2019 il governo di Boris Johnson ha presentato due distinte mozioni alla House of Commons volte ad ottenere elezioni politiche anticipate. Entrambe le mozioni sono state respinte, in quanto non hanno raggiunto la maggioranza dei due terzi.

Salvini e Renzi a Porta a Porta: gli altri capitoli del nostro fact-checking

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