Quali sono le differenze tra le varie manifestazioni per la pace

Alcune si sono già tenute, altre sono in programma per le prossime settimane: hanno visto o vedranno la partecipazione di alcuni partiti, divisi però su come dovrebbe concludersi la guerra in Ucraina
ANSA/CLAUDIO PERI
ANSA/CLAUDIO PERI
Nel corso delle ultime settimane sono state organizzate in tutta Italia alcune manifestazioni a favore della pace in Ucraina e altre sono in programma per le prossime settimane. Da Milano a Napoli, i partiti di centro e di centrosinistra hanno finora aderito a iniziative diverse, e in alcuni casi contrapposte tra loro. Al momento, invece, i partiti della coalizione di centrodestra non hanno aderito ad alcuna iniziativa.  

In che cosa consistono queste manifestazioni per la pace, quali sono i loro obiettivi e da chi sono organizzate? Abbiamo fatto il punto della situazione.

Il presidio davanti all’ambasciata russa

Una prima manifestazione per la pace in Ucraina si è tenuta il 13 ottobre nei pressi dell’ambasciata russa a Roma ed è stata organizzata dal Movimento europeo azione non violenta (Mean), un progetto per la «costruzione della pace e l’assistenza umanitaria in Ucraina», lanciato a sua volta da un gruppo di quasi 40 organizzazioni della società civile. 

Come dichiarato da Mean, la manifestazione del 13 ottobre chiedeva, tra le altre cose, il cessate il fuoco immediato, il ritiro delle truppe russe dal territorio ucraino e il riconoscimento della «piena indipendenza e autonomia» dell’Ucraina dalla Russia nei «confini riconosciuti dalla comunità internazionale prima del 2014», quindi includendo anche i territori annessi illegittimamente dalla Russia negli ultimi anni. Il movimento chiedeva inoltre lo stop all’escalation nucleare, l’istituzione di «Commissione internazionale di Verità e Riconciliazione», il riconoscimento della libertà di parola ai dissidenti russi e la cooperazione per il disarmo.

Oltre a numerose associazioni del terzo settore, al presidio hanno partecipato anche alcuni esponenti del Partito democratico e di Azione, tra cui i rispettivi leader Enrico Letta e Carlo Calenda. Era assente invece il Movimento 5 stelle. 

Inoltre, lo stesso giorno, il Partito democratico aveva anche organizzato un presidio davanti all’ambasciata iraniana della capitale per protestare contro la morte di Mahsa Amini, una ragazza di 22 anni arrestata il 13 settembre a Teheran perché non indossava correttamente il velo e poi uccisa dalle violenze della “polizia religiosa” del Paese, che si occupa di controllare il rispetto dei codici di abbigliamento in vigore in Iran. 

La manifestazione a Napoli, il 28 ottobre

A inizio ottobre, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, del Partito democratico, ha annunciato l’intenzione di organizzare il prossimo 28 ottobre, a Napoli, una manifestazione per la pace. De Luca ha dichiarato che l’obiettivo dell’evento è quello di promuovere «un cessate il fuoco in Ucraina della durata di un mese, per consentire a istituzioni di governo e statali o singole personalità di mettere in campo una concreta iniziativa di pace». 

La manifestazione sarà aperta ad «associazioni, istituzioni pubbliche, culturali e religiose». «Alla manifestazione sono invitati a partecipare tutti, più si allarga la partecipazione meglio è: se ci sono altre iniziative in direzione della pace va benissimo, non c’è nessun recinto chiuso», ha detto De Luca parlando con la stampa. Per l’organizzazione e la gestione dell’evento, la Regione Campania ha stanziato 300 mila euro.

Nel corso di un incontro organizzativo tra la regione e il comune di Napoli, riportato da Repubblica, l’amministrazione della città ha dichiarato che si attende la presenza di 20 mila persone, e la regione ha messo a disposizione 400 pullman per portare sul posto studenti e manifestanti.

Intanto, il console ucraino a Napoli Maksym Kovalenko ha scritto una lettera a De Luca in cui chiede che, durante la manifestazione, siano messe in evidenza le colpe della Russia e il ruolo di vittima dell’Ucraina. «Ogni voce a sostegno della pace è importante, ma per favore si eviti di confondere l’aggressore con la vittima dell’aggressione e scaricare la colpa del criminale alla parte che lo combatte», ha scritto Kovalenko. 

Secondo quanto riportato da Repubblica, il Partito democratico, di cui De Luca fa parte, ha sostenuto l’iniziativa, mentre il Movimento 5 stelle ha preso le distanze. Molto critico anche il centrodestra, che quindi non parteciperà. 

Le manifestazioni contrapposte del 5 novembre

Altre due grandi manifestazioni sono in programma per sabato 5 novembre. La prima è stata organizzata a Roma dalla Rete italiana pace e disarmo e fa parte della mobilitazione collettiva Europe for peace, una serie di iniziative promosse da una rete di associazioni nazionali e locali che chiedono la fine delle ostilità tra Russia e Ucraina e l’inizio di un negoziato di pace tra le parti.

Nel manifesto ufficiale diffuso dagli organizzatori della manifestazione, pubblicato anche dal quotidiano cattolico Avvenire, si sottolinea come l’obiettivo dei manifestanti sia quello di «promuovere una soluzione politica del conflitto, mettendo in campo tutte le risorse e i mezzi della diplomazia al fine di far prevalere il rispetto del diritto internazionale, portando al tavolo del negoziato i rappresentanti dei governi di Kiev e di Mosca, assieme a tutti gli attori necessari per trovare una pace giusta». La posizione ideologica del comitato promotore della manifestazione è quindi fortemente contraria all’invio di armi in Ucraina da parte dell’Italia, e si pone in contrasto con quanto fatto finora dal governo italiano. 

Non a caso alla manifestazione parteciperà anche il Movimento 5 stelle, un partito da tempo critico nei confronti dell’invio di materiale bellico in Ucraina. «In questi giorni sentiamo parlare solo di armi, ma le ipotesi di negoziato e le speranze di pace sembrano non scaldare i cuori della politica e dei media mainstream», ha dichiarato il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte in un video, annunciando la partecipazione del suo partito alla manifestazione.

Altre forze politiche, che invece sostengono convintamente la linea del governo italiano uscente e dell’Unione europea sul sostegno all’Ucraina, non hanno dato il loro sostegno alla manifestazione in programma a Roma. È questo il caso di Azione e Italia viva, che per il 5 novembre hanno organizzato una sorta di manifestazione parallela a Milano. Il segretario di Azione Carlo Calenda ha infatti commentato il video di Conte su Twitter annunciando la “contromanifestazione” di Milano: «La pace non può nascere dalla resa degli ucraini. “Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore”», ha scritto Calenda citando il “discorso agli ateniesi” di Pericle riportato dallo storico greco Tucidide. Il segretario di Azione ha poi invitato alla manifestazione il Partito democratico, Più Europa e il sindaco di Milano Beppe Sala, che però al momento non hanno ancora comunicato se intendono o meno aderire all’iniziativa.

Le altre manifestazioni

Oltre agli eventi principali, in questi giorni si sta svolgendo una lunga serie di manifestazioni minori in varie città italiane. Il 15 ottobre, per esempio, in piazza Duomo a Milano si è tenuta una manifestazione organizzata da Unione popolare, il movimento di sinistra guidato dall’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris. A questa manifestazione hanno partecipato anche esponenti di Potere al popolo, Rifondazione comunista e dei Giovani comunisti, tutti movimenti che hanno sostenuto Unione popolare alle elezioni politiche del 25 settembre. Durante l’evento, alcuni rappresentanti di Unione popolare hanno chiesto non solo «la pace», ma anche lo stop all’invio di armi all’Ucraina e «un cambio di rotta della politica internazionale», in particolare per quanto riguarda la Nato e l’Unione europea. 

Sinistra Italiana ha aderito invece alla manifestazione per la pace in programma il 22 ottobre ad Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, organizzata da Europe for peace. Il comune friulano è da anni luogo di manifestazioni simili dal momento che sul suo territorio si trova un’importante base militare dell’aeronautica statunitense. Più nel dettaglio, i promotori della manifestazione di Aviano chiedono che la guerra sia fermata attraverso «una soluzione negoziale», e fermando l’invio di armi in Ucraina da parte dell’Italia. «Occorre invece che il nostro paese, l’Europa, le Nazioni Unite operino attivamente per favorire il negoziato e avviino un percorso per una conferenza internazionale di pace che, basandosi sul concetto di sicurezza condivisa, metta al sicuro la pace anche per il futuro», si legge nel comunicato di adesione sul sito della sezione friulana di Sinistra italiana.

Molte altre manifestazioni minori sono in programma in città più piccole: un elenco aggiornato è disponibile sul sito di Sbilanciamoci, una rete di organizzazioni della società civile interessate, tra le altre cose, ai temi della pace e del disarmo. 

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