Breve ripasso sui “governi balneari”

Da dove viene questa curiosa espressione della politica italiana e quali sono stati gli esempi più famosi
Ansa
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Se mercoledì 20 luglio il presidente del Consiglio Mario Draghi confermerà le sue dimissioni, in uno degli scenari possibili il presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbe favorire la creazione di un nuovo governo, che giornalisti e politici hanno già iniziato a chiamare con il nome di “governo balneare”. Con questa espressione, si fa generalmente riferimento a un governo di breve durata, guidato dallo stesso Draghi o da un altro tecnico, che resti in carica per traghettare di fatto il Paese verso eventuali elezioni anticipate in autunno.

Facendo un passo indietro nel tempo, quando si è iniziato a parlare per la prima volta di “governi balneari” in Italia? E quali sono stati i casi più famosi?

In origine fu Andreotti

L’ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti, storico esponente della Democrazia cristiana, è stato uno dei primi politici a utilizzare l’espressione “governo balneare”. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa il 17 luglio 1951, dopo le dimissioni dell’allora presidente del Consiglio Alcide De Gasperi (Dc), Andreotti, che all’epoca era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, escluse la possibilità di un governo balneare per risolvere la crisi innescata quell’estate dalle dimissioni di De Gasperi. «Alla domanda “Crisi o rimpasto?” (Andreotti, ndr) ha infatti detto allusivamente: “Non si può fare un governo balneare”, facendo così intendere che non sarebbe stata adottata una soluzione di carattere provvisorio», si legge nelle pagine del quotidiano. 
Immagine 1. La prima pagina de La Stampa del 17 luglio 1951 – Fonte: Archivio storico La Stampa
Immagine 1. La prima pagina de La Stampa del 17 luglio 1951 – Fonte: Archivio storico La Stampa
Come auspicato da Andreotti, la crisi dell’allora sesto governo De Gasperi, sostenuto dalla Dc, dal Partito socialdemocratico italiano (Psdi) e dal Partito repubblicano italiano (Pri), non portò alla formazione di un esecutivo di breve durata. Il 25 luglio 1951, De Gasperi accettò dall’allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi l’incarico di formare un nuovo governo, sostenuto dalla Dc e dal Pri. Il settimo governo De Gasperi entrò in carica il giorno successivo e durò quasi due anni, fino al 7 luglio del 1953.

I primi governi balneari

Uno dei primi esempi di governo balneare è stato quello guidato tra luglio e dicembre del 1963 dal democristiano Giovanni Leone, poi presidente della Repubblica dal 1971 al 1978. All’epoca, il primo governo Leone, sostenuto solamente dalla Democrazia cristiana, nacque il 21 giugno 1963 dopo che il segretario del partito Aldo Moro fallì nel tentativo di formare un governo di centrosinistra sostenuto, oltre che dalla Dc, anche dal Psdi, dal Pri e, per la prima volta, dal Partito socialista italiano (Psi).
Immagine 2. La prima pagina de L’Unità del 21 giugno 1963 – Fonte: Archivio storico L’Unità
Immagine 2. La prima pagina de L’Unità del 21 giugno 1963 – Fonte: Archivio storico L’Unità
L’esecutivo guidato da Leone rimase in carica per quasi sei mesi, fino al 4 dicembre, e i quotidiani dell’epoca, tra i quali L’Unità, lo chiamarono anche con il nome di “governo d’affari”, ossia un governo nato per portare a termine le scadenze più incombenti. 

Un altro governo balneare nacque cinque anni dopo, nell’estate del 1968. Anche in quel caso, a guidare l’esecutivo fu il democristiano Leone, che venne incaricato di formare un governo di transizione dopo che l’ex ministro dell’Interno Mariano Rumor, esponente democristiano, non riuscì a formare un esecutivo sostenuto anche dal Psi. Il governo Leone II, supportato dalla sola Dc, entrò in carica il 24 giugno 1968 e durò per sei mesi, fino al 12 dicembre. In quell’occasione alcuni quotidiani, tra i quali La Stampa, definirono il secondo governo Leone anche come un “gabinetto d’attesa”. 
Immagine 3. Il titolo di un articolo de La Stampa sulla figura di Giovanni Leone del 26 giugno 1968. Fonte: Archivio storico La Stampa
Immagine 3. Il titolo di un articolo de La Stampa sulla figura di Giovanni Leone del 26 giugno 1968. Fonte: Archivio storico La Stampa
Negli anni successivi, altri esempi di governi nati nei mesi estivi e di breve durata furono il secondo governo Rumor (5 agosto 1969-27 marzo 1970) e il secondo governo Spadolini (23 agosto 1982-1° dicembre 1982).

La scomparsa dei governi balneari

Discorso diverso vale invece per la cosiddetta “seconda repubblica”. Dal 1992 a oggi, i governi nati durante i mesi estivi sono stati tre, ma in nessuno di questi casi si è trattato di un governo balneare, complice anche la durata più lunga degli esecutivi rispetto al passato. 

È questo il caso del primo governo Amato (nato il 28 giugno 1992 e rimasto in carica per quasi dieci mesi), del secondo governo Berlusconi (nato l’11 giugno 2001 e rimasto in carica per quasi quattro anni) e del primo governo Conte (nato il 1° giugno 2018 e rimasto in carica per più di un anno). 
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