Il piano per ridurre i consumi di gas, in quattro punti

Diversificazione, riscaldamenti, sensibilizzazione: come il Ministero per la Transizione ecologica punta a risparmiare più di 8 miliardi di metri cubi di gas
ANSA/ UFFICIO STAMPA
ANSA/ UFFICIO STAMPA
Il 5 settembre il Ministero per la Transizione ecologica (Mite), guidato da Roberto Cingolani, ha pubblicato il “Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale”, un documento di 15 pagine con alcune misure pensate per risparmiare gas ed evitare «il più possibile» un eccessivo svuotamento degli stoccaggi nazionali nel corso della stagione invernale. 

Il governo si sta quindi preparando a fronteggiare possibili difficoltà nell’approvvigionamento del gas, causate principalmente dal conflitto in Ucraina e dalla conseguente necessità di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia, da cui nel 2021 l’Italia ha importato il 40 per cento del gas naturale. 

Il contesto europeo

Lo scorso luglio, i ministri dell’Energia dei vari Paesi dell’Unione europea hanno trovato un accordo comune, secondo cui tra il 1° agosto 2022 e il 31 marzo 2023 la domanda di gas naturale dovrà essere ridotta volontariamente di almeno il 15 per cento rispetto alla media dei cinque anni precedenti, per «prepararsi a eventuali interruzioni delle forniture dalla Russia». Se si dovesse verificare una situazione di particolare emergenza, la riduzione della domanda da volontaria diventerebbe obbligatoria. 

Per l’Italia, secondo il Mite, una riduzione del 15 per cento implicherebbe un risparmio di 8,2 miliardi di metri cubi di gas naturale. Il nostro Paese potrebbe però beneficiare di alcune agevolazioni, per esempio grazie al buon livello di riempimento degli stoccaggi raggiunto, che farebbero diminuire la riduzione richiesta dal 15 per cento al 7 per cento, pari circa a 3,6 miliardi di metri cubi di gas. In via precauzionale, il piano del Mite punta comunque all’obiettivo del 15 per cento.

Il piano si compone di due misure fondamentali: l’incremento della produzione termoelettrica con combustibili diversi dal gas e il contenimento del riscaldamento invernale. Queste sarebbero sufficienti per risparmiare il 7 per cento del gas naturale. Inoltre, il progetto prevede anche una serie di misure «comportamentali», che promuovano «comportamenti consapevoli e intelligenti nel consumo di gas e di energia elettrica» da parte dei cittadini, e risultino quindi in un ulteriore risparmio.
Figura 1. Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas – Fonte: Mite
Figura 1. Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas – Fonte: Mite

La diversificazione della produzione di energia

In primo luogo, il Mite punta a diversificare la produzione di energia elettrica sfruttando combustibili diversi dal gas naturale, come il carbone o l’olio combustibile. 

Secondo le stime, l’attivazione di queste misure permetterebbe di risparmiare 2,1 miliardi di metri cubi di gas naturale.

Il contenimento del riscaldamento

Il governo intende anche ridurre, tramite azioni amministrative, l’uso del riscaldamento. In particolare, nei locali industriali questi potranno arrivare al massimo a 17°C, e a 19°C in tutti gli altri edifici (salvo le «utenze sensibili», come gli ospedali e le case di riposo). La data di accensione dei caloriferi sarà posticipata di otto giorni, quella di spegnimento sarà anticipata di sette giorni, e anche il limite di utilizzo giornaliero sarà ridotto di un’ora, mantenendo le distinzioni in vigore per le diverse zone climatiche in cui è divisa l’Italia. 

Complessivamente, secondo le stime del Mite, queste misure permetteranno di risparmiare 3,2 miliardi di metri cubi di gas. 

Le misure comportamentali

Il Piano del Mite prevede anche alcune iniziative di sensibilizzazione che suggeriscano ai cittadini «comportamenti virtuosi» da adottare per ridurre i consumi. Tra questi, c’è per esempio la riduzione della durata e della temperatura delle docce, l’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno, l’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico, la riduzione delle ore di accensione delle lampadine e via dicendo. Queste iniziative, che dovrebbero essere «a costo zero» per lo Stato, potrebbero far risparmiare 2,7 miliardi di metri cubi di gas. 

Il Ministero menziona anche alcune soluzioni che richiedono un investimento da parte dei cittadini, come per esempio l’acquisto di elettrodomestici efficienti da un punto di vista energetico, l’installazione di pannelli solari termici o la sostituzione delle lampadine tradizionali con quelle a led. Queste porterebbero a un ulteriore risparmio stimato in 200 milioni di metri cubi di gas.
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