La ministra Lamorgese ha dato numeri «falsi» sui migranti?

Il 24 marzo, in un’intervista pubblicata sull’edizione cartacea di Repubblica, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha dichiarato che da settembre 2019 l’accordo di Malta sui migranti ha permesso di «trasferire in Europa 987 richiedenti asilo, l’89 per cento degli sbarcati in Italia» (Figura 1).
Figura 1. Il virgolettato di Lamorgese riportato da Repubblica nell’edizione cartacea del 24 marzo 2021
Figura 1. Il virgolettato di Lamorgese riportato da Repubblica nell’edizione cartacea del 24 marzo 2021
Dopo poche ore il senatore di Fratelli d’Italia Giovambattista Fazzolari ha scritto su Twitter che i dati forniti da Lamorgese a Repubblica sono «falsi», perché i ricollocamenti corrisponderebbero al 2,5 per cento dei migranti arrivati in Italia e non all’89 per cento. La dichiarazione del senatore è stata poi ripresa anche dai profili social ufficiali del suo partito.

Abbiamo verificato e per come è riportato il virgolettato la percentuale dell’89 per cento è in effetti sbagliata, e di molto. Ma come vedremo meglio tra poco, la statistica è stata successivamente corretta.

Di che cosa stiamo parlando

Prima di capire che cosa dicono i numeri, ripassiamo brevemente che cos’è l’accordo di Malta (chiamato anche “patto di Malta”). Questo patto è stato siglato a La Valletta il 23 settembre 2019 – quando da pochi giorni era in carica in Italia il secondo governo Conte – dai ministri dell’Interno di Italia, Germania, Francia e Malta. L’intesa era una dichiarazione comune di intenti per introdurre un meccanismo temporaneo di ricollocamento dei richiedenti asilo (un meccanismo simile è stato in vigore nell’Ue tra il 2015 e il 2017) e superare il metodo applicato dall’ex ministro Matteo Salvini, che concedeva gli sbarchi alle navi Ong solo dopo aver trattato i ricollocamenti con i vari Paesi Ue.

L’accordo prevedeva la ridistribuzione, entro quattro settimane, dei migranti sbarcati in Italia e a Malta e salvati dalle navi militari o delle Ong, ma non includeva quelli arrivati autonomamente con altre imbarcazioni. All’epoca non furono introdotte quote precise di redistribuzione tra i Paesi perché si sperava che altri Stati avrebbero aderito di lì a breve all’iniziativa.

In realtà le cose non andarono come sperato: nel giro di pochi giorni l’accordo fu accolto in maniera positiva da pochi Stati membri, tra cui Portogallo, Irlanda e Lussemburgo.

Nei mesi successivi alla firma dell’intesa sono stati attivati alcuni voli per ricollocare i migranti sbarcati dalle navi Ong verso altri Paesi, come la Germania. Ma nel 2020 l’emergenza coronavirus ha di fatto bloccato un processo già di per sé precario, che è ripreso a partire dallo scorso agosto.

A livello europeo la situazione non è cambiata rispetto a quella di due anni fa. «Siamo in una situazione di stallo, molti Stati membri si oppongono ad ogni forma di relocation obbligatoria», ha detto la stessa Lamorgese nell’intervista a La Repubblica del 24 marzo.

Ma di quanti ricollocamenti stiamo parlando da quando è stato firmato l’accordo? La cifra è cruciale per verificare la dichiarazione di Lamorgese.

Quanti sbarchi ci sono stati da settembre 2019

Le cifre sui migranti sbarcati in Italia con navi Ong e militari e redistribuiti verso gli altri Paesi non sono pubbliche, al contrario di quelli sugli sbarchi, periodicamente pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno. Abbiamo contattato l’ufficio stampa del Viminale per avere dati precisi in merito, ma al momento della pubblicazione di questo articolo siamo ancora in attesa di una risposta.

Prendendo per validi i 987 migranti ricollocati grazie all’accordo di Malta, e comunicati da Lamorgese, saremo di fronte al 2,2 per cento di tutti i migranti arrivati in Italia dopo la firma dell’intesa, e non all’89 per cento.

Questi sono infatti i numeri degli sbarchi totali: negli ultimi giorni di settembre 2019 erano sbarcati in Italia 670 migranti, mentre tra ottobre e dicembre 2019 3.838. In tutto il 2020 gli sbarchi sono stati 34.154 e dal 1° gennaio al 23 marzo 2021 6.068. Dalla sigla dell’intesa all’intervista di Lamorgese su Repubblica il numero totale dei migranti sbarcati in Italia è dunque stato di 44.730.

La dichiarazione è stata corretta

Nelle ore successive alla pubblicazione dell’articolo sul cartaceo di Repubblica qualcosa è però cambiato. Sia nell’edizione online dell’articolo che nella rassegna stampa sul sito del Viminale, il virgolettato attribuito alla ministra Lamorgese è stato modificato, senza segnalare però al lettore la correzione. La prova che l’articolo è stato modificato viene da una prima versione dell’intervista, pubblicata sul sito del ministero dell’Interno, dove c’è lo stesso virgolettato uscito sul cartaceo.

Ora l’articolo di Repubblica riporta invece queste parole della ministra: «Dobbiamo ripartire dallo spirito di Malta che, da settembre del 2019, ha consentito di trasferire in Europa 987 richiedenti asilo, l’89 per cento degli sbarcati in Italia per la cui ricollocazione hanno dato la loro disponibilità alcuni Paesi a noi più vicini, come, ad esempio, la Francia, la Germania, la Spagna e il Portogallo» (Figura 2).
Figura 2. Il virgolettato di Lamorgese aggiornato il 24 marzo nell’edizione online di Repubblica
Figura 2. Il virgolettato di Lamorgese aggiornato il 24 marzo nell’edizione online di Repubblica
Per come è scritta ora la dichiarazione – che resta comunque ancora potenzialmente fuorviante – la percentuale dell’89 per cento indicata da Lamorgese non sembra più fare riferimento a tutti i richiedenti asilo sbarcati in Italia, ma a quelli che sono stati interessati da un ricollocamento di un qualche tipo.

Un dato di questo tipo era già stato comunicato a giugno 2020 dalla ministra Lamorgese, in un’interrogazione in Senato sollevata dal senatore di Fdi Fazzolari. «Nel periodo di vigenza del meccanismo di Malta (che con il coronavirus si è interrotto), sono stati trasferiti 540 migranti, pari all’86 per cento delle ricollocazioni effettuate in totale, con una concentrazione nel periodo dicembre-febbraio», aveva dichiarato Lamorgese. «Prima dell’accordo di Malta, complessivamente erano state ricollocate 85 unità».

Anche all’epoca Fazzolari sottolineò, in risposta alla ministra, che il numero dei ricollocamenti effettuato grazie al patto di Malta andava rapportato con quello totale dei migranti sbarcati, e non dei soli ricollocamenti complessivi.

Non è chiaro se il virgolettato iniziale sia stato frutto di un errore della ministra Lamorgese o di Repubblica. Sul punto siamo ancora in attesa di una risposta da parte del Viminale.

In conclusione

In un’intervista del 24 marzo, il quotidiano La Repubblica ha attribuito alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese un virgolettato, in base al quale «987 richiedenti asilo», ossia «l’89 per cento degli sbarcati in Italia» da settembre 2019, erano stati ricollocati grazie all’accordo di Malta. Questo dato, così riportato, è però sbagliato: 987 migranti sono il 2,2 per cento degli oltre 44 mila arrivati da settembre 2019 ad oggi.

L’articolo di Repubblica, nella versione online, è stato poi cambiato e nell’attuale virgolettato la percentuale dell’89 per cento fa riferimento al totale dei ricollocati, e non a quello degli sbarcati.

Abbiamo contattato il Viminale per avere un commento su questa vicenda e per avere i dati precisi sui ricollocati (che non sono pubblicamente disponibili), ma al momento della pubblicazione di questo articolo siamo ancora in attesa di una risposta.
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