Il governo non sa qual è il tetto al contante per gli stranieri

Per difendere l’aumento della soglia a 5 mila euro, Giorgia Meloni e altri esponenti dell’esecutivo dicono che questa misura favorirebbe i turisti. Ma per loro il tetto al contante è già fissato a 15 mila euro
ANSA
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Da settimane, uno degli argomenti più utilizzati dal governo per difendere l’aumento del limite all’uso del contante a 5 mila euro è il seguente: visto che alcuni Paesi europei, come Germania e Austria, non hanno un tetto al contante, i turisti che vogliono pagare in contanti preferirebbero andare lì, e non in Italia. Il 4 dicembre, in un video pubblicato sui social, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha per esempio dichiarato (min. 9:53) che «chi ha contanti da spendere, magari stranieri, preferisce andare a farlo in altre nazioni perché in Italia non si può fare». Il giorno seguente, il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha risposto alle critiche della Banca d’Italia, secondo cui l’aumento del tetto al contante sfavorisce la lotta all’evasione, dicendo che un tetto troppo basso blocca «gli acquisti da tanti stranieri che sono abituati a utilizzare il contante».

Queste dichiarazioni ignorano un fatto non da poco: oggi in Italia, infatti, è già in vigore una deroga che permette agli stranieri di fare acquisti fino a 15 mila euro usando i contanti.

Il tetto al contante per i turisti stranieri

Al momento in Italia, in base a un decreto legislativo del 2007 modificato più volte nel corso degli anni, sono vietati (art. 49, co. 3-bis) i pagamenti in contanti superiori ai 2 mila euro. In base alle regole vigenti, dal 1° gennaio 2023 questa soglia dovrebbe scendere a mille euro, ma il disegno di legge di Bilancio per il prossimo anno, approvato dal governo Meloni e ora all’esame della Camera, propone (art. 69) di alzare questa soglia a 5 mila euro. Questo nuovo limite diventerà legge se il testo sarà approvato da entrambi i rami del Parlamento entro la fine dell’anno, senza modifiche.

Come abbiamo visto, Meloni e altri esponenti del governo difendono la loro proposta, dicendo che, tra le altre cose, favorirà gli acquisti dei turisti. Una deroga all’attuale tetto al contante fissato a 2 mila euro, che riguarda i cittadini stranieri, è però già in vigore. In base a una norma contenuta nel decreto-legge del 2012, modificata l’ultima volta con la legge di Bilancio per il 2019, per le persone che hanno una «cittadinanza diversa da quella italiana» e che sono residenti fuori dall’Italia il tetto al contante è elevato (art. 3) a «15 mila euro» per l’acquisto di beni e servizi legati al turismo. Tra le attività commerciali interessate ci sono, per esempio, i commercianti al dettaglio e gli alberghi (art. 22), nonché le agenzie di viaggio e di turismo (art. 74). 

Per usufruire del tetto al contante a 15 mila euro devono essere comunque rispettati due vincoli, oltre a quello della cittadinanza dell’acquirente. Da un lato, il venditore, al momento della vendita, deve acquisire una fotocopia del passaporto dell’acquirente e un’autocertificazione dove quest’ultimo attesi che non è cittadino italiano e che ha la residenza fuori dall’Italia. Dall’altro lato, nel primo giorno feriale successivo a quello della vendita, il commerciante deve versare il denaro contante incassato in un conto corrente a lui intestato presso un operatore finanziario, per permettere la comunicazione dell’operazione all’Agenzia delle entrate.

Ricapitolando: il governo Meloni difende l’aumento del tetto al contante a 5 mila euro dicendo che questa scelta favorirebbe gli acquisti dei turisti stranieri. A oggi, però, nel nostro Paese chi non ha la cittadinanza italiana ed è residente all’estero può fare acquisti in contanti fino a 15 mila euro.

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