Pubblicato: mercoledì 25 agosto 2021
Photo: Ansa
Centrare l'obiettivo dell'80 per cento si può, ma non basta più

Il commissario all’emergenza Covid-19 Francesco Paolo Figliuolo, commentando i dati sulle vaccinazioni in aumento dopo il periodo estivo, il 24 agosto ha sostenuto in un comunicato che «l’obiettivo dichiarato a marzo di vaccinare l’80 per cento della popolazione over 12 anni sarà pienamente completato entro il 30 settembre».

Il generale degli Alpini, come vedremo, fa una previsione probabilmente realistica ma sul traguardo dell’«80 per cento» bisogna fare diverse considerazioni preliminari che, purtroppo, non consentono particolari trionfalismi.

L’obiettivo dichiarato a marzo

Abbiamo controllato ed è vero che il 30 marzo, in audizione di fronte alle commissioni Affari Sociali riunite di Senato e Camera, il commissario Figliuolo avesse dichiarato quell’obiettivo, del resto contenuto anche nel Piano vaccinale redatto proprio dal generale degli Alpini e datato 13 marzo.

All’epoca Figliuolo aveva però parlato (min. 1:23) genericamente di «conseguire la vaccinazione dell’80 per cento della popolazione entro il 30 settembre di quest’anno», senza un riferimento alla fascia over 12, quella che in base alle disposizioni attuali può essere vaccinata (ma sono attese novità in autunno circa la possibilità di vaccinare anche gli under 12).

Questa distinzione, come abbiamo spiegato ancora di recente, non è da poco. Facciamo un po’ di chiarezza.

80 per cento, ma di chi?

L’80 per cento della popolazione totale era stato individuato alcuni mesi fa come il traguardo da raggiungere per ottenere la cosiddetta immunità di gregge, anche a fronte della variante alfa (ex “inglese”, comparsa in Europa già nell’autunno 2020). Lo stesso Figliuolo nella sua audizione del 30 marzo, in cui aveva fissato il traguardo dell’80 per cento della popolazione, aveva esplicitamente parlato (min. 4:40) della necessità di arrivare a 500 mila dosi somministrate al giorno «per ottenere l’immunità di gregge a fine settembre». Parole che, come detto, riprendevano quanto scritto nel Piano vaccinale del 13 marzo.

L’80 per cento della popolazione italiana nel suo complesso è pari a circa 47,4 milioni di individui. L’80 per cento della popolazione over 12 è invece pari a 42,7 milioni di individui. La differenza è quindi di 4,7 milioni di persone, quasi un dodicesimo della popolazione complessiva.

Se si raggiungesse il traguardo dell’80 per cento della popolazione over 12 completamente immunizzata entro il 30 settembre, comunque non si raggiungerebbe la soglia dell’80 per cento della popolazione ipotizzata mesi fa per l’immunità di gregge: mancherebbero quasi 5 milioni di persone da vaccinare.

Anche l’80 per cento della popolazione probabilmente non basterà

Ma purtroppo i problemi non finiscono qui. Come abbiamo spiegato di recente, con la comparsa della variante delta (ex “indiana”) la soglia dell’immunità di gregge sembra si sia spostata al di sopra del 90 per cento, un traguardo possibile probabilmente solo vaccinando anche i bambini under 12. Anzi, secondo alcuni esperti non sarà proprio raggiungibile: troppo contagiosa la variante e non sufficiente (per quanto molto alta, circa l’85 per cento) l’efficacia dei vaccini nell’impedire il contagio (l’efficacia nel prevenire decessi e ricoveri è invece nettamente superiore, sopra al 95 per cento).

Dunque il traguardo dell’8o per cento della popolazione complessiva non sarà quasi certamente sufficiente per ottenere l’immunità di gregge. A maggior ragione non lo sarà quello dell’80 per cento di popolazione over 12.

Chiarito questo, vediamo ora a che condizioni si potrà raggiungere il traguardo dichiarato da Figliuolo il 24 agosto.

Quanti vaccini mancano per raggiungere l’80 per cento di over 12

Al 24 agosto, come riportato dalla struttura commissariale, in Italia i vaccinati completi contro la Covid-19 erano circa 36,5 milioni «oltre il 67,6 per cento la percentuale della popolazione over 12».

Per arrivare a 42,7 milioni di vaccinati completi mancano quindi circa 6,2 milioni di persone. Di queste possiamo ipotizzare che circa 2,5 milioni abbiano ricevuto la prima dose e siano in attesa della seconda (al 25 agosto i vaccinati con due dosi sono circa 36,7 milioni e quelli con una sola dose, e in attesa della seconda, 39,2 milioni circa). Per le restanti 3,7 milioni di persone saranno necessarie invece quasi certamente due dosi (il vaccino Johnson&Johnson, monodose, viene ormai utilizzato pochissimo).

Dunque possiamo ipotizzare, con un calcolo approssimativo, che servano circa 10 milioni di somministrazioni per arrivare ad avere 42,7 milioni di persone – pari all’80 per cento della popolazione over 12 – completamente immunizzate.

Dividendo questa cifra per i 37 giorni che vanno dal 24 agosto al 30 settembre, si ottiene una media giornaliera pari a poco più di 270 mila somministrazioni.

La media dell’ultima settimana, come riporta il nostro collaboratore esperto di numeri della pandemia Lorenzo Ruffino, è stata di circa 223 mila somministrazioni. Bisogna però anche considerare che, come segnala la struttura commissariale, nelle due settimane intorno a Ferragosto c’è stato un «calo fisiologico», considerato che molte persone erano in ferie e non hanno preso appuntamento per vaccinarsi in quelle date. I numeri dell’inizio di questa settimana sono più alti: 303 mila lunedì 23 agosto e (dati non consolidati, dunque destinati ad aumentare) oltre 262 mila martedì 24 agosto.

Se poi guardiamo alla media settimanale registrata prima della settimana che precede Ferragosto, il dato era pari a oltre 400 mila somministrazioni. Dunque possiamo dire che nel complesso la previsione di Figliuolo sia credibile.

In conclusione

Per concludere possiamo dire che il commissario straordinario all’emergenza Covid-19, il generale Figliuolo, fa una previsione realistica quando dice che entro fine settembre sarà stato completamente immunizzato l’80 per cento della popolazione over 12 in Italia. Servirà infatti somministrare circa 270 mila vaccini al giorno, un numero credibile guardando ai numeri della campagna vaccinale.

Figliuolo commette tuttavia un’imprecisione quando dice che quello era l’obiettivo fissato a marzo: nell’audizione del 30 di quel mese in Parlamento aveva parlato di 80 per cento della popolazione, senza riferimento alla fascia d’età.

Questa non è una differenza solo formale: tra vaccinare l’80 per cento della popolazione totale e l’80 per cento della popolazione over 12 passa una differenza di quasi 5 milioni di individui.

Tuttavia, come detto, la soglia dell’80 per cento è oramai ritenuta inefficace per ottenere l’immunità di gregge, a causa della contagiosità della variante delta e della minore efficacia dei vaccini contro di essa. La soglia è probabilmente superiore al 90 per cento e forse non è proprio possibile raggiungere l’immunità di gregge. A maggior ragione sarà quindi fondamentale vaccinare quante più persone possibile, considerando l’elevata efficacia dei vaccini nel prevenire ospedalizzazioni e decessi.

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