Perché luglio alla Camera è un mese intenso

Tra progetti di legge, decreti in scadenza e bilanci interni da approvare, per i deputati questo è un mese cruciale: il racconto dai corridoi di Montecitorio
ANSA/GIUSEPPE LAMI
ANSA/GIUSEPPE LAMI
Alla Camera dei deputati quello di luglio è un mese caldo. Non tanto per il clima torrido dell’estate romana, ma per le varie scadenze parlamentari che precedono la pausa estiva dei deputati, prevista di solito tra la prima settimana di agosto e i primi giorni di settembre. Quest’anno, però, tra decreti-legge in scadenza da convertire e progetti di legge da approvare entro l’estate, l’inizio della pausa estiva non è ancora stato stabilito.

Un lunedì di luglio a Montecitorio

«Al contrario di ciò che si può pensare, luglio, al pari di dicembre, è un mese cruciale, perché è a luglio che si decidono quali sono i provvedimenti prioritari, quelli da approvare prima della pausa, e quali invece rimandare a settembre», racconta a Pagella Politica Alberto Ciapparoni, giornalista di Rtl 102.5, da vent’anni cronista parlamentare. 

È l’11 luglio, un lunedì, e Ciapparoni è uno dei pochi giornalisti presenti in sala stampa alle ore 9:30 del mattino. Anche il cosiddetto “Transatlantico”, il lungo corridoio che separa l’aula della Camera dal cortile interno, dove giornalisti e politici si scambiano opinioni e indiscrezioni, è vuoto. Qui i deputati cominciano ad arrivare verso le 10:30 e, a poco a poco, popolano i divanetti e le poltroncine di pelle rossa disposti lungo le vetrate che danno sul cortile e lungo la parete che delimita l’aula. 
L’inizio della seduta dell’11 luglio è fissato alle 12:30 e non è una seduta qualsiasi: è in programma il voto finale per la conversione in legge del decreto “Aiuti” varato dal governo Draghi, che prevede una serie di interventi a favore di famiglie e imprese per contrastare gli effetti della guerra in Ucraina, comprese alcune novità sul reddito di cittadinanza. Poche ore dopo, il decreto sarà approvato dall’aula, ma senza il voto dei deputati del Movimento 5 stelle: se il partito guidato da Giuseppe Conte non sosterrà il provvedimento al Senato, dove il decreto “Aiuti” va convertito in legge, c’è il rischio che si apra una crisi di governo. 
In questi stessi giorni, oltre al decreto “Aiuti”, la Commissione Attività produttive della Camera sta esaminando anche il disegno di legge annuale sulla concorrenza che, tra le altre cose, prevede alcune novità riguardo l’annosa questione delle concessioni balneari e una delega al governo per liberalizzare il trasporto pubblico non di linea, ossia il servizio taxi e il servizio del noleggio con conducente (Ncc). Il testo, già approvato in prima lettura al Senato, dovrà essere approvato in commissione entro il 18 luglio, giorno in cui è previsto l’inizio dell’esame del provvedimento in aula. 

I fronti aperti

Al di là dei progetti di legge e dei decreti in esame, a luglio la Camera è impegnata anche su altri fronti. «Oltre all’attività legislativa svolta dai deputati, a luglio vengono svolte le relazioni annuali sul lavoro di vari istituti ed enti dello Stato, come per esempio l’Istat o l’Inps», ha spiegato a Pagella Politica uno dei commessi di Montecitorio poco prima di salire in tribuna stampa, il settore dell’aula della Camera dove siedono i giornalisti parlamentari durante le sedute dell’assemblea. Di solito, la presentazione di queste relazioni viene fatta il lunedì e il venerdì. Per esempio, l’11 luglio è stata la volta del rapporto annuale sui lavori dell’Inps, presentato dal presidente dell’istituto Pasquale Tridico nella Sala della Regina della Camera, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

«L’attività della Camera a luglio è serrata, tant’è che non sappiamo ancora quando verrà stabilità la data di fine dei lavori e dunque l’inizio della pausa estiva», ha spiegato a Pagella Politica un membro dell’ufficio stampa della Camera. A luglio, infatti, la Camera è impegnata anche nell’approvazione definitiva del bilancio consuntivo per il 2021 e il bilancio di previsione sulle spese per il 2022, due documenti che fissano come saranno utilizzate le risorse economiche a disposizione della Camera e che servono per il suo funzionamento. Quest’anno, i due documenti saranno discussi in aula il 22 luglio, mentre l’approvazione definitiva è prevista una settimana dopo, il 28 luglio. 

Dalla tabaccheria al barbiere, passando per le poste

L’approvazione di un bilancio interno è necessaria perché la Camera è un organo complesso, con un’autonomia finanziaria e che al suo interno offre tutta una serie di servizi per i deputati e per i suoi dipendenti. 

Per esempio, uno di questi servizi è la tabaccheria, che si trova a pochi passi dall’entrata principale, sulla sinistra. Qui, oltre a sigarette, accendini e tabacchi, si vendono anche gadget con lo stemma della Camera. Ci sono zainetti, tazze e anche ventagli. Questi ultimi, però, possono essere acquistati solo dai parlamentari e dai dipendenti della Camera. Girando l’angolo, lungo uno dei corridoi che fiancheggiano il cortile esterno del palazzo, si trovano altri servizi. Tra questi ci sono l’ufficio postale, uno sportello bancario di Intesa Sanpaolo e anche il barbiere, il cui servizio non è gratuito per i deputati e si trova all’interno dei bagni della Camera. 

Al pari dell’assemblea, tutti questi servizi lavorano a pieno ritmo anche a luglio e chiudono in concomitanza della pausa estiva. Nel corso degli ultimi anni, comunque, i vari servizi sono stati ridimensionati, con diversi tagli al personale. «Fino a qualche anno fa, per esempio, i barbieri che lavoravano qui erano nove, ora sono in tre, e molti servizi sono stati esternalizzati, ossia affidati a imprese esterne alla Camera attraverso dei bandi», ha raccontato a Pagella Politica Ciapparoni che, tra le altre cose, è autore del libro A spasso per Montecitorio (Mursia, 2018), una raccolta di curiosità e aneddoti sulla vita e i lavori all’interno della Camera. «Questa razionalizzazione dei servizi – ha spiegato il cronista – è stata dettata da una parte dall’entrata in Parlamento del Movimento 5 stelle, che ha spinto molto sui temi del taglio delle spese delle istituzioni, e dall’altra parte dallo scoppio della pandemia da Covid-19, che ha imposto una riorganizzazione dei lavori dell’aula».

Al di là del ruolo del M5s e della rivoluzione dettata dalla Covid-19, la gestione di alcuni servizi della Camera è stata affidata a società esterne già oltre vent’anni fa. È questo il caso, per esempio, del servizio guardaroba, che si trova in una saletta poco dopo l’entrata principale, sulla destra, dove i deputati depositano zaini, ombrelli e altri oggetti. «Lavoro qui dal 1999, praticamente da quando la gestione del servizio è passata in mano a imprese esterne alla Camera», ha raccontato a Pagella Politica una delle commesse che si occupano di seguire il servizio guardaroba. 

Oltre ai servizi già citati, la Camera dispone della “buvette”, il celebre bar del “Transatlantico”, un sala illuminata da sei lunghi lampadari, il luogo di incontro privilegiato tra politici e cronisti; una mensa, aperta a tutti gli addetti ai lavori, e un ristorante riservato per i deputati. Curiosità: in questo ristorante, due tavoli sono comunque riservati per i giornalisti parlamentari che desiderino magari seguire i parlamentari anche durante i loro pranzi.
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