Quando Salvini e Renzi erano contro il Ponte sullo Stretto

Oggi i leader di Lega e Italia viva sono tra i principali sostenitori dell’opera, ma fino a pochi anni fa la criticavano
ANSA
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Negli ultimi giorni, il nome del leader della Lega Matteo Salvini è circolato come possibile futuro ministro delle Infrastrutture in un governo guidato dalla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Il 17 ottobre, ospite a Quarta repubblica su Rete 4, Salvini non ha escluso (min. 6:58) questa ipotesi, dicendo che gli «piacciono le sfide» per «fare qualcosa di utile» all’Italia. Tra le altre cose, il leader della Lega ha sottolineato la necessità di costruire un’opera in particolare, il ponte sullo Stretto di Messina, la cui realizzazione è stata promessa dalla coalizione di centrodestra nel suo programma elettorale.

Salvini non è però stato sempre favorevole al ponte sullo Stretto, anzi. Fino a pochi anni fa, il leader della Lega non riteneva che l’opera fosse prioritaria. E a sostegno della sua posizione, citava quanto detto in passato dall’attuale leader di Italia viva Matteo Renzi, un tempo contrario e oggi tra i favorevoli alla costruzione del ponte.

Che cosa diceva Salvini sul ponte sullo Stretto

Andando indietro nel passato, si trovano varie dichiarazioni in cui Salvini si è mostrato molto dubbioso o esplicitamente contrario alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. 

A settembre 2015, ospite a Sky Tg24, il leader dell’allora Lega Nord aveva dichiarato di aver avuto «tantissimi dubbi sull’utilità e i costi» dell’opera, suggerendo di organizzare un referendum in Sicilia e Calabria per chiedere ai cittadini, «costi alla mano, se lo vogliono o no». Pochi mesi dopo, a gennaio 2016, una nota dell’ufficio stampa del partito aveva ribadito che «più volte», in precedenza, Salvini aveva espresso «profonde criticità sull’opera».

Proprio nel 2016 il ponte sullo Stretto di Messina era tornato d’attualità nel dibattito politico italiano alla fine del mese di settembre, quando l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi ne aveva rilanciato la possibile costruzione, di cui in Italia si parla da oltre 50 anni. Il 1° ottobre 2016, intervistato a L’aria che tira su La7 sulla questione, Salvini aveva dichiarato che «ci sono parecchi ingegneri che dicono» che il ponte «non sta in piedi». «Non vorrei spendere qualche miliardo di euro per un ponte in mezzo al mare quando sia in Sicilia che in Calabria i treni non ci sono e vanno a binario unico», aveva aggiunto il leader della Lega Nord. «Aveva ragione Renzi, quando era un altro Renzi, nella vita precedente, quando diceva: “Quei soldi usiamoli per sistemare le scuole”. Sono d’accordo con il Renzi vero e non con il Renzi falso».

Secondo il rapporto Pendolaria 2022, realizzato da Legambiente, ancora oggi l’85 per cento della rete ferroviaria in Sicilia è a binario semplice, ossia è percorsa dai treni nei due sensi di marcia, e in Calabria il 69,6 per cento. Ma a quali parole di Renzi faceva riferimento Salvini, ormai sei anni fa?

Che cosa diceva Renzi sul ponte sullo Stretto

Anche l’attuale leader di Italia non ha sempre visto con entusiasmo la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

A novembre 2010, per esempio, Renzi – che all’epoca era sindaco di Firenze – aveva presentato alla stazione Leopolda la “Carta di Firenze”, una sorta di manifesto politico con cui il futuro presidente del Consiglio voleva “rottamare” la vecchia classe dirigente del Paese. Tra le varie cose, nella Carta si leggeva: «Ci accomuna il bisogno di cambiare questo Paese, […] che preferisca la banda larga al ponte sullo Stretto». 

A ottobre 2012, durante la campagna per le primarie per diventare segretario del Partito democratico, che videro poi la vittoria di Pierluigi Bersani, Renzi aveva dichiarato a un evento in Abruzzo: «Oggi leggevo che nel governo è ripartita la discussione se mettere o no 8,5 miliardi di euro per il ponte di Messina. Ma li mettano nelle nostre scuole, li mettano per l’edilizia scolastica, che non è degna di un Paese civile. Li mettano sulle cose concrete, anziché sui grandi progetti faraonici».

Una volta diventato presidente del Consiglio, nel 2014, Renzi ha poi cambiato idea, così come Salvini, che con il progressivo aumento dei consensi della Lega sul territorio nazionale ha iniziato a sposare la causa per la costruzione del ponte sullo Stretto.

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