L’aumento dell’inflazione, grafici e numeri alla mano

Da mesi i prezzi di beni e servizi stanno aumentando in Italia e nel resto del mondo, a causa principalmente di due fenomeni
© Ding Ting/Xinhua via ZUMA Press
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Da mesi il costo della vita in Italia, e in gran parte dei Paesi del mondo, è in continuo aumento a causa dell’inflazione. I prezzi dei beni e dei servizi crescono e, di conseguenza, nel tempo si riduce il valore della moneta. Tradotto in parole semplici, oggi con un euro si possono acquistare meno cose rispetto al passato.

Questo fenomeno non è di per se stesso un problema. I governi e le banche centrali vorrebbero che l’inflazione si aggirasse all’incirca intorno al 2 per cento, considerato un livello adeguato che certifica il buon andamento di un’economia. Allo stesso tempo le autorità monetarie cercano di evitare la cosiddetta “deflazione”, ossia quando i prezzi diminuiscono al posto di aumentare. 

I problemi arrivano quando la crescita dei prezzi diventa difficile da sostenere. Numeri alla mano, a che punto è l’inflazione in Italia e nel resto del mondo? Quali sono le cause dietro l’aumento dei prezzi?

L’inflazione in Italia

Per calcolare l’andamento dell’inflazione, mensilmente l’Istat raccoglie i prezzi dei beni affidandosi, tra le altre cose, a rilevamenti in negozi e supermercati e alla raccolta centralizzata tramite internet.

I dati di maggio mostrano che in Italia, rispetto a un mese prima, i prezzi sono aumentati dello 0,9 per cento, con un +6,9 per cento rispetto a maggio 2021. L’inflazione di fondo, ossia quella che esclude gli aumenti di prezzi dei beni alimentari e di quelli energetici, soggetti a prezzi più volatili, è stata pari al 3,3 per cento rispetto a un anno fa.

La crescita del costo della vita registrata a maggio è la più elevata dal marzo 1986, quando si arrivò al +7 per cento di aumento dei prezzi su base annua. Negli ultimi dieci anni l’inflazione è sempre stata molto bassa, superando il 2 per cento solo nel 2012 e in alcuni momenti, come a inizio 2016, era stato rilevato addirittura un periodo di deflazione. 

L’aumento dei prezzi sta coinvolgendo sostanzialmente tutta l’economia, ma gli aumenti più significativi si stanno registrando nelle voci di spesa legate alla casa, all’acqua, all’elettricità e ai combustibili, in crescita del 26,4 per cento rispetto a un anno fa. Con un +10,6 per cento ci sono poi i prezzi legati ai trasporti e con un +7,5 per cento i prodotti alimentari. I prezzi delle comunicazioni e dell’istruzione sono invece calati, mentre i prezzi dei servizi sanitari, della ricreazione e cultura hanno avuto un aumento limitato, intorno all’1 per cento. 

L’inflazione nel resto del mondo

L’aumento dell’inflazione non sta colpendo solo l’Italia, ma anche gran parte del mondo. I dati di Eurostat mostrano che a maggio, nell’Unione europea, l’inflazione è cresciuta dell’8,8 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, con un aumento costante da oltre un anno e una netta accelerazione tra febbraio e marzo 2022. 

Più di dieci paesi dell’Ue stanno registrando un’inflazione superiore al 10 per cento, con un picco del 20,1 per cento in Estonia. Tra i grandi Paesi europei, la Francia ha un’inflazione del 5,8 per cento, la Spagna dell’8,5 per cento e la Germania dell’8,7 per cento.

Fuori dall’Ue, l’inflazione ha raggiunto il 9,1 per cento nel Regno Unito, il maggior livello dal 1982, l’8,6 per cento negli Stati Uniti e il 5,1 per cento in Australia. Al momento i Paesi asiatici sono quelli meno colpiti dall’aumento dei prezzi: in Cina l’inflazione è al 2,1 per cento e in Giappone al 2,5 per cento. 

Perché l’inflazione aumenta

Le cause principali del costante aumento dell’inflazione sono almeno due.

In primo luogo, l’economia si sta riprendendo dalla pandemia di Covid-19. Tra la seconda metà del 2021 e il 2022, la maggior parte degli Stati ha tolto la quasi totalità delle restrizioni grazie all’alta copertura vaccinale che permette di avere un alto numero di casi senza troppa pressione sugli ospedali. Questo ha portato le persone a spendere più di prima e ad aumentare la domanda di beni, anche facendo spese che erano state rimandate durante la pandemia. Le aziende hanno però difficoltà a tenere il passo con la domanda mentre ricostruiscono le catene di approvvigionamento. Per esempio, la carenza di container marittimi ha reso il trasporto di merci più costoso e la bassa disponibilità di semiconduttori impedisce di produrre tutti i beni elettronici richiesti. Per trovare l’equilibrio tra domanda e offerta servirà tempo. 

In secondo luogo, il petrolio, il gas e l’elettricità sono diventati più costosi in tutto il mondo. I prezzi energetici sono in aumento da diversi mesi, ma la tendenza è accelerata dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e le conseguenti sanzioni imposte dai Paesi occidentali. Nelle settimane immediatamente successive all’invasione dell’Ucraina, i prezzi sono aumentati di parecchio, per poi scendere. Ora i costi del petrolio e del carbone sono rispettivamente del 27 per cento e del 50 per cento al di sopra dei livelli che si avevano prima dell’inizio della guerra.

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